Cittadella in stand-by fra stadio e ippodromo Nogarin pensa anche alla pedonalizzazione

Il progetto della Cittadella dello sport, che dovrebbe riqualificare l’area che comprende anche lo stadio e l’ormai ex ippodromo, sembra in stand-by. Nessun sviluppo, nessuna novità, nessun annuncio....

Il progetto della Cittadella dello sport, che dovrebbe riqualificare l’area che comprende anche lo stadio e l’ormai ex ippodromo, sembra in stand-by. Nessun sviluppo, nessuna novità, nessun annuncio. «Ma le cose stanno andando avanti – dice il sindaco Filippo Nogarin durante la confe- renza stampa di fine anno – in realtà la Cittadella esiste già, va solo scontornata dal punto di vi- sta urbanistico. Penso agli arredi, alla pedonalizzazione della zona, a qualsiasi soluzione per cercare di legare le varie anime strutturali. Si sta muovendo qualcosa anche per il restyling del palazzetto: nel 2018 ospiteremo il campionato del mondo Master di scherma. Que- sto progetto, comunque, passa anche e soprattutto dalla riqualifi- cazione dello stadio». E quindi dal futuro del Livorno Calcio, con la trattativa fra Aldo Spinelli e la famiglia Ferrari che non sembra de- collare. «Preferisco mantenere il silenzio – afferma il sindaco – non è questione di omertà, ma di cautela. Siamo disponibili a parlare con le parti in causa, ma per ora nessuno ce l’ha chiesto: il nostro unico interlocutore resta Aldo Spinelli».

Nel contesto della Cittadella dello sport rientra anche il Caprilli, abbandonato dopo la chiusura e devastato dai ladri-vandali. «C’è una situazione di degrado – segnala Nogarin – e ho appena parlato con la giunta per la messa in sicurezza della struttura. Abbiamo ereditato tutto questo, siamo vittime delle scelte sbagliate della precedente amministrazione comunale, che aveva messo a bando la gestione dell'ippodromo con canoni ridicoli. Per due anni siamo riusciti ad andare avanti con un esercizio provvisorio, poi abbiamo dovuto fare i conti con il contratto stipulato con Alfea. Nel prossimo anno ci sarà un grande lavoro da fare, anche in nome di un’ippica cambiata dal mancato sostegno del ministero. E per questo puntiamo sul buon rapporto che abbiamo con Alfea».

Gianni Tacchi