Quella polemica su una notizia che Il Tirreno non ha scritto

Il biglietto gratuito del sindaco dalla pagina fb La Voce di Livorno

Nogarin allo stadio (in Curva Nord) con il biglietto omaggio: noi abbiamo ricordato di quando i suoi predecessori andavano gratuitamente in tribuna d'onore, con tanto di ospiti. Ma per Senza Soste questo è un attacco al sindaco 

Cari lettori, sul sito livornese www.senzasoste.it è uscito un editoriale anonimo che ho il piacere di condividere con voi perché ha a che fare con quel che è oggi il Tirreno. Trovate i brani integrali dell’articolo inframezzati dalle mie valutazione. SS sta per Senza Soste. IT per il Tirreno.

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SS Che ormai l'informazione sia ridotta a gossip è un fatto appurato. Il mondo dell'informazione, in epoca di crisi e di palese fallimento di un sistema che quotidianamente accentra le ricchezze in mano di pochi e fa peggiorare le condizioni materiali di tutti gli altri, ha il compito di generare notizie di bassa lega che diano l'opportunità di tenere impegnata ogni 24 o 48 ore la massa. Per dirla in uno slogan, il ruolo dell'informazione mainstream nel terzo millennio è quello di arma di distrazione di massa.

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IT E’ una bugia. Se fosse vero, non vengono fornite le fonti dalle quali si pescano le informazioni a supporto di questa tesi che altro non è, invece, che un teorema che si auto-realizza solo perchè lo si assevera.

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SS Bacci sindaco!
Senza fare voli pindarici o esercizi teorici, basta vedere come a livello locale i media abbiano cambiato pelle e stile giornalistico con il mutare del comando della città. Con la sconfitta del Pd e con il "partito" in difficoltà interne e in fase di ristrutturazione/riciclo della classe dirigente, per almeno 6 mesi l'opposizione piddina alla Giunta è stata portata avanti per interposta persona da Procuratore, Prefetta, Questore e Direttore de Il Tirreno. Quest'ultimo però si è elevato dagli altri, perché lo ha fatto in modo più diretto, con spunti di manovalanza dell'informazione che hanno toccato bassezze inimmaginabili. Ed ecco che in questi mesi Collesalvetti si è trasformata contemporaneamente nel triangolo industriale e nella "Silicon Valley" livornese, ed il suo sindaco in elemento imprescindibile per lo sviluppo della città. Senza Bacci ormai non si può fare nemmeno le riunioni di condominio.

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IT Traduco: ci rode tanto che Bacci si stia dando da fare cercando di superare lo scontro interno all’area ex Pci - nuovo Pd a Livorno. E’ una opinione assai diffusa fra coloro che sognano per Livorno una guerriglia politica permanente. Mai costruire, demolire sempre.
Preciso: per il direttore del Tirreno Bacci è uno degli attori sulla scena. Nulla più. Non risulta che Bacci prenda ordini dal Tirreno e viceversa.

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SS Senza contare come i giornalisti de Il Tirreno vadano a seguire gli eventi con il cronometro in mano: dopo due legislature del sindaco più ritardatario di sempre, Il Tirreno non manca mai di far notare i ritardi di sindaco e assessori attuali. Un esempio? Nel servizio sulla banchina concessa agli indonesiani che producono olio di palma e biocarburanti e sui futuri investimenti, l'articolo, dopo aver incensato Rossi e Bacci, rammentava la presenza di Nogarin solo per sottolineare il ritardo all'appuntamento a causa dello spostamento della sede.

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IT E allora? Il sindaco di Livorno non arriva in ritardo. Non deve. Il sindaco di Livorno è il più importante sindaco della costa, quando si parla del futuro industriale del porto il Tirreno si aspetta che sia sempre in prima fila.
Ecco quanto scrisse il capocronista Alessandro Guarducci quando capitò un episodio analogo al sindaco Cosimi: "Dicono le solite malelingue - quante ce ne sono a Livorno! - che il problema che più d'ogni altro angustia il neosindaco Alessandro Cosimi non sia la scelta di assessori e assistenti.
Né la delicata partita che sarà costretto a giocare con la robusta galassia alla sua sinistra. E nemmeno la quotidiana convivenza con il fantasma di Gianfranco Lamberti, la cui eredità lo accompagnerà giorno e notte con l'ombra di Banco.
No, dicono le solite malelingue che l'incubo del dottor Cosimi è il bioritmo. Sì, è la necessità di abituarsi ad avere orari d'ufficio, di tirar notte al consiglio comunale ed essere però al mattino presto sotto il quadro di Giuseppe Garibaldi a sbrigare pratiche e consultare avvocati, a respingere creditori e accogliere questuanti, a convincere sindacalisti e placare rifondatori. E nonostante questo po' po' di impegni, arrivare in orario agli appuntamenti. Sport in cui lo stravotato sindaco non eccelle.
Ecco, il vero problema sarà conciliare bioritmo e orologio. O trovarsi un numero due che s'alzi presto al mattino".

