Con il restauro della facciata rinasce il teatro San Marco  

Concluso l’intervento da 70mila euro per il ripristino di intonaci e pietra serena L’assessore Belais: «Restituito alla città un pezzo di storia». Oggi l’inaugurazione

LIVORNO. Rimessa a nuovo la facciata del Teatro San Marco: ciò che rimane dello storico teatro livornese è stato infatti finalmente restaurato, sotto l’egida della Soprintendenza, ripristinando l’intonaco del paramento murario e consolidandone gli elementi in pietra serena, come le sei colonne dal capitello in stile ionico che con le relative cinque arcate ne formano il motivo architettonico distintivo.
A illustrare il restauro, l’inaugurazione è in programma oggi (ore 15, 30), sono intervenuti l’assessore alla cultura Francesco Belais, Daniela Vianelli della Cooperativa Itinera e due esponenti di Legacoop, Roberto Negrini (presidente Legacoop Toscana) e Niclo Vitelli (responsabile organizzativo). È infatti proprio su impulso di Legacoop Toscana, e di molti livornesi, che nell’ottobre del 2016 nasce il comitato “Salva il Teatro San Marco” promuovendo una raccolta di fondi da destinare al ricupero della facciata che ultimamente aveva mostrato crescenti segni di degrado e caduta di frammenti lapidei.
«L’iniziativa è partita circa otto mesi fa — spiega Negrini — quando sul giornale apparvero degli articoli sui crolli della facciata dell’ex Teatro San Marco. Livorno per la cooperazione rappresenta qualcosa di importante, siamo oltre settantamila soci e siamo presenti in tutti i settori di attività. Quindi abbiamo pensato di contribuire a ridare ai livornesi ed agli italiani un luogo con una storia che in parte ci ha accomunato, la storia della sinistra italiana a cui è legata una parte della cooperazione».
L’immagine del Teatro San Marco è infatti inscindibilmente legata alla nascita del Partito Comunista d’Italia che nacque lì il 21 gennaio 1921 dopo la scissione del Congresso del Partito Socialista, in quei giorni al Teatro Goldoni. «Al San Marco — commenta Belais — i livornesi sono da sempre molto legati, basti vedere l’energia con cui ne hanno chiesto il restauro. Come tutti ben sanno questo è il luogo dove è nato il Pci, ma è anche un edificio di notevole pregio storico, purtroppo colpito dai bombardamenti, che riporta alla numerosa presenza di teatri e di quanto fosse viva la scena culturale di Livorno». Per questo, ha sottolineato Belais, «è un patrimonio assolutamente da preservare, un luogo quindi legato alla storia nazionale e locale che ci rappresenta tutti». Le cooperative toscane - ha spiegato l’assessore - hanno realizzato in tempi brevi un restauro complesso: non soltanto ha riguardato il consolidamento delle parti in pietra, ma anche la ripresa delle stuccature, il rifacimento delle parti mancanti e il completo intonaco per riportare la facciata all’aspetto originario. I lavori sono stati eseguiti in accordo con Soprintendenza. «Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a restituire a Livorno un pezzo così importante della sua storia», ha concluso belais.
Inaugurato nel 1806 col nome di Teatro Carlo Lodovico apparteneva all’Accademia dei Floridi. Imponente e riccamente decorato all’interno ebbe però vita piuttosto travagliata e già ai primi del Novecento versava in stato di degrado. Colpito dai bombardamenti americani nei primi mesi del 1944 (alla fine del 1943 dalle foto aeree appare ancora sostanzialmente integro) fu demolito nel dopoguerra salvando soltanto la parte inferiore della facciata, mentre i successivi progetti di ricostruzione non ebbero mai seguito. L’intervento è costato circa 70mila euro. La raccolta fondi ha coinvolto la maggior parte delle cooperative aderenti a Legacoop Toscana: gli interventi sono stati effettuati dalla Clc.
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