Troppi dubbi sull’autostrada: e se cambiassimo tutto?

Ma un’autostrada a cosa serve? A trasportare meglio uomini e merci o a rendere più floridi i bilanci di società in difficoltà e che hanno intravisto nella nuova Tirrenica soltanto una possibilità di ricavare benefici senza nessun rischio e senza grandi investimenti? Da come si sta sviluppando il nuovo (ultimo?) progetto dell'autostrada sulla costa della Toscana la risposta sembra essere solo e soltanto la seconda.

Infatti nessun utente dell'Aurelia, così com'è adesso, trarrà reali benefici dalla messa in opera dell'autostrada e dal relativo pedaggio: non ci saranno guadagni reali di tempi (in larghi tratti la velocità passerà soltanto da 90 a 110, in altri probabilmente non cambierà per nulla rispetto ad oggi), non ci saranno reali vantaggi in termini di raggiungibilità dei luoghi perchè il tracciato è quello che già oggi esiste, non ci saranno vantaggi neppure per la valorizzazione delle infrastrutture esistenti perchè i porti di Livorno e di Piombino resteranno fuori da ogni ipotesi di connessione diretta.

Bisogna allora chiedersi se veramente il nuovo progetto rispetti fino in fondo le prescrizioni date dal CIPE nella delibera del 22 luglio del 2010 riguardo all'azzeramento del valore di subentro, che a quanto pare SAT ottiene soltanto con uno stratagemma, il quasi dimezzamento degli investimenti, con pesanti ricadute sulla efficacia dell'opera. E' ovvio che in una situazione di crisi economica tutti i protagonisti dell'economia rivedano i loro progetti, ma questo non si può fare mettendo in campo la risposta più semplice e scontata: far pagare ai cittadini i costi.

Un conto è se lo Stato richiede questo sforzo per affrontare meglio il futuro, un altro è se a farlo è una società privata che teme di veder sfumare i propri utili: questo non è tollerabile, soprattutto se avviene in regime di monopolio.

In più il progetto così com'è adesso è evidente che avrebbe dei costi aggiuntivi per le comunità locali percorse da quella che diventerebbe l'unica alternativa non a pagamento: la viabilità provinciale e locale. Costi di manutenzione e ambientali che andrebbero a ricadere di nuovo sulle spalle della collettività. Poi per Livorno si aggiunge anche la beffa finale di continuare a non essere ben collegata con la variante Aurelia, di vedere il porto ancora tagliato fuori dalle grandi direttrici e di vedere i suoi cittadini come unici esclusi dai progetti di esenzione per i residenti.

Ed è chiaro che la motivazione è che mentre il costo per l'esenzione dei residenti di un piccolo paese è minimo, quello per mantenere esenti i cittadini di Livorno è molto più alto, ma questo non rende questo eventuale provvedimento né giusto, né corretto.

Ed allora sorge un dubbio legittimo: ma non è che aprendo un veloce concorso d'idee o un contest europeo spunterebbe qualche società che sarebbe in grado di gestire la nuova autostrada in maniera economicamente più efficace e non penalizzante per tutti i cittadini, sia quelli toscani che quelli che in Toscana vengono a lavorare o a godersi le nostre terre durante le proprie. vacanze? Magari con tariffe più eque?

*senatore del Pd