Naspi: i lavoratori si mobilitano, no all’assegno dimezzato

Cafagna, che guida la protesta su Facebook, annuncia un presidio a Montecitorio «Vogliamo la piena copertura della disoccupazione anche in futuro»

ISOLA D’ELBA. Non li placa neppure il “tesoretto” del 2015. La possibilità di riscuotere l'indennità di disoccupazione per intero, senza tagli. Gli stagionali sono e restano sul piede di guerra. Il 12 novembre manifesteranno a Roma, davanti a Montecitorio. «Ci vogliamo contare» dice Giovanni Cafagna, il capopopolo che dall'isola d'Elba ha organizzato la rivolta italiana. Non ha paura della conta Cafagna, lavoratore stagionale milanese trapiantato in Toscana. La sua pagina Facebook “Lavoratori stagionali” che, per prima, ha denunciato le storture della Naspi ha superato da tempo i 27mila iscritti. Molti dalla Toscana - Versilia, Elba, Cecina, Grosseto e costa Tirrenica in generale - ma anche Emilia Romagna, Campania, Puglia e Sicilia.

L'Italia costiera è rappresentata quasi tutta sulla pagina FB. E alla protesta lanciata via social aderisce quasi il 10% dei 300mila stagionali censiti in Italia. «Siamo abbastanza - dice Cafagna - per farci ipotizzare di costituirci in associazione sindacale, focalizzata sugli stagionali, sui precari e sulla riforma degli ammortizzatori sociali». Di fatto, le tematiche che tramite la pagina Facebook i lavoratori hanno portato avanti da soli «senza l'aiuto dei sindacati ufficiali. Tutti i risultati ottenuti finora - sottolinea Cafagna - sono arrivati grazie alle nostre trattative dirette con il professor Stefano Scotti, consulente del ministro del Lavoro Giuliano Poletti proprio sulle politiche del precariato e della stagionalità». Ma i risultati ottenuti, seppure «importanti - prosegue Cafagna - non sono sufficienti. Il governo, infatti, ci è venuto incontro accettando le nostre richieste. Ma solo per il 2015. In pratica, è stata salvaguardata l'indennità di disoccupazione per l'anno in corso, ma dal 2016 dovremo fare i conti con ammortizzatori sociali dimezzati, ridimensionati quando gli impegni economici assunti dai lavoratori stagionali, anche nei confronti delle banche con i mutui, o con l'affitto delle case, non lo sono».

Dal prossimo anno, infatti, non sarà più possibile usufruire del “bonus” inserito nel decreto pubblicato il 24 settembre in Gazzetta ufficiale. Il beneficio consente, ai fini della definizione della Naspi, di conteggiare anche contributi già considerati per stabilire l’ammontare della disoccupazione pregressa. Quindi, se nel 2016 uno stagionale avrà un contratto di 8 mesi, potrà usufruire solo di 4 mesi di Naspi, perché per l'assegno di disoccupazione si potrà considera solo la metà delle settimane liquidate in busta paga. «Per noi - insiste Cafagna - questa condizione è inaccettabile. Perciò il 12 novembre ci siamo dati appuntamento in piazza Montecitorio».

Il presidio inizia alle 10 del mattino. Sulla pagina Facebook già si sprecano le domande sulla logistica: c'è chi suggerisce di andare in treno perché «da Napoli ci sono le tariffe con Italo scontate del 50% e sembrano più convenienti del pullman». In realtà, non è ancora scartata la possibilità di organizzare bus almeno da alcune città-collettori degli stagionali. «L'obiettivo della manifestazione - evidenzia Cafagna - è di farci ricevere dalla commissione Lavoro del Senato dove si sta discutendo la riforma del settore. Io sono già in contatto con l'onorevole Luigi De Maio, vicepresidente della Camera, esponente di M5S». La volontà, però, è di avere un colloquio con tutti i partiti «in modo da arrivare a rimettere mano alla riforma. Vogliamo che la piena copertura della disoccupazione sia garantita agli stagionali anche per gli anni prossimi. Non deve restare una concessione solo per il 2015».

L'idea del governo, però, è di non concedere più ammortizzatori sociali a persone che non lavorano. Lo scopo di dimezzare la Naspi, infatti, è proprio di indurre le imprese del turismo a prolungare l'attività (e quindi a prorogare i contratti di lavoro) oppure di indurre gli stagionai a trovare altri lavori. «Ma i nostri lavori - osserva Cafagna - non sono precari nel senso tradizionale del termine. Sono impieghi fissi, ma solo per una parte ridotta dell'anno. La stagionalità è un elemento non modificabile».

Nulla vieta, però, che nei mesi di riscossione della Naspi gli stagionali possano mettersi a disposizione delle amministrazioni locali, ad esempio, per lavori di pubblica utilità. «In effetti - dice Cafagna - questa è una delle ipotesi che è stata avanzata, anche all'interno della categoria. E molti sono anche d'accordo. Fra l'altro la Regione Toscana in iniziative di questo tipo è sempre stata all'avanguardia: potrebbe stanziare risorse per lavori socialmente utili da affidare agli stagionali nei mesi di inattività. Tuttavia, qualche perplessità ce l'ho, rispetto a questa proposta. Ci potrebbero essere alcune persone, che occupano figure apicali - mi immagino un maitre o il direttore di un albergo a cinque stelle - che potrebbe trovarsi a disagio a tagliare l'erba ai giardinetti o a pulire un fosso. Tuttavia si può discutere di tutto. A patto di non tagliare la disoccupazione».