«Il vescovo non sfratti l’associazione Don Nesi»

LIVORNO. “L’esperienza, la tenacia, l’onestà per Livorno”. Sono le tre parole dello slogan scelto dalla coalizione formata da Fratelli d’Italia-An, Udc e Lega per sostenere la candidatura a sindaco...

LIVORNO. “L’esperienza, la tenacia, l’onestà per Livorno”. Sono le tre parole dello slogan scelto dalla coalizione formata da Fratelli d’Italia-An, Udc e Lega per sostenere la candidatura a sindaco di Marcella Amadio.

Ieri mattina, al ristorante “Dietro l’angolo”, Amadio ha presentato la lista dei 32 candidati al consiglio comunale e alcuni dei punti salienti del suo programma. Ha scelto di partire da questo: «Case popolari, servizi sociali e asili devono andare agli italiani, da sindaco farò le barricate per cambiare in Regione per cambiare la legge 96-’96». «In lista – aggiunge – ci sono due persone che non hanno alloggio, rappresentano il cuore del nostro programma, il sociale».

Subito dopo il commercio, soprattutto in centro, «che deve essere aiutato con sgravi fiscali e maggiore decoro». E il no, gridato a ancora una volta, al nuovo ospedale a Montenero: «Sismo contrarissimi, l’ospedale si migliora con una diversa organizzazione interna e con l’abbattimento delle liste di attesa. Proprio ieri è venuta a cercarmi una signora già malata e che ha avuto un’impegnativa per il settembre del 2015...». No anche alla discarica del Limoncino e sì al decentramento di Lonzi e Rari.

Amadio non le manda a dire ai vertici dell’amministrazione comunale e delle società partecipate (soprattutto Aamps). E anche a Forza Italia. «Ho chiesto e ottenuto – dice – che i segretari di Udc e Lega fossero in lista con me, siamo una squadra affiatata, pur venendo da partiti che hanno sensibilità diverse. La Casa delle Libertà è rimasta unita, è Forza Italia che viaggia da sola, per colpa sua». E Ncd? «È come certe temperature, non pervenute». Presente, ma non in lista, Salvatore Capuozzo (Udc): «Ho scelto di non ricandidarmi, ma sostengo Marcella. Fi? Qualcuno ha fatto patti col Pd...».

Il 13 Amadio risponderà all’invito del vescovo insieme agli altri candidati a sindaco. «Ma sarò io a fargli una richiesta: ho incontrato l’associazione Don Nesi che è stata messa sotto sfratto proprio dal Vescovado, salvi lui per primo questa piccola cittadella della carità...». Ora corsa verso il 25 maggio: «Si va al ballottaggio, mi fido dei livornesi, anche se fino a ora hanno scelto male. O stavolta o mai più!».