In classe e al ristorante: «Così impariamo il cinese»

Studenti del corso di cinese del Vespucci

Livorno, Il Vespucci è l'unico istituto che insegna la lingua orientale e tra una settimana si apre alla città con la festa del capodanno

LIVORNO. In classe utilizza molto le canzoni e tanti video soprattutto nella sua terza. Mentre con gli studenti di quarta tra un paio di settimane organizzerà un pranzo rigorosamente a colpi di bacchette e cinese, dall’antipasto al dolce, in un ristorante della città. Lei è la professoressa Chiara Buchetti e dal settembre scorso è l’insegnante ufficiale di lingua cinese al Vespucci, un’esperienza che fa dell’istituto l' unica scuola statale con un corso curriculare di lingua cinese nel suo indirizzo di relazioni internazionali per il marketing.
«Il cinese è la lingua del presente e del futuro: saperlo oggi è fondamentale soprattutto nel settore commerciale, per avere una carta in più da spendere per la ricerca di un lavoro», premette l’insegnante 30enne di Grosseto che vive a Pisa. Con la professoressa regolarmente abilitata all’insegnamento della lingua cinese, le distanze tra la città e il paese del Dragone si accorciano. O almeno lei ci prova, tutti i giorni alle prese con i suoi 75 studenti, suddivisi tra la terza, la quarta e la quinta Rim - relazioni internazionali per il marketing -. «Insieme all’insegnamento della lingua ideografica, cerco anche di fornire ai miei studenti delle occasioni in cui possano approfondire le tradizioni del paese, da qui è nata la proposta che poi si concretizzerà lunedì, di festeggiare a scuola il capodanno cinese. Penso che sia la prima volta che si fa un’iniziativa del genere in città», continua Buchetti con grande entusiasmo.
Altro che le lingue più “comuni” come l’inglese e il francese che, sicuramente più conosciute e più dotate di supporti audio, video e cartacei facili da trovare in libreria. Con il cinese è tutta un’altra storia. E Buchetti ringrazia le piattaforme web come Amazon e You Tube che le permettono di trovare facilmente materiale su cui basare le sue lezioni.

«Devo dire che adesso anche in libreria qualcosina riesco a trovare - racconta - ma devo ringraziare Amazon e You Tube che mi permettono di avere sussidi fondamentali per il mio lavoro, anche perché il cinese è una lingua ideografica, in sostanza è una lingua che si disegna. E’ importante che i lavori che propongo a scuola restino ben impressi negli studenti. Per questo uso molto in terza le canzoni, e poi i video».
Davanti all’insegnante ci sono studenti motivati e curiosi. «E un’avventura impegnativa, ma degna di essere vissuta fino in fondo - continua - I miei studenti sono ragazzi curiosi e motivati, i miei colleghi interessati a quello che faccio, i laboratori di cinese degli open days hanno riscosso particolare successo».
Prossimamente per i ragazzi di quarta arriverà un pranzo al ristorante cinese. Dalla teoria alla pratica. «Si tratta di un modo simpatico per mettere in pratica quello che impariamo in classe», aggiunge l’insegnante. Che non fa mancare ai suoi studenti un gruppo WhatsApp dove si parla e si comunica solo in cinese.
«Il lavoro da fare è tanto, dentro e fuori la scuola, giorno e sera, ma per incentivare la diffusione dell’insegnamento della lingua e della cultura cinese nelle scuole si fa questo ed altro», chiude.
In queste settimane, sempre a Livorno, è stato avviato un corso di introduzione alla lingua e alla cultura cinese per ragazzi delle scuole medie di circa 20 ore.