Nuovo look per l'antica Dogana d'Acqua: vi piace?

La nuova Dogana d'Acqua (Marzi Pentafoto)

Un edificio bianco dalle linee semplici all'interno di una teca trasparente sulla quale sono disegnate le sagome dell'antica Dogana. Ecco la soluzione per la riqualificazione

LIVORNO. C’era una volta la Dogana d’Acqua con le sue sagome ottocentesche: progettate da Carlo Reishammer (che firmò anche Porta San Marco). I bombardamenti bellici lasciarono in piedi solo le arcate: sopra vi fu costruito un capannone industriale. Abbattuto una ventina d’anni fa per dar luogo al recupero. Ma come? Il progetto inizialmente prescelto è stato all’inizio di questo decennio prima rimaneggiato, poi rifatto daccapo seguendo tutt’altra filosofia. Adesso il richiamo all’antica Dogana d’Acqua è dato dal disegno delle sagome di allora su una teca trasparente che racchiude l’edificio vero e proprio.

Il restauro e rifunzionalizzazione del complesso edilizio della Dogana d’Acqua, è stato realizzato grazie a un importo complessivo di 6,8 milioni di euro con un cofinanziamento del Comune di 2,8 milioni. La riqualificazione del complesso ha portato alla costruzione di due edifici, che ospiteranno un polo della logistica di alta specializzazione, con spazi dedicati alla simulazione, agli incubatori di impresa, laboratori per la ricerca e laboratori sulla tracciabilità delle merci.

La Dogana era un grandioso edificio basato su un ponte a tre archi, lateralmente furono scavate due darsene, una interna, comunicante attraverso un canale con il Fosso Reale, quella esterna comunicante con il Fosso dei Navicelli che sboccava in Arno a Pisa.

Nei mesi scorsi un gran dibattito ha riguardato la soluzione architettonica scelta per lo Scoglio della Regina: contestata per il modo con cui vecchio e nuovo sono stati messi a contatto. E di questa nuova Dogana d’Acqua, che ve ne sembra? Vi convince la soluzione adottata? Diteci cosa ne pensate.

La Dogana d'Acqua (Marzi Pentafoto)