Cala del Leone, via alla spiaggia attrezzata

Comune e capitaneria hanno compiuto un sopralluogo per verificare le aree occupate. In settimana la protezione civile dovrà accertare la sicurezza della scarpata sovrastante

LIVORNO. Per i tedeschi, tanti, che ieri si sono sdraiati sotto al sole della Cala armati di creme e contro-creme forse è stata anche una piacevole sorpresa: sdraio e ombrelloni dopo la ripida discesa. Ma per i livornesi (e anche per qualche fiorentino sempre presente sul Romito) quegli ombrelloni bianchi e verdi che fanno tanto bagni Pejani o cabine dei Pancaldi devono essere sembrati proprio una trota d’acqua dolce tra le onde salate.

Ieri gli addetti della società Solaris - che ha preso in affitto dalla famiglia del castel Sonnino la parte privata della Cala del Leone - hanno finito di piazzare sulla paradisiaca spiaggia del mare libero due file di sdraio e ombrelloni privati.

Per tutta la giornata sono rimasti a disposizione dei bagnanti, gratis. Oggi, dalle 9 alle 19, parte invece l’inedito noleggio delle attrezzature: dai 5 ai 20 euro, per lettini formato single o sdraio e ombrelloni a misura di famiglia.

Tra i bagnanti c’è stato chi ha approfittato delle attrezzature gratis per un giorno e chi non ha rinunciato all’asciugamano di sempre. Sulla battigia. Non risparmiando i commenti feroci per quegli ombrelloni piantati nei sassi che i livornesi considerano da sempre pubblici.

A ridosso della scogliera c’è un gruppo di ragazzi fiorentini. Hanno passato la notte in tenda a ridosso della scogliera, come spesso avviene in questo angolo del Romito. Al mattino hanno visto arrivare i tecnici del Comune e gli uomini della capitaneria di porto, che hanno fatto il primo sopralluogo nell’area.

Risultato: oggi partono le attività private e da palazzo Civico annunciano che... ci vorrà ancora tempo per verificare se è tutto in regola.

«Il sopralluogo – scrivono dal municipio – è servito ad avviare il procedimento teso ad accertare se le attività poste in essere dalla società Solaris e formalmente comunicate al Comune a alla capitaneria con nota pervenuta il 9 maggio, risultino espletate effettivamente su un'area privata, non interessino il demanio marittimo e siano state avviate nel rispetto delle prescrizioni contenute nel Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza».

«Con il sopralluogo – continua la nota – è stata verificata la presenza di due file di basi per ombrelloni in prossimità della scarpata e la presenza di un operatore che stava svolgendo attività di messa in opera delle attrezzature. Sono inoltre state scattate fotografie per rilevare lo stato dei luoghi. In base agli esiti del sopralluogo verranno svolti ulteriori necessari accertamenti volti a determinare la natura giuridica del terreno dove viene svolta l'attività anche alla luce di eventuali delimitazioni formali già effettuate in passato».

Dal Comune scrivono anche che «gli uffici effettueranno ulteriore vigilanza perché non siano installate attrezzature o strutture non consentite, che potrebbero alterare lo stato dei luoghi in relazione ai vincoli urbanistici e paesaggistici vigenti».

Ok, ma l’inaugurazione è oggi: quanto ci vorrà per i controlli? «Gli accertamenti – è la risposta – verranno effettuati nel termine più stretto possibile». Comunque «il Comune non ha rilasciato alcuna concessione demaniale (l’attività, infatti, dovrebbe svolgersi su area privata, ndr) e in caso di accertamento di occupazione senza titolo (dell’area demaniale, ndr) verranno adottate tutte le sanzioni penali e amministrative previste dalla normativa». Ovvero sequestro delle strutture, multa di circa mille euro ed eventuale denuncia.

Lunedì ci sarà anche un sopralluogo della protezione civile per accertare che non ci siano rischi per ombrelloni e sdraio sistemati a ridosso della scarpata.

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