Parte “Mare sicuro”, e non va mai in vacanza: «Attivi nel weekend»

L'ammiraglio Arturo Faraone durante la conferenza di presentazione

Livorno, il servizio della Capitaneria inizierà lunedì 22 giugno. «Impegno enorme: più controlli significa meno sanzioni»

Non solo azioni mirate alla tutela e alla sicurezza delle attività turistico-balneari, ma anche uffici aperti il sabato e la domenica per le consulenze amministrative, «così nessun utente potrà sentirsi dire “torni lunedì”». È con questo spirito di servizio che da lunedì 22 giugno partirà l’operazione “Mare sicuro”, che ormai la Guardia Costiera porta avanti da anni. Come sottolinea l’ammiraglio Arturo Faraone, «è un impegno enorme per il nostro organico, comporta un dispiego di mezzi e uomini davvero notevole, ma –aggiunge con orgoglio- vedere il gradimento del nostro operato da parte dei cittadini è la più grossa ricompensa». L’intera operazione si concluderà il 13 settembre, e vedrà coinvolte undici postazioni dislocate lungo tutta la costa regionale, comprese le isole. Come sempre, il numero di riferimento per qualsiasi emergenza è il 1530.

L’organico. Saranno circa 50 gli uomini e le donne interessati per queste attività. «Personale altamente preparato e abilitato anche al salvamento a nuoto», sottolinea l’ammiraglio.

A disposizione ci saranno anche 11 mezzi nautici. Questo organico andrà a integrare l’assetto ordinario (i militari e 25 motovedette) del lavoro che la Capitaneria svolge già quotidianamente.
Nella nostra provincia, dove ha sede la Direzione Marittima della Toscana, le postazioni saranno a Castiglioncello, Cecina, San Vincenzo, e all’Isola d’Elba (Marciana Marina, Marina di Campo e Porto Azzurro).

Gli interventi. Le azioni principali di Mare Sicuro riguardano: i controlli in materia di sicurezza balneare e della navigazione da diporto (vigilando sui divieti di transito e i limiti di sicurezza), azioni mirate all’uso improprio di moto d’acqua e Kite-surf, verificare il rispetto delle norme sulle unità da diporto a noleggio e difendere le aree marine soprattutto quelle protette. Non solo, verranno garantite pure forme di assistenza alle manifestazioni sportive.
Anche a terra, però, il personale della Marina controllerà che gli stabilimenti balneari rispettino tutte le regole sulla sicurezza.

Meno illeciti. Prima della fase esecutiva, la Guardia Costiera ha portato avanti una vasta campagna di sensibilizzazione e prevenzione. Infatti, sono stati organizzati momenti di divulgazione delle norme generali sulla sicurezza in mare, privilegiando il lavoro con le nuove generazioni (tramite incontri con le scuole e campi giovani).
Dalla Guardia Costiera, confermano che «questa prima fase dell’operazione è davvero importante», e che «rappresenta un elemento su cui puntiamo molto».
E dati alla mano, come mostra il capitano di fregata Massimo Tomei, «si può notare che negli anni a fronte di un aumento dei controlli, sono diminuite le sanzioni», quindi, «segno che anche i cittadini hanno compreso l’importanza della nostra azione», commenta l’ammiraglio Faraone.

I numeri. In totale, su tutta la costa toscana, nel 2013 i controlli sono stati 8599, divisi in diversi ambiti (diporto, pesca, ambiente/demanio e altro). Nel 2014, invece, oltre a interventi di soccorso (110 persone in mare e 22 a terra) alla fine si sono registrati 8679 controlli, e il settore più controllato risulta quello legato all’ambiente e al demanio (4128), il secondo è quello della diportistica (2297). Come dicevamo c’è stata una diminuzione delle sanzioni. Se nel 2013 in totale sono state 469, nel 2014 ne sono state fatte solo 246, passando da un 5,45 % di sanzioni sui controlli, a un 2,83%. La voce più colpita in questo caso è quella legata al diporto. Da notare, invece, l’aumento delle sanzioni sulla pesca (da 23 nel 2013 a 33 nel 2014). L’illecito più comune dei livornesi sembra essere il rispetto da parte delle imbarcazioni della distanza dalla costa, che come scritto nell’ordinanza 51/2011 deve essere di 200 metri. «In generale – riprende l’amm. Faraone- siamo soddisfatti di questi risultati. Se è vero che con la crisi ci possono essere meno diportisti, ritengo però che ci sia anche più consapevolezza tra le persone: il mare come bene comune sta entrando nel nostro dna».

Bollino blu. La Guardia Costiera fa sapere che anche quest’anno si ripeterà l’esperienza del bollino blu, ormai giunto al terzo anno. Si tratta di un riconoscimento che viene rilasciato al diportista (e che dovrà conservare) dopo l’esito regolare del controllo. «In questo modo- aggiunge il capitano Tomei- gli altri organi di vigilanza potranno astenersi dall’eseguire i controlli attestai».