«Qui non vendiamo il libro di Schettino» E diventa una star

Livorno: libraia lo mette al bando, in migliaia le dicono “brava” «Ci sono 32 morti, non rendiamoci complici della sua verità»

LIVORNO. Ha messo un cartello alla vetrina: «In questa libreria non vendiamo il libro di Francesco Schettino». E in poche ore, dopo che la notizia è stata pubblicata dal Tirreno, è diventata un caso. Cristiana Ricci, titolare di una libreria di Livorno, la "Marradi", ha intercettato l'antipatia nazionale per l'ex comandante della Concordia. Il post che ha diffuso su Facebook il suo "no grazie" alla vendita di "Le verità sommerse" ieri sera aveva raggiunto quasi 1 milione di persone, raccolto quasi 10mila condivisioni e ottenuto 2500 commenti, tutti positivi.

«Sarebbe bello se ogni libreria indipendente si assumesse la responsabilità di non vendere il libro di Schettino come abbiamo fatto noi, magari a partire da quelle di Livorno, sarebbe un segnale di solidarietà alle famiglie delle vittime - spiega la libraia - sappiamo che le grandi catene dipendono dalla sede centrale, ma tutte le altre librerie in Italia potrebbero scegliere e mettere un cartello come noi».

Cristiana Ricci ha 25 anni, le idee chiare e il coraggio di no ad un caso editoriale che sta infiammando il dibattito pubblico, diviso tra chi lo ritiene una vergogna e chi sostiene che l'ex comandante abbia il diritto a raccontare la sua verità. «Abbiamo semplicemente messo un cartello in vetrina, non un modo per farci pubblicità, semplicemente per informare la clientela che se cercano il libro di Schettino devono rivolgersi altrove. Noi non ci vogliamo rendere complici della giustificazione di un uomo che ha causato la morte di trentadue persone, di trentadue famiglie distrutte dal dolore, per un inchino, per una manovra azzardata".

Le immagini di quella notte, del 13 gennaio 2012, il naufragio, la ricerca disperata dei sopravvissuti, le lacrime dei familiari, sono cicatrici nella memoria che ancora fanno male e che non si rimargineranno. Il "processo mediatico", i silenzi in aula del comandante, il dolore dei sopravvissuti e adesso un libro dopo la condanna a 16 anni di carcere. "C'è chi ha detto che è stato inutile mettere fuori un cartello dal momento che comunque nessuno avrebbe comprato il libro - racconta Cristiana Ricci - ma in realtà non è così, intorno a queste tragedie spesso nasce una curiosità morbosa, pensiamo a tutti coloro che si sono fatti le foto davanti alla nave affondata, di chi sostiene Schettino durante le presentazioni e chiede autografi, oppure anche a chi semplicemente è curioso di sapere ciò che dice, in fondo sono 19 euro, ecco noi diciamo no ad un guadagno fondato sulla morbosità nei confronti di una tragedia".

Boicottare, dire no, ecco la ricetta senza troppi ingredienti, della "Libreria Marradi", una libreria a gestione familiare, in cui tra i classici e i best seller commerciali, spiccano un mare di libri per bambini e adolescenti. "Noi crediamo che i libri siano cibo per l'anima, essendo un'attività commerciale facciamo i conti anche con i trend del momento, ma per quanto riguarda il libro di Schettino preferiamo non avere nessun incasso - spiega Cristiana- il titolo "verità sommerse" è già un manifesto del cattivo gusto e poco rispetto verso i familiari delle vittime, a cui ha la presunzione di essere dedicato".

Intanto sulla pagina facebook nata per raccontare perché ci sente livornesi, "Sei Livornese se..", Cristiana e la sua libreria sono delle star del web, ricevendo segnali di sostegno e ammirazione anche da fuori città. E' bastato un semplice cartello bianco "In questa libreria non vediamo il libro di Francesco Schettino", una semplice comunicazione, e il consenso è diventato virale.