«Senza zaino a scuola è meglio» la novità delle Carducci piace a genitori e bimbi

Livorno, gli studenti di prima elementare della struttura di Montenero: «La nostra è una classe speciale: ecco come ci organizziamo»

LIVORNO. Qualcuno arriva accompagnato dai genitori. Altri sono portati dal pulmino. Tutti arrivano davanti al cancello della loro scuola, sulla salita di Montenero, tra sorrisi ed entusiasmo. «Abbiamo la classe tutta nuova, non vediamo l'ora di vederla: la nostra scuola è la migliore», esclamano i piccoli studenti di prima elementare, mentre si affrettano nella loro aula coloratissima che profuma ancora di nuovo. Matteo, Claudio, Sara: sono i 19 sperimentatori della scuola "Senza zaino", la grande novità che ha debuttato al circolo Carducci, nel plesso di Montenero.

«Guarda le buchette, dove è la mia?»: appena entrati in classe corrono verso il nuovo armadio fatto a blocchi. Ognuno ha il suo. Dentro quaderni, libri e tutto quel materiale che non viene più stipato negli zaini. E' uno degli arredi che caratterizzano il nuovo metodo didattico. Sono arrivati durante le vacanze di Natale. Ad accoglierli ci sono le insegnanti Roberta Magozzi e Raffaella Cervone, entusiaste quanto i piccoli. Il 9 gennaio è un po' un rientro a scuola di festa per tutti nella scuola di Montenero, dove c'è un corpo docente che fa comunità. «Il "Senza zaino” è un successo per tutti, ognuno di noi dà una mano: siamo un team molto affiatato», commenta Francesca Di Dio, intenta a perfezionare l'angolo dell'atelier della creatività. Lo ha creato lei: anche se non insegna in quella classe. E’ uno dei tre che caratterizza la classe, insieme a quello di informatica e matematica. In un attimo i bambini prendono posto. Ognuno nella propria isola. Sanno dove sedersi, quale è il loro spazio. Quando parlare e quando fare attenzione.

«Quando il semaforo è rosso vuol dire che dobbiamo stare zitti perché c’è qualcosa di importante», dicono in coro, indicando il piccolo semaforo in legno appeso alla parete. «E quando andiamo in bagno non alziamo più la mano, ma le femmine prendono il cavalluccio marino e i maschi il vulcano: rosso bagno occupato e verde libero». Gli studenti continuano a raccontarci la “loro scuola”, un metodo nuovo modello di studio supportato dalla Regione Toscana. Parole d’ordine collaborazione, condivisione, responsabilizzazione, rispetto delle regole. E schiene meno ricurve per il carico di libri, quaderni. «Il fatto che stiano insieme nelle isole in realtà riduce la voglia di trasgredire e di bisbigliare», dice la maestra Roberta Magozzi.

L’emblema del nuovo metodo didattico, unico a Livorno (diffuso in tante città italiane) è mamma Alessandra Gemignani. Lei ha un bimbo di 8 anni che frequenta la scuola di Montenero e un altro di 6, in prima “Senza zaino”: porta in una mano lo zaino del primo e nell’altro la cartellina del secondo. «Al di là dei diversi pesi degli zaini - racconta - le differenze sono abissali: il senso di responsabilità del mio bimbo piccolo è già tanto spiccato, così quello della condivisione». Sulla stessa linea Simona Casali e Rita D’Amicis: «Autonomia tanta, sono entusiasta». Sono solo parole di soddisfazione: «I bambini hanno acquisito una grande capacità di fare gruppo: vediamo solo lati positivi», proseguono Federica Favilli e Federica Bendinelli.