Il bilancio dei morti sale a 16, 22 i dispersi Schettino: "Si inclinava, ho preso e sono sceso"

Diretta di martedì 24 gennaio. È stata identificata un’altra vittima del naufragio della Concordia: è Luisa Virzì, 49 anni originaria di Enna: i morti accertati salgono a 16. Gli operai della Smit si stanno avvicinando al relitto della Concordia, mentre attraverso i varchi aperti con l'esplosivo proseguiranno anche le ricerche delle persone ancora disperse (Diretta di Luca Cinotti, Silvio Falciatori, Danilo Fastelli, Francesca Ferri, Erika Fossi, Federico Lazzotti, Federica Scintu e Francesca Gori)

ISOLA DEL GIGLIO.  Questo pomeriggio i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno trovato il corpo di una donna, nella parte della poppa sommersa, sul ponte tre. Nella giornata odierna è stata anche identificata un’altra vittima: si tratta di Luisa Virzì, 49 anni originaria di Enna, il cui cadavere è stato recuperato nella zona sommersa della nave nei giorni scorsi. La donna era a bordo della Costa Concordia assieme all’amica Maria Grazia Trecarico, che risulta ancora dispersa. Con loro viaggiavano anche la figlia di quest’ultima, Stefania, e il suo fidanzato Andrea Ragusa, che invece si sono salvati. Salgono così a 16 i morti accertati del naufragio della Costa Concordia mentre i dispersi continuano a essere 22.

Le intercettazioni ambientali. «Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso». Sono le quattro del pomeriggio del 14 gennaio. Dal naufragio del Concordia sono passate sì e no venti ore. Il comandate Francesco Schettino è in una saletta della caserma dei carabinieri di Orbetello, in attesa di essere interrogato. E non sa di essere intercettato dai pm che hanno riempito quella stanza di cimici. L'ufficiale parla al telefonino con varie persone. Nelle conversazioni in dialetto napoletano Schettino se la prende con chi gli avrebbe chiesto l'inchino al Giglio: «Fabri', po' da retta o manger... passam a là, passam a là. Ma qualcun'altro al posto mio non sarebbe stato così benevolo a passare lì sotto perché m'hanno rott' u cazz...passa, passa... la secca ci stava e non era segnalata». Frasi che però non sarebbero rivolte alla Costa Crociera ma all'hotel manager di bordo, il maitre, quell'Antonello Tievoli che quella sera sarebbe salito in plancia dopo aver chiesto di "salutare" i genitori residenti al Giglio.

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E c'è anche l'intercettazione del colloquio tra Schettino e il primo ufficiale, Ciro Ambrosio, nella stessa stanza della caserma. I due parlano di gradi della rotta, Schettino si chiede come sia stato possibile prendere lo scoglio; il primo ufficiale gli dice che quello contro cui la nave è finita «non era uno scoglio elevato che si vedeva a occhio nudo» ma «qualcosa di sommerso che non si vedeva, non c'era niente sotto, non si vedeva niente». Al che Schettino aggiunge «è quello che dico io». Ambrosio rileva poi che «non c'era nulla da scansare, è la poppa che ha preso qualcosa di sommerso» che non è segnato. Infine, in un'altra intercettazione telefonica ecco Schettino dire all'interlocutore di nome Albert «tutti i venerdì passava a cena, adesso perché hanno rotto il cazzo, salutiamo a Palombi, salutiamo 'o vent', ed ecco qua adesso ho pagato tutto quello che si sa».

Le carte dell’inchiesta. Dalle carte dell'inchiesta emergono altre testimonianze sul comportamento del comandante. In particolare quella di Martino Pellegrini, il safety officer della Concordia. Mettendo il punto nave «ho visto che la rotta che era stata tracciata dal cartografo sulla carta nautica e ho notato che la nostra posizione era di 5 miglia nautiche più a ovest. La rotta seguita era completamente diversa da quella tracciata ed era molto più vicina alla costa. Da un punto nave tracciato precedentemente più a sud, deduco che si era già da tempo fuori rotta», riferisce Pellegrini aggiungendo che «quando il primo ufficiale Ambrosio, credendo di essere troppo vicino alla costa, ha ordinato al timoniere di virare a dritta in modo da allontanarsi dall'isola, il comandante Schettino lo ha sollevato dalla responsabilità della guardia assumendo direttamente il comando di navigazione e ha ordinato al marinaio timoniere di mantenere la rotta e aumentare la velocità della nave».

«I passeggeri ci malmenavano». «Si verificavano scene di panico di tutti i generi: alcuni passeggeri malmenavano i componenti dell'equipaggio che impedivano l'accesso alle lance, altri non rispettavano la consegna di recarsi alle Muster station e correvano qua e là». Lo ha dichiarato Ciro Ambrosio, vicecomandante della Costa Concordia, il 14 gennaio scorso. Ambrosio, preso a sommarie informazioni, ha dichiarato che «nonostante l'abbandono nave non fosse stato ancora ordinato dal comandante, i passeggeri, colti dal panico, si buttavano sulle lance in maniera disordinata» e «nonostante l'equipaggio cercasse di richiamare i passeggeri al rispetto delle procedure di emergenza, si verificavano scene di panico di tutti i generi». «I passeggeri che salivano sulle lance malmenavano i responsabili che non fossero disponibili ad ammainarle. Mi tenevo sempre in contatto con il ponte, informando di quanto stava accadendo e riferendo che alcune lance erano state ammainate sotto la pressione dei passeggeri».

La bonifica. Sono cominciate le operazioni di avvicinamento al relitto di Costa Concordia da parte della Smit Salvage, che da stamani ha eseguito la prima ispezione sul relitto. E' stato aperto un nuovo varco al ponte 3 per consentire la prosecuzione dei lavori di ispezione e ricerca. Il pompaggio del carburante dovrebbe partire invece sabato.

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21:20 Membro equipaggio, Giampetroni disse no giubbotti Manrico Giampetroni, il commissario di bordo salvato dopo 36 ore dalla nave Concordia dove era rimasto bloccato con una gamba spezzata, nelle concitate fasi dopo l'urto con lo scoglio, disse ad alcuni membri dell'equipaggio di non indossare i giubotti salvagente «per non allarmare le persone a bordo». A riferirlo ai magistrati è Guido Auriemma, che a bordo della Concordia si occupava della contabilità delle merci destinate alle cucina. «Verso le 21.30 mi trovavo a poppa al ponte zero, in cambusa - racconta - ricordo che improvvisamente sentii un primo forte movimento e sono andate via le luci, poi tornavano le luci e sentii un altro colpo molto forte e vidi volar via computer ed altri oggetti...siamo stati un po lì e poi mi sono spostato al ponte zero e sentivo i motori della nave fermi e la nave stessa che si inclinava...così sono salito al ponte 4». Qui, prosegue, «vedevo i restanti membri dell'equipaggio che avevano già indossato i giacchetti di salvataggio» e «sentivo il direttore d'albergo Manrico Giampetroni che diceva all'equipaggio di non indossare i giacchetti per non allarmare le persone a bordo».

21:11 Ufficiale, gente si tuffava e non riemergeva «Preciso di aver visto persone saltare dal lato sinistro verso il mare a dritta e non uscire più dall'acqua». Lo ha dichiarato il terzo ufficiale di macchina della Costa Concordia, Hugo Di Piazza. Con alcuni dell'equipaggio «abbiamo fatto un giro intorno alla nave da sinistra verso dritta - ha anche raccontato -. La gente era sul lato di dritta, alcuni si tuffavano dalla nave e venivano rcuperati