Le registe dei matrimoni degli altri

Professione wedding planner: tre livornesi si sono rimboccate le maniche e inventate un lavoro tutto nuovo

LIVORNO. Sono tre, sono donne, e hanno deciso alla soglia della cinquantina, di cambiare vita e iniziare a realizzare i sogni d’amore degli altri. Loro si chiamano Caterina Cirello, Simonetta Filippi, Paola del Debbio e insieme hanno dato vita alla Wedding Planner And More. Prendi l’estro e la creatività di chi per tutta la vita si è occupato di organizzare eventi, di chi ha lavorato come sarta in atelier per vestiti da sposa, di chi si è formato come aiuto cuoco nelle cucine dei ristoranti, chi si occupava di cake design e arredi floreali, ed ecco il giusto mix per importare a casa nostra uno dei must Usa: l’organizzatrice di matrimoni. No, niente auricolari e ricetrasmittenti con cui orchestrare dall’alto ogni cosa nel grande giorno, dimenticate Jennifer Lopez e e il suo “Prima o poi mi sposo”, il lavoro meticoloso della weeding planner inizia mesi prima. “Le spose ci contattano generalmente nove mesi o un anno prima del grande “sì” “spiega Caterina, riccioli ed energia da vendere “ e noi ci preoccupiamo che tutto venga fatto secondo le esigenze e soprattutto il budget degli sposi”. Ma che cosa fa esattamente un’organizzatrice di matrimoni? “In pratica pensa a trasformare i desideri in realtà, detto così sembra impossibile, ma è quello che facciamo aiutando gli sposi a districarsi nei meandri della burocrazia ma non solo” spiega Caterina. “Mettiamo che due sposi vengono da noi con in mente un tema, che può variare dal country chic alla brezza marina, noi ci occupiamo di tutto –spiega Caterina- selezioniamo delle opzioni che possano corrispondere alle loro richieste, dalla location ai menù, dagli abiti per loro ma anche per la famiglia e i testimoni, fino ai video, foto, dolci, bomboniere e biglietti ricordo, e gli permettiamo di scegliere, e se non sono soddisfatti cerchiamo ancora”. I budget degli sposi variano, da chi non vuol spendere più di duemila euro perché in fondo si tratta solo di un giorno e chi invece non ha intenzione di badare a spese, ma la parcella richiesta dalla società per il proprio servizio resta nell’ordine dei 700/800 euro. “Abbiamo deciso di tuffarci in questa avventura che strizza un occhio a quanto avviene oltreoceano e oltre le alpi perchè ci siamo accorte che anche in Italia la vita per le giovani donne sta cambiando –spiega Caterina – molte lavorano full-time, altre hanno già bambini piccoli, e il tempo per girare nei ristoranti, vedere gli abiti, farsi un’idea dei servizi video e fotografici si riduce solo al week-end, senza pensare a tutte le piccole cose che portano una sposa ad arrivare al suo giorno esaurita”. Farfalle, musica, stile country, old british le richieste degli sposi sono le più varie, dal classico matrimonio in bianco alle declinazioni più eccentriche. “Il nostro compito è ascoltare e capire, nei corsi professionali dove ci hanno formate a questo mestiere, ci hanno insegnato dalla psicologia al marketing – chiarisce Caterina- fondamentale per noi è avere la fiducia dei clienti, possono chiamarci a qualunque ora e sapere di poter contare su di noi, così possiamo lavorare meglio”. L’esperienza delle wedding planner aiuta ad evitare la nascita di spiacevoli aneddoti familiari, del tipo di quella location da sogno da cui restava però tagliato fuori un quarto degli invitati in quanto anziani che non potevano salire o scendere per le suggestive scale della villa scelta o dei numerosi bambini che non avevano uno spazio in cui giocare e si limitavano a correre tra i tavoli. “Il nostro è un occhio più obiettivo, spesso la disposizione degli ospiti nei tavoli somiglia a un grande risiko familiare ed è causa di malumori pre-nozze, noi pensiamo a risolvere queste situazioni –sorride Caterina –senza contare che se un vestito dovesse rompersi, un bottone saltare, nel giorno del matrimonio, siamo a disposizione per intervenire, pensiamo agli arredi degli interni, assecondiamo i loro gusti”.