Morti due studenti dell’Enriques, c’è l’ombra dell’amianto

Dopo il decesso di Lorenzo e Gianluca e una denuncia anonima la Procura ha aperto un’indagine. Al centro degli accertamenti il materiale con il quale sono incollati i pavimenti dell’Istituto

LIVORNO. Lorenzo Fornaciari aveva 15 anni, Gianluca Raglianti due in più. Sono morti a quarantanove giorni di distanza l’uno dall’altro, tra il dicembre e il febbraio scorso per colpa di una forma molto aggressiva di tumore. Ma ora sulla loro scomparsa c’è l’ombra dell’amianto in classe. In comune, infatti, questi due adolescenti avevano tre cose: erano bravi a scuola, appassionati di sport ed entrambi frequentavano il liceo scientifico Federico Enriques: 1019 iscritti divisi sui tre piani di una struttura pensata per essere una caserma dei vigili del fuoco e che, invece, negli ultimi 40 anni, ha formato e sfornato generazioni di ragazzi.

È su quest’ultima analogia che una denuncia anonima arrivata alla Procura della Repubblica all’inizio di aprile ha messo l’attenzione. Nel documento si farebbe riferimento, in particolare, alle conseguenze che il polivinil- amianto, materiale con il quale il linoleum che tappezza corridoi e aule del liceo è incollato al pavimento, possa avere sulla salute di chi vi entra in contatto. Soprattutto perché, nel tempo, la pavimentazione dell’Enriques si è usurata, tanto da cedere e formare delle bolle che da un lato rischiano di diventare trappole e dall’altro di disperdere le polveri nell’aria.

Una segnalazione tanto dettagliata da convincere il procuratore capo Francesco De Leo a disporre degli accertamenti per verificarne le eventuali conseguenze. Possibile – è la domanda chiave – che un’esposizione anche minima del tempo possa aver avuto conseguenze tanto gravi. Per rispondere la Procura ha lavorato dietro le quinte con Asl, Arpat e Provincia per sei mesi. Da un lato sono state acquisite le cartelle cliniche dei ragazzi, in seguito è stata chiesta una consulenza al centro oncologico di Firenze e infine sono stati anche ascoltati i loro genitori.

Ora la Procura sta aspettando la relazione dell’Asl sulla salubrità dell’edificio. Anche se l’incaricata dell’Asl ha già spiegato come le patologie dei ragazzi non sarebbero legate all’esposizione a fibre di amianto. Solo allora il pubblico ministero deciderà se e come procedere per togliere di mezzo quelle ombre che hanno già messo in allarme i genitori di alcuni alunni.

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