Scuola, si torna in aula senza zaino: grande novità alle Carducci

Livorno, durante le vacanze di Natale sono arrivati gli arredi all’istituto di Montenero. La dirigente: unici in città, crediamo in questo nuovo modo di vivere la scuola

LIVORNO. In classe senza zaino? E' il futuro anche delle scuole livornesi. La sperimentazione cittadina parte dal circolo Carducci: protagonisti di questa rivoluzione didattica sono i bambini delle elementari di Montenero. Spalle ricurve sotto il peso di cartelle e zaini zeppi di libri, compiti a casa, banchini a due, cattedre: tutto questo è, ormai, roba del passato per gli studenti di prima. Il 9 gennaio si torna in classe all’insegna di una nuova veste.

«Abbiamo aderito alla rete nazionale e per adesso a Livorno siamo partiti solo noi: la reputiamo una gran cosa, crediamo molto in questo cambiamento radicale del modo di vivere la scuola, sia da parte degli insegnanti che dei bambini», commenta, entusiasta la dirigente scolastica del circolo, Camilla Pasqualini.

In questi giorni di vacanze natalizie sono finalmente arrivati gli arredi ad hoc, comperati dal Comune. Sì, perché questo nuovo modello di studio supportato dalla Regione Toscana, racchiude una rivoluzione. Della didattica, all’insegna di collaborazione e condivisione. E degli arredi. Per ora sono oltre cento le scuole coinvolte nell’iniziativa, nata a Lucca da una intuizione pedagogica di Mario Orsi nei primissimi anni 2000, con l'istituto comprensivo Mariti di Fauglia, in provincia di Pisa, in qualità di capofila della rete italiana nazionale delle Scuole Senza Zaino. «Il modello innovativo di fare scuola parte dalla prima classe di Montenero e l’intenzione è quella di avviare, ogni anno, una classe nuova - precisa la preside - Le insegnanti hanno fatto una formazione specifica».

Addio cattedre e astucci, noi ci autogestiamo. Il segreto del modello “senza zaino” sta proprio nell’autogestione. I bambini, in tandem con gli insegnanti, si danno delle regole: le discutono nell’Agorà, le votano e alla fine le scelgono. «Questo è il segreto per cui c’è un grande rispetto delle regole», va nei dettagli Roberta Magozzi, una delle maestre del team del plesso che ha fortemente supportato il progetto, insieme a Carmelita De Blasio, Cristina Barbaro, Anna Angenica, Francesca Di Dio, Carla Spiga, Lucia Altiero, Raffaella Cervone.

«Il modello di lezione frontale non esiste più. Così come i bambini non devono più portare con sè l’astuccio perché il materiale è in classe», continua. Altra grande novità, introdotta democraticamente: con il semaforo rosso non si parla, né si esce per andare in bagna. «Quando c’è il rosso vuol dire che dobbiamo trattare cose importanti e serve la massima attenzione». In pratica i bambini vanno a scuola con una valigetta - di quelle da disegno - con la merenda, il libretto di comunicazioni scuola-famiglia e poco altro. Il resto rimane a scuola.

Tre isole per fare lezione, gli atelier e l’agorà. Le insegnanti sono attive sulle tre “isole” dei bambini. Si tratta del nuovo modello dei banchi. «Lo spirito del “Senza zaino” è proprio quello di tirar fuori da ogni bambino le proprie potenzialità - e spiega - Sulle tre isole si possono tenere diverse modalità di lezioni». Su ognuna ci sono i contenitori dove sono riposte matite, lapis, gomme e tutto l’occorrente. «Ogni isola ha un suo responsabile che cambia a turno, in modo tale che ci si occupi anche di mantenere tutto in ordine». A coppie, oppure a piccoli gruppi: così si fa lezione a Montenero. E una volta finito, i piccolo scelgono uno dei tre atelier e disposizione nell’aula: informatica, logico-matematica e pittura. Poi c’è l’agorà. La piazza di classe. Qui si discute, si prendono le decisioni. Si spiega. «L’agorà è individuata da una pedana - racconta ancora Magozzi - E’ il luogo del confronto, delle spiegazioni, delle scelte e dei racconti, pure personali, dei bambini».

Vulcano o cavalluccio per andare in bagno. Quella del bagno è un’altra grande novità introdotta alle elementari di Montenero. I bambini si sono scelti dei simboli, vulcano per i maschi e cavalluccio marino per le bambine. «Se il cavalluccio marino o il vulcano sono rossi - è un fiume di entusiasmo Magozzi - vuol dire che il bagno è occupato. Così quando uno studente torna dalla toilette, gira il simbolo da rosso a verde e significa che il bagno è libero». E con fierezza aggiunge: «Essendo una modalità libera, in questo modi gli alunni escono molto meno».