Amianto nell’edificio di Asa, risarciti 4 (ex) dipendenti

Hanno fatto causa all’Inps di Livorno davanti alla Corte dei conti. Il giudice alla fine ha riconosciuto loro una supervalutazione della pensione

LIVORNO. Per anni hanno lavorato a contatto con l’amianto nello stabilimento di proprietà di Asa, ma l’Inps nonostante le loro richieste, non li aveva mai riconosciuto (e attribuito) il cosiddetto «beneficio dell’esposizione». Adesso il giudice della Corte dei Conti Francesco D’Isanto ha dato ragione ai quattro (ex) dipendenti ordinando all’Istituto di «procedere alla supervalutazione di legge dei periodi di cui all’istanza, fatti salvi gli effetti della prescrizione», vale a dire ai cinque anni precedenti l’inizio della causa.

Vittorio Bernini, 65 anni, Claudio Barracou, 68, Paul Panattoni 68, e Paolo Sorbi 57, hanno cominciato la loro battaglia legale il 9 marzo 2012 quando attraverso i loro legali, gli avvocati fiorentini Sergio e Costanza Leone, hanno presentato alla Corte dei Conti un ricorso nel quale chiedevano, appunto, che venisse loro attribuito il beneficio dell’esposizione all’amianto.

Un trattamento che viene riservato - si legge nel decreto legge - «ai lavoratori che, alla data del 2 ottobre 2003, sono stati esposti all'amianto per periodi lavorativi non soggetti all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali gestita dall'Inail». E per questo «hanno diritto ai benefici previdenziali derivanti da esposizione ad amianto, alle condizioni e con le modalità stabilite dal presente decreto», in concreto un aumento sulla pensione.

Alla richiesta dei quattro l’Inps si è opposta con contestando la richiesta perché «era intervenuta la decadenza del diritto». Ecco perché il giudice nel giugno dello scorso anno ha disposto l’acquisizione di tutta la certificazione Inail riguardante i quattro dipendenti.

Decisiva nella decisione del giudice, la relazione del consulente tecnico che ha consegnato il proprio lavoro nel febbraio di quest’anno.