La verità di Sara: «Io amo Antonio, lei lo disprezzava»

L’amante di Logli racconta nei verbali dei carabinieri: i due erano separati in casa. E il giorno della scomparsa...

PISA. «Io lo amo». Ed ancora. «Lui e Roberta vivevano da separati in casa. Lei lo disprezzava e quando si confidava con me diceva che era brutto». Sara Calzolaio, l'amante di Antonio Logli, ora la sua compagna e convivente, non ha mai voluto parlare con i giornalisti. Ha parlato con i carabinieri, più volte. E in questi colloqui, da persona "informata sui fatti", oltre a difendere l'amato, ha descritto il "triangolo amoroso" che si è sviluppato tra la casa e l'autoscuola di Logli. Lui, lei e l'altra. Una testimonianza, quella che ci accingiamo a raccontare, contenuta nell'informativa che il reparto crimini violenti del Ros si appresta ad inviare alla Procura della Repubblica a corredo delle indagini svolte dal reparto territoriale e, soprattutto, come sigillo all'inchiesta sulla scomparsa di Roberta Ragusa.

logliIl gelido Antonio.. Una relazione dalla quale Antonio Logli viene descritto come sfuggente, freddo, quasi disinteressato alla sorte della moglie. Gli analisti di profili psicologici dei carabinieri, oltre a descrivere gli elementi acquisiti dai colleghi a livello di testimonianze e informazioni ambientali, sottolineano l'approccio più che misurato di Antonio Logli, indagato per omicidio e occultamento di cadavere della consorte, rispetto a una vicenda che per la famiglia Logli continua ad avere una risposta nell'allontanamento volontario di Roberta. Aver fatto entrare in casa Sara Calzolaio, passata nel breve volgere di qualche settimana da amante a compagna che dorme nel letto della moglie sparita, è un'altra mossa che i Ros ascrivono nell'elenco di indizi a carico di Logli. E proprio i rapporti tra Antonio, Sara e Roberta sono stati messi nero su bianco dall'attuale donna dell'uomo accusato di aver ucciso la moglie. Uno stralcio è stato diffuso nel corso della trasmissione "Quarto Grado". E' Sara che a domanda risponde. E racconta di un matrimonio al capolinea e della sua smisurata volontà di stare con Antonio.

L'amore di Sara. Poco dopo la scomparsa, iniziate le indagini, i carabinieri raccolgono la testimonianza di Sara Calzolaio. Sapevano già della relazione extraconiugale fra i due, per cui chiedono se «c'è stato un momento in cui ha pensato di interrompere la relazione extraconiugale con Antonio e quando». Sara risponde che «sì, nell'ultimo periodo avevo pensato di interrompere la relazione nel mese di novembre-dicembre 2011. Solo che vedendolo ogni giorno e ritenendolo una persona fondamentale per la mia vita abbiamo continuato ad avere un contatto sempre telefonico per poi rimetterci insieme in considerazione che io lo amo».

fffIl disprezzo di Roberta. Dice poco dei sentimenti di Antonio, la segretaria, ma parla assai di quelli di Roberta. Quando i carabinieri le chiedono se «lavorando insieme a Roberta si è accorta se Antonio abbia confessato di non amarla più», l'amante dice che «Roberta negli ultimi mesi non si esprimeva». E aggiunge. «Nè tantomeno si confidava con me probabilmente per la presenza delle persone in autoscuola. Ricordo però che nei primi periodi di lavoro Roberta mi raccontava di quando faceva acquisti per i figli all'insaputa del marito. Mi raccontava anche le divergenze di modi di fare con il marito. Alcune volte disprezzava Antonio dicendomi di quanto era brutto».

Separati in casa. I carabinieri insistono sul rapporto tra marito e moglie. Vogliono sapere esattamente cosa accadeva dentro le mura di casa Logli. «Lavorando con Roberta e ancora con Antonio ritiene se tra loro due continuasse un rapporto coniugale normale oppure erano separati in casa?» domandano. E lei: «Per quanto io sappia ritengo che fossero come separati in casa dalle confidenze di Antonio. Mentre dalle confidenze di Roberta in merito alla loro relazione sessuale si esprimeva dicendomi di non fare sesso con il proprio uomo perché lo riteneva solo un desiderio di quest'ultimo».

Lo scatolone addosso. Insomma, era un rapporto coniugale finito. Le domande si infittiscono e arrivano alla vigilia della scomparsa: a quel 10 gennaio 2012 quando a Roberta accade un incidente. «Vedendo Antonio e Roberta le hanno mai confidato cosa sia successo il giorno dell'incidente domestico avvenuto il 10 gennaio 2012?» chiedono i carabinieri. È passato poco tempo e dunque Sara Calzolaio può ricordare bene. «Quella mattina in autoscuola vi era Roberta la quale mi disse di recarsi a casa senza un motivo particolare, poi la rividi nel pomeriggio verso le 16,30 con un aspetto che faceva pensare che stesse male.

autoscuolaTant'è che il viso era pallido ed era dolorante a un gomito e alla testa. Mi spiegò che quella mattina appena era entrata in casa Antonio, che si trovava sulla scala per riporre i cartoni di Natale in soffitta, le aveva chiesto il suo aiuto. Lei l'aveva raggiunto sulla scala per poi vedersi il cartone venire su di lei perché era sfuggito ad Antonio. Lei era caduta all'indietro con una sensazione di paura sapendo che dietro vi era un mobile antico. Poi mi ha anche riferito che, dopo aver messo il ghiaccio, ha fatto anche le pulizie in casa. Ricordo che nel sentirla le rammentai che anche a casa mia ho una scala del genere e lei mi ribadiva di fare molta attenzione affinché non capitasse la stessa cosa anche a me e nel contempo si lamentava del gesto e precisamente disse: che gesto bischero».

La mattina della scomparsa. I carabinieri domandano a Sara Calzolaio se «la mattina del 14 gennaio 2012 si è sentita con Antonio». La donna rivela che aveva un cellulare "dedicato" alle telefonate dell'amante. «Ricordo che la mattina del 14 gennaio Antonio mi ha chiamato sul cellulare dedicato verso le 7,30-8 per dirmi che non trovava più Roberta quando si era svegliato a casa. Mi disse anche di spegnere il cellulare dedicato e nel caso di utilizzare solo l'altro mio cellulare.

fffDopo questa chiamata mi ha ricontattata verso le 10,30-11 sul mio cellulare personale e mi ha detto che le ricerche continuavano e di aver chiamato i carabinieri. Dopo questa ultima telefonata ricordo di essermi recata a casa di Antonio trascorrendo la giornata con la figlia».

La notte del mistero. «E la sera prima?» chiedono i carabinieri. «La sera prima Antonio con il cellulare dedicato mi aveva chiamato verso le 23 per rimanere circa una mezz'ora e mi ricordo che avevamo fissato un appuntamento per il giorno dopo per recarsi all'Ikea a Firenze. Durante tale telefonata non c'è stato nulla di anomalo del tipo di aver sentito la voce di Roberta intromettersi nel nostro dialogo». Insomma, la coppia non stava litigando. Sara e Antonio si sentiranno un'altra volta, alle 00,17 per un manciata di secondi. Poi nei verbali i testimoni Loris Gozi e Silvana Piampiani raccontano di aver visto Antonio Logli litigare con una donna in via Gigli, fuori dall'abitazione, nelle ore in cui lui ha sempre sostenuto di essere rimasto a letto.