Protesta davanti a Montecitorio. "Giustizia per Marcello Lonzi"

Il sit-in del groppo Sel in campidoglio con Maria Ciuffi davanti a Montecitoria

La madre del ragazzo, trovato morto in carcere undici anni fa, teme che il procedimento finisca con un'archiviazione. "Lo trovarono con otto costole rotte, due buchi in testa e un polso fratturato..."

ROMA. "Verità e giustizia per Marcello Lonzi".  lo slogan del presidio, "promosso dal gruppo Sel in Campidoglio al fianco di Maria Ciuffi, madre di Marcello Lonzi, morto l'11 luglio del 2003 nel carcere livornese delle Sughere" che si è svolto in  piazza Montecitorio. Un caso che ricorda la vicenda di Stefano Cucchi, morto a Roma nel reparto detentivo dell'ospedale Pertini dopo una settimana dall'arresto.
"Il caso era stato inizialmente archiviato, e Marcello dichiarato morto per cause naturali, un infarto. Dopo la riapertura delle indagini nel giugno di quest'anno a 11 anni dal caso, ora il rischio è quello di una nuova archiviazione, come racconta la signora Ciuffi", si legge in una nota di Sel che riporta anche le parole della madre di Marcello.

"Sono stanca - dice la mamma livornese - La paura più grande è che il caso venga nuovamente archiviato. E'

la prima volta che vengo a Roma, all'epoca scrissi al presidente della Repubblica senza ottenere risposta. Mi sono decisa a venire qui per riportare alla luce il caso di mio figlio e chiedere giustizia".
"Un caso incredibilmente archiviato - dichiara Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio - nonostante il corpo del ragazzo fosse stato rinvenuto in una pozza di sangue con 8 costole rotte, 2 buchi in testa e un polso fratturato. Il ragazzo si trovava nel carcere delle Sughere in seguito ad una condanna per tentato furto a nove mesi di reclusione. Le precedenti indagini terminarono inspiegabilmente con l'archiviazione in quanto la morte di Marcello Lonzi fu ricondotta a cause naturali. Dopo 11 anni, attualmente, le indagini sono state riaperte e sono in corso nuovi accertamenti. Siamo dunque qui in piazza Montecitorio per tenere alta l'attenzione sulla morte di Marcello Lonzi e chiedere verità e giustizia".