Calvana, i genitori si schierano con il parroco La diocesi attacca i ritardi nei soccorsi

Il racconto dei compagni di escursione dell’11enne morto sulla Calvana. Inutile il massaggio cardiaco di don Carlo

La prima a urlare quello che molti genitori pensano è una mamma: «Gli accompagnatori non hanno colpe, il prete nemmeno, qualcuno vuol dire che i soccorsi sono arrivati in ritardo?». Lei si chiama Letizia Nesti. Suo figlio ieri era all'escursione organizzata dalla parrocchia sul monte pratese della Calvana, dove è morto un bambino, Franco Lori, di 11 anni. La Diocesi usa toni più diplomatici ma, poche ore dopo, in un comunicato ribadisce: i soccorsi «sono stati prestati alle 14,30, un'ora e mezzo dopo la prima chiamata». L'assessore regionale alla salute, Luigi Marroni, difende gli operatori sanitari, «mi sembra di poter dire che ognuno ha fatto quello che doveva fare», e poi aggiunge: «Ma si può e si deve fare di più e meglio».   

Le cause della morte di Franco restano un mistero. Domani la procura disporrà l'autopsia. Gli inquirenti propendono per l'ipotesi che il bambino soffrisse di una patologia di cui, finora, non si erano manifestati i sintomi. Lo lascia pensare il fatto che Franco sia stato l'unico dei 74 bambini a sentirsi male. I magistrati ipotizzano l'omicidio colposo, ma non ci sono indagati. I tempi dei soccorsi, spiegano in procura, «non necessariamente sono imputabili all'organizzazione dell'intervento». E anche sugli organizzatori della gita per ora «non sono emersi elementi di responsabilità».   


I genitori difendono il parroco, don Carlo Gestri, che ieri "guidava" l'uscita. Stamani, dopo un tam tam su Facebook, si sono trovati in chiesa, nella parrocchia pratese di Paperino, per una preghiera. Lui si è commosso, a stento è riuscito a parlare con i bambini, poi, dal fondo, una madre gli ha gridato: «Siamo con lei». Dopo c'è stato un lungo applauso.    Gli ultimi attimi di vita di Franco li racconta Alessandra Foddi, un'accompagnatrice trentenne. Ieri era con il piccolo. «Stava camminando. Poi ha farfugliato cose senza senso, come "C'è una buca" o "Questo gioco non mi piace". Ci siamo fermati e dopo un pò, all'improvviso, si è accasciato». Erano le 13.08. Alessandra, che ha qualche esperienza come soccorritrice, dice di aver chiamato il 118 e di aver chiesto l'invio dell'elisoccorso. Le viene consigliato di seguire le pratiche contro il colpo di sole, spiega: acqua addosso e qualche pizzicotto per veder la reazione. Lei lo fa. Quando il piccolo sviene, gli pratica il massaggio cardiaco. Anche don Gestri, che aveva proseguito il cammino con gli altri bambini, torna e dà una mano. Franco non ha mai «detto o mostrato di sentirsi male in altri tratti del percorso» spiega la Diocesi: «La gita prevedeva un cammino di poche ore. Tutti erano equipaggiati con acqua, pranzo al sacco e berretto».   

La scansione oraria della Diocesi corrisponde a quella del 118. Se ci sono differenze nelle ricostruzioni, sono sulla gravità dell'allarme lanciato. «Ho chiesto l'elisoccorso», dice l'accompagnatrice. «Ha parlato di colpo di calore», sostengono i sanitari. Si parla di quattro telefonate: 13.08, 13.16, 13.33, 13.46. «Nel giro di pochi minuti - spiega il 118 - abbiamo mandato un'ambulanza e una jeep. Le prime richieste di soccorso parlavano di 'colpo di calore', e come localizzazione davano Casa Bastoni. Quando i mezzi sono arrivati, i soccorritori si sono resi conto che il gruppo era invece quasi in cima alla Calvana, dove si può arrivare solo a piedi». Alle 14.08 la centrale chiede l'invio dell'elisoccorso e l'intervento del Soccorso alpino e dei Vigili del fuoco. I soccorsi a piedi arrivano alle 14.28: i medici cominciano il massaggio cardiaco. L'elicottero arriva alle 14.33. Il Pegaso arriva all'ospedale di Careggi alle 15.26. Ma Franco non ce l'ha fatta.

«Sono affranto dal dolore. Il primo pensiero va a Franco e ai suoi genitori». La voce rotta dall'emozione, stamani don Carlo Gestri ha pregato in chiesa insieme ai suoi parrocchiani, nel quartiere Paperino di Prato.    Ieri il sacerdote ha guidato l'escursione sul monte Calvana, alle spalle della città: durante il cammino un bambino di 11 anni, Franco Lori, si è sentito male ed è morto. L'incontro di stamani è stato organizzato dai genitori, con un passaparola spontaneo su Facebook, per manifestare la loro vicinanza al parroco. «Siamo con lei», gli ha gridato una madre a fine preghiera, scatenando un applauso.    Chi ha avuto modo di parlare con il sacerdote dice che è «molto scosso» e che non riesce a capacitarsi di quanto è successo, di come Franco possa essere morto. Sente il peso di quel bambino che non c'è più. Quando Franco ha accusato il malore, don Carlo, che era davanti, è tornato indietro. Ha aiutato l'accompagnatrice che stava praticando il massaggio cardiaco al bambino.

«Ho accompagnato Franco durante tutto il tragitto - ha raccontato Chiara, una bambina - Lo incoraggiavo perchè diceva di essere stanco e chiedeva: Quanto manca? Io lo tranquillizzavo e ci scherzavo. Poi all'improvviso l'ho visto accasciarsi». Prima mai aveva «detto o mostrato di sentirsi male», spiega la diocesi.    Ieri sera, all'ospedale fiorentino di Careggi, don Carlo ha potuto avvicinare e abbracciare la mamma di Franco. Con il sacerdote c'era il Vescovo di Prato, Gastone Simoni, che ha partecipato anche alla preghiera di stamani. «Franco questa mattina non è qui con noi - ha detto il Vescovo - Ma è in cielo con altri amici, gli Angeli». Poi ha invitato tutti a pregare «per Franco e per il suo babbo e la sua mamma, provati da un dolore immenso», e anche per don Carlo e gli accompagnatori.

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