Alberi giù ma niente lavori: è tutto fermo per l'amianto

In via Stenone a Shangai sono stati abbattuti i pini per fare posto a un complesso con 60 alloggi popolari, ma le operazioni sono interrotte da mesi per la presenza di tubazioni in eternit

LIVORNO. Aveva da subito scatenato le lamentele dei residenti di Shangai la notizia della "cancellazione" del parco di via Stenone, sacrificato per fare posto a un grande palazzo di edilizia popolare costruito da Casalp. Una operazione che prevedeva l'abbattimento di nove pini, un filare con altri cinque alberi e una palma di alto fusto. Nel giro di pochi giorni gli alberi furono abbattuti (si è salvata solo la palma, ma pare che anch'essa abbia le ore contate...); da allora, però, gli operai nel cantiere non si sono quasi mai visti.

Per tutta l'estate la zona è rimasta come abbandonata, tanto che sul terreno smembrato dai primi scavi è ricresciuta l'erba incolta, e i residenti di Shangai già parlavano di "cantiere fantasma". A svelare il mistero e a fornire spiegazioni sull'interruzione dei lavori quasi sul nascere, è ora la stessa Casalp, interpellata dal Tirreno: durante l'iniziale fase di scavo, è stata rinvenuta una tubazione interrata in cemento amianto. Ciò ha reso necessaria una sospensione dei lavori, avvenuta a metà maggio.

Da allora si è aperta la fase della messa a punto di un piano di bonifica e del successivo smaltimento dei materiali. Nel mese di agosto c'è stata però un'altra pausa, stavolta dovuta alle ferie estive. Solo nei giorni scorsi, perciò, è stato predisposto il concreto intervento per la bonifica dell'amianto. L'imprevisto causerà un allungamento dei tempi per la costruzione dei 60 alloggi di edilizia popolare: la nuova data di scadenza dei lavori è il 2 gennaio 2016.