Dalla storia di Rossella nascerà una bella legge

Malata da tempo, i colleghi le avevano regalato le ferie per permetterle di curarsi. Ora quell’idea di generosità, nata in provincia di Pisa, è inserita nel “Jobs act”

PECCIOLI. Pensiamo all’angoscia di un padre che sa di trascorrere l’ultimo giorno al capezzale della figlia in fin di vita perché ha consumato tutte le ferie e dovrà tornarsene al lavoro e pensare a lei inchiodato ad una scrivania. Pensiamo anche all’angoscia di una donna che si avvicina al licenziamento a causa di quella malattia che la tormenta da anni. La soluzione potrebbe essere: i colleghi ti regalano un po’ delle loro ferie. Ora c’è un disegno di legge che prende spunto dalla storia di una donna di Peccioli.

L’idea. L’emendamento è in approvazione con il disegno di legge delega sul lavoro, conosciuto anche come “Jobs act” (una norma del genere, in Francia, esiste da tempo e si chiama “legge Mathys”). È stato presentato dalla senatrice leghista Emanuela Munerato e sembra godere di un favore bipartisan. In questi giorni lo ha confermato il relatore di maggioranza Maurizio Sacconi. «Ne abbiamo cominciato a ridiscutere in questi giorni - spiega la senatrice toscana del Gruppo Misto, Alessandra Bencini - la proposta risale ai primi di luglio e, dopo qualche problema, sembra sia stata trovata la quadratura del cerchio».

Ore in regalo. La proposta concede al lavoratore la donazione di ore o giorni di ferie ai colleghi. Un’iniziativa non troppo lontana dalla “Banca del tempo”; con la differenza che, quando si ha a che fare con il legislatore, il passaggio nero su bianco, diventa inevitabile.

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La storia di Rossella. Eppure in Italia esiste almeno un precedente. Risale al maggio scorso e conduce a Peccioli, nelle campagne pisane. È lì che vive Rossella Cionini, autista di autobus all’azienda Ctt Nord. Rossella è ammalata da anni e, a cadenze regolari, deve sottoporsi ad interventi chirurgici che la costringono a lunghe degenze. A gennaio aveva terminato ferie e permessi: sarebbe rimasta a casa senza stipendio se i suoi 250 colleghi non avessero deciso di regalarle un po’ delle loro ferie per aiutarla. Anche nei giorni in cui dalla sua storia sta nascendo un disegno di legge Rossella è a casa per colpa di un’operazione. «Sono tornata sotto i ferri il 19 agosto - dice - e spero sia l’ultima volta. Se venisse approvata una legge per la donazione delle ferie vorrei che si chiamasse la “legge degli angeli”. Perché io ho messo la storia ma i miei colleghi il gesto. Sono loro che hanno dimostrato di avere cuore».

Scelte coraggiose. Per cambiare rotta serve il coraggio di prendere decisioni rischiose, soprattutto in campo amministrativo. «Forse abbiamo compiuto una forzatura sulla norma - dice Paolo Vannozzi, direttore servizi amministrativi del Ctt Nord - ma non potevamo gettare al vento il valore di una scelta solidale. In fondo, non stavamo facendo niente di male e non ci sono state spese a carico dello Stato. Ad oggi, in azienda abbiamo ancora un “tesoretto” di ore a disposizione visto che Rossella non le ha esaurite tutte. Prima di lei, i dipendenti si erano prodigati per altri colleghi. Che oggi questa scelta si trasformi in un disegno di legge ci onora e ci conferma che stavamo percorrendo la strada giusta». Quando la storia di Rossella divenne di dominio pubblico alcuni parlamentari toscani si fecero avanti per discutere con gli amministrativi del Ctt Nord in disegno di legge poi, però, a luglio la senatrice Munerato ha presentato l’emendamento. «La storia di Rossella, come quella di Mathys in Francia, mi ha colpito. Spero si vada per l’approvazione perché per lo Stato non ci sono spese ma si guadagna in solidarietà».

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