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SS Nogarin in curva.
Ma l'ultima perla è quella della polemica sul sindaco Nogarin in curva. Partiamo da un presupposto: come principio generale, se Nogarin sia o meno ben accetto in curva lo decide la curva, cioè i gruppi che la organizzano, e non altri enti, giornali o persone esterne alla curva stessa. Domenica scorsa Nogarin è venuto in curva in modo anonimo da semplice cittadino/tifoso con alcuni amici tifosi, senza che nessuno lo sapesse. Niente di strano o montato ad arte. Chi era con lui ha precisato che la presenza del sindaco è stata del tutto episodica e maturata mentre assisteva con altri tifosi alla trasmissione "Alelivorno" durante i festeggiamenti per il centenario al Palamodì. Congedandosi dai tifosi conosciuti in quella serata ha riferito di volersi unire alla comitiva per la partita con l'Avellino, non prima di aver "confessato" di non sapere niente di calcio e di non aver mai seguito il Livorno. La cosa ridicola è che la polemica creata da Il Tirreno, e da altri media locali che fanno esclusivamente cronaca e gossip, non è stata tanto sulla presenza del sindaco sulle tribunette di curva invece che sul terrazzino Vip di tribuna, ma sul fatto che avesse un biglietto omaggio. Il biglietto è stato fotografato da un amico come ricordo e poi ha girato in rete. Sembrerebbe, e su questo usiamo il condizionale perché non abbiamo il riscontro tecnico, che i dati di Nogarin, in quanto sindaco, siano inseriti nel database nazionale e i biglietti siano generati come "omaggio" automaticamente. Il sindaco, sempre secondo la testimonianza degli amici, ha allora "compensato" contribuendo all'ingresso alle offerte chieste per l'allestimento della coreografia. Scriviamo questo non tanto perché ci interessi la polemica o la difesa del sindaco, ma perché conosciamo i tifosi che erano con lui ed è giusto raccontare le cose per come sono accadute. Tra parentesi, come dichiarato dai diretti interessati, di tutto il gruppetto protagonista di questa vicenda i voti ai 5 Stelle alle scorse elezioni ammontano alla strabiliante quota di 1.

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IT E qui siamo all’invenzione. Il Tirreno ha scritto che il sindaco era in curva col biglietto omaggio e che ha versato l’equivalente a una associazione, facendo notare infine che i suoi predecessori non solo andavano gratis in tribuna d’onore, ma si portavano pure gli amici.
Si dimostra, anche in questo caso, che il Tirreno è l’ossessione senza sosta dei Senza soste. Un’ossessione che leva il sonno, mescola i fatti con le opinioni, annacqua il giornalismo nella narrazione politica schierata, annebbia le intelligenze le quali vengono sostituite da un livore pretestuoso. Con una esibizione di superiorità culturale che affaccia nell’albagia più tradizionale. Noi siamo il Vero, si vuole dire, tutto il resto è il Falso. Generando effetti comici. Comici e inquietanti perchè si tende a fomentare nell’opinione pubblica la convinzione che la stampa è tutta inevitabilmente corrotta e collusa. Tutta, ovviamente, tranne i propalatori dela Verità. Che poi questa Verità sia falsa e non verificata è una contraddizione patente che proprio il caso dei biglietti del sindaco dimostra. E mi interessa poco che perfino il sindaco non si renda conto che la sua foto in curva è una notizia. Ciò attiene alla scarsa dimestichezza che il sindaco, privo di esperienza mediatica, ha nei confronti dell’impatto delle cronache per così dire minori.
Diverso invece è il ruolo di manipolazione che alcune comunità effettuano volontariamente, specie all’interno della loro ossessione verso il Tirreno come si ricordava prima, perchè esse sono scientificamente pianificate. Il falso che sembra vero. Al quale si crede perchè è verosimile secondo il proprio convincimento. Ovvero il convincimento viene prima della verifica del fatto. Un errore condiviso, se ne è reso protagonista anche Lenny Bottai sul suo profilo Fb commentando una notizia che, semplicemente, il Tirreno non ha scritto. Quando glielo ho fatto notare sempre sul suo profilo fb mi è sembrato di capire che la risposta sia stata: beh è quello che uno si aspetta che il Tirreno faccia (anche se non lo fa).
Allora chiarisco qui che c’è chi si aspetta la cosa sbagliata. Il Tirreno si occupa di notizie e non di teoremi. Se nel passato il giornale è stato più vicino al gruppo dirigente della città questo attiene alla storia stessa del giornale, rigenerato da una valorosa battaglia della popolazione e di un suo storico sindaco. Il giornale è Livorno, la sua storia e ne rispecchia vizi e virtù. Io non ho paura di questa storia. Soprattutto, non me ne vergogno. In questo rivendico con orgoglio la mia diversità, mia e del giornale, rispetto ai tanti, a sinistra, che hanno grassato la pubblica amministrazione e ora giocano a fare le verginelle vellicando la vanità dei 5 stelle. Almeno due direttori (Manfellotto e Bernabò) prima di me hanno riaffermato l’indipendenza del Tirreno da tutti i poteri e perfino da alcune esperienze di prossimità, mai di collusione, con la classe dirigente livornese. Io intendo proseguire su questa strada.

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SS Tornando al ruolo dei media e al livello raggiunto da Il Tirreno, il giornale che si affaccia sull'obitorio di viale Alfieri ha ripreso la polemica da una pagina Facebook chiamata "La voce di Livorno" a cui basta dare un'occhiata per capire dove uno è capitato. Un po' come Repubblica che ultimamente ha riportato una notizia dal geniale sito di Lercio secondo il principio di far fare il lavoro sporco agli altri o far dire ad altri ciò che ci piacerebbe dire a noi senza poterlo fare per motivi di decenza.

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IT Il Tirreno e l’obitorio sono due luoghi simbolici di Livorno: tutti passano di qua, prima o poi. Anche i Senza Soste.

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SS Fare opposizione
Qualcuno potrebbe contestarci: quindi siccome quelli che c'erano prima ci hanno affossato è vietato fare opposizione per i prossimi 4 anni? No, affatto. Intanto sarebbe da fare un'opposizione seria e dare a questa città un'informazione seria. Perché quando si parla dei disastri Cosimi e Lamberti non bisogna mai scordarsi che ciò è stato possibile grazie al lavoro dei media locali che hanno contribuito a non smuovere mai nulla nello stagno livornese e anzi a dare copertura ai notabili, alle famiglie, ai palazzinari, alle classi dirigenti e ai loro amici da piazzare nelle partecipate o in qualche consiglio di amministrazione.
Quando hanno vinto i 5 Stelle tutti sapevano cosa avrebbe significato: che sarebbero andate al potere persone alla prima esperienza, che venivano da contesti più simili a quelli di dinamiche da semplici cittadini piuttosto che di scafati uomini politici legati a cordate o a interessi particolari. E forse qualcuno si è anche scordato che a pochi giorni dalla consegna delle liste elettorali il M5S non sapeva nemmeno se si sarebbe presentato. Fare opposizione a questa Giunta è, quindi, un dovere di tutti, ma va fatta in un modo serio che contribuisca ad alzare il livello politico che spesso proprio per i motivi illustrati sopra si abbassa un po' troppo. Fare opposizione come fa Il Tirreno significa continuare a fare l'ufficio stampa dei poteri storici e abbassare ulteriormente il livello. Visto che lo hanno fatto per decenni, causando danni incalcolabili, potrebbero anche mettersi l'animo in pace. L'8 giugno 2014 ormai è lontano, tra due mesi probabilmente il loro amico Rossi vincerà le regionali in carrozza e se la giunta non darà una sterzata dopo questa fase di difficoltà di bilancio e decisioni dolorose e spesso cervellotiche, è probabile che tra 4 anni si ritrovino a sindaco di Livorno il loro amato Bacci. Quindi per il bene della città ci auguriamo che si facciano passare presto la strinata che hanno preso l'8 giugno e riescano a recitare il ruolo di giornale di parte, quale saranno sempre, invece che di ufficio stampa di Bacci e Rossi. Sarebbe già un bel passo avanti.

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IT Grato dei suggerimenti, ve ne dò uno. Metteteci la faccia, un nome, un cognome quando scrivete. Così capiano quali siano queste raffinate elites della (sconfitta) sinistra labronica che hanno capito tutto. Magari, da sinceri democratici con la verità (appunto) infusa, aprite ai commenti il vostro sito. Noi lo facciamo. Noi non abbiamo paura. Siamo il Tirreno.

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