«Diteci se l’ex municipalizzata rischia il crac»

Opposizioni a caccia di risposte. E Gordiani: il porta a porta per tutti costa, meglio un centro del riciclo

LIVORNO. «Prima diteci come sta il malato: Aamps rischia il crac? È sull’orlo del fallimento? Cosa accadrebbe se decidesse di uscire da Reti Ambiente? È possibile parlare di una Reti Ambiente tutta pubblica quando per ora lo statuto dice altro?». I rappresentanti delle forze di opposizione – Pd, Buongiornoo, Città Diversa, Forza Italia, Livorno bene comune – ieri hanno ripetuto come un disco rotto queste domande. Ma nel corso del lungo e caotico consiglio comunale su, dai banchi della giunta molte risposte a queste domande non sono arrivate. Non è ancora chiaro se l’azienda uscirà da Reti Ambiente (come chiedono i 5 Stelle), se c’è un percorso concreto che possa far pensare a una Reti Ambiente tutta pubblica (quello a cui dicono di puntare gli assessori), quando sarà presentato il piano industriale e sarà approvato il bilancio (domani si riunirà di nuovo il cda). Alla fine è stata approvata una mozione di Marco Cannito che chiede almeno di fare un punto concreto entro ottobre.

Assente il sindaco neopapà, è stato l’assessore all’ambiente Giovanni Gordiani a rispondere in materia di politiche dei rifiuti. Lo ha fatto in modo schietto, forse facendo annuire più le opposizioni che la maggioranza, e sfatando anche alcuni di quelli che ha definito «specchietti per le allodole». Ha detto che «il primo obiettivo non può essere il porta a porta esteso a tutti, che da solo costa e non contribuisce a chiudere il ciclo virtuoso dei rifiuti: uno degli obiettivi primari di Aamps deve essere un centro del riciclo».

Detto questo, «il residuo resta e da qualche parte deve andare»: così, pur dicendo di preferire «una discarica fatta bene all’inceneritore» (frase che scatena dal fondo della sala la risposta del comitato del Limoncino), sottolinea che «a Livorno c’è l’inceneritore, un impianto contemplato anche dal piano straordinario: noi avevamo preso un impegno per non fare la terza linea e non sarà fatta, per il resto a oggi non abbiamo le condizioni per essere a “rifiuti zero”». Parole prudenti, dopo che nei giorni scorsi Lemmetti e i consiglieri M5S avevano parlato di un piano per spegnere l’impianto in dieci anni. «Non vogliamo che l’inceneritore sia conferito alla Newco e che venga gestito dai privati che lo terrebbero acceso per altri trent’anni», hanno ripetuto anche ieri dai banchi a 5 Stelle.

Ma a proposito dell’aziendona di area vasta, Gordiani ha detto in modo altrettanto schietto che «Reti Ambiente c'è, ci siamo e dobbiamo fare il possibile perché sia tutta pubblica»: questa «oggi è la strada praticabile» e «in conferenza dei sindaci si doveva consolidare un gruppo di Comuni che guardasse nella stessa direzione». Così la domanda sorge spontanea, e la fa proprio Giuseppe Grillotti (M5S): «Cosa ha fatto fino a oggi la giunta per raggiungere questo obiettivo?». «Si chiama conferenza dei sindaci, non conferenza degli assessori: non sta a me riferire...», chiude Gordiani.

(j.g.)