E alla fine Nogarin licenzia la Maltinti

Il sindaco silura la direttrice generale: «Accuse gravissime». E punta il dito anche su De Carlo e Cosimi. Ma intanto la presidente Ria porta tutto in Procura

LIVORNO. Alla fine, ieri sera intorno alle 21, è arrivata la lettera. Sandra Maltinti l’ha trovata nella sua casella di posta elettronica certificata quando ha acceso il computer. Il sindaco l’ha inviata anche al dirigente del personale e al segretario generale: dentro, nello spazio di un paio di pagine, ha scritto a chiare lettere che la Maltinti è licenziata in tronco, o quasi. «Debbo rilevare - si legge infatti nelle battute finali dell’atto a firma di Filippo Nogarin protocollato ieri - che il comportamento tenuto dal direttore rappresenta un fatto di una gravità tanto rilevante da giustificare la revoca dell’incarico e il recesso dell’amministrazione dal contratto di lavoro».

Il sindaco ha in sostanza ripreso i fatti «gravi ma non precisati» riferiti in mattinata in commissione dalla donna, ha scritto che lui, gli assessori e i consiglieri sono stati «discreditati», e alla fine ha messo nero su bianco che «le sopra esposte considerazioni mi inducono alla decisione di avviare il procedimento per addivenire alla revoca dell’attuale direttore». «Vista la gravità dei fatti esposti, che hanno definitivamente compromesso il rapporto fiduciario», ha concluso, «ritengo che il rapporto con l’architetto Maltinti debba essere risolto con effetto immediato e senza preavviso, ai sensi dell’articolo 3 ultimo comma del contratto individuale di lavoro». Alla direttrice è stata quindi lasciata solo la possibilità di «eventualmente presentare entro 5 giorni le proprie controdeduzioni...».

È stato questo il colpo di teatro di un pomeriggio che ieri, dopo la commissione choc, si è aperto con la vicesindaco Stella Sorgente che ha parlato di «dichiarazioni inaccettabili e gravissime» e con il sindaco che ha convocato d’urgenza la giunta chiedendo espressamente che ci fosse anche la direttrice, che però non si è presentata.

Il primo e unico commento ufficiale, Nogarin lo ha affidato alle 18.20 a un comunicato: «Sono sbalordito delle dichiarazioni del direttore, sia per le modalità scelte che per i toni utilizzati». «Durante l'audizione in commissione - ha aggiunto - Maltinti ha sciorinato un monologo, fuori luogo, preconfezionato ad arte nel quale ha lanciato accuse gravissime nei confronti dell'amministrazione, accusando me, la giunta e pure i consiglieri di gravi ingerenze nei confronti della macchina amministrativa. Tutto questo senza però fare alcun riferimento a fatti specifici o procedimenti utili ad accertare la veridicità di quanto riportato». «Se davvero avesse avuto a cuore il buon funzionamento della macchina amministrativa - ha commentato ancora - avrebbe dovuto chiedere un confronto con il sottoscritto. Così non è stato. Ha preferito lanciare pubblicamente le sue accuse». «Esprimendomi a nome di tutta la giunta - è stato quindi il primo messaggio criptico in direzione del licenziamento - sono costretto a ribadire che il rapporto di fiducia nei confronti del dg, se possibile, si è ulteriormente deteriorato e siamo arrivati al punto di non ritorno».

Mentre tornando alla commissione, ancora una volta, anche questa volta, ha provato a lanciare la palla in direzione Pd. «È sfuggita a pochi la presenza in aula, per tutta la durata dell'audizione - ha infatti scritto - di Ugo De Carlo, già candidato sindaco nel 2014, che, secondo la stampa, è tornato sulla scena politica a braccetto con l'ex sindaco Alessandro Cosimi. Si respira aria dell'ancien regime che punta alla restaurazione. No pasaran».

Restano però le durissime parole della direttrice, nominata proprio da Nogarin nel 2014. Tanto dure che stamani la presidente della commissione, Monica Ria (Pd), porterà la relazione di in Procura, come le è stato chiesto da una parte dei consiglieri (non i 5S, che a commissione finita si sono scontrati proprio con la presidente per l’audizione della direttrice). «Vista la gravità delle cose dette, in particolare sul personale e sulle gare - conferma Ria - la commissione ritiene opportuno segnalare alle autorità competenti quanto emerso, affinché facciano gli approfondimenti del caso».