De Falco: «Vessato dopo il “salga a bordo”, ma non resto a fare la segretaria»

Lo sfogo del capitano durante l’audizione in Commissione trasporti del Senato dove è stato ascoltato anche il comandante generale della Capitaneria, l’ammiraglio Felice Angrisano

LIVORNO. «Sono stato vessato dopo aver detto al comandante Schettino di risalire sulla Costa Concordia con un linguaggio virile. Da quel momento sono stato messo in un angolo, il demansionamento del 27 settembre scorso è solo la conclusione di questo percorso. Cosa farò? Non resterò certo a fare la segretaria in un ufficio fantasma». Lo ha detto il capitanoGregorio De Falco durante l'audizione in commissione trasporti del Senato, dove è stato ascoltato anche il comandante generale della capitaneria, l'ammiraglio Felice Angrisano che ha parlato di «normale trasferimento», specificando che il Corpo «non può pensare alle ambizioni del singolo».

De Falco nel suo lungo intervento non ha mai pronunciatoil nome dell'ammiraglio Ilarione Dell'Anna, ma le vessazioni sarebbero state compiute proprio dall'alto ufficiale che il mese scorso ha firmato il trasferimento di De Falco. «La notte della Concordia - ha detto De Falco - ho fatto il mio dovere. Il disprezzo del direttore marittimo si è espresso nel disappunto plateale intorno alle 1,46 della notte in sala operativa. Ma questo comportamento non è stato isolato. Motivi per cui ritengo che il provvedimento sia il punto di arrivo di un percorso. L'ufficio a cui sono stato destinato, nonostante l'altisonanza, è la segreteria ammiraglio. L'ho fatto da giovane a Mazara del Vallo...».

LEGGI ANCHEL’ultima operazione di De Falco: «Non lascio la divisa, andrò in tribunale»

Nel corso dell'audizione De Falco ha detto anche: «Dopo la tragedia abbiamo ricevuto complimenti dell'ammiraglio Usa. Ma la capitaneria non ha mai mandato De Falco a parlare della Concordia. Io mi sono sottratto alla calca dei giornalisti a protezione del lavoro che stavamo facendo. Adesso però se non mi difende il Corpo mi devo difendere da solo».

VIDEO 1 / DE FALCO: "IO PUNITO PER LA FRASE A SCHETTINO"

Poi l'ufficiale è tornato, su richiesta di alcuni senatori della commissione, sulle presunte vessazioni di Dell'Anna. «Dopo il gesto di disapprovazione ci fu poi silenzio per tre giorni. La mattina del 14 fino al 17 non mi parlò. Tutto è cominciato quando ho chiuso la comunicazione con Schettino dove lo esorto a risalire a bordo. In quel momento il direttore marittimo  allargó le braccia e fece espressione disgustata. Io mi scusai e risposi che: "Quando ci vuole ci vuole". Il 17 mi convoca e mi dice che se fosse stato Schettino, mi avrebbe mandata a quel paese».

VIDEO 2 / LO SFOGO DI DE FALCO

Poi l'ufficiale è tornato, su richiesta di alcuni senatori della commissione, sulle presunte vessazioni di Dell'Anna. «Dopo il gesto di disapprovazione ci fu poi silenzio per tre giorni. La mattina del 14 fino al 17 non mi parlò. Tutto è cominciato quando ho chiuso la comunicazione con Schettino dove lo esorto a risalire a bordo. In quel momento il direttore marittimo  allargó le braccia e fece espressione disgustata. Io mi scusai e risposi che: "Quando ci vuole ci vuole". Il 17 mi convoca e mi dice che se fosse stato Schettino, mi avrebbe mandata a quel paese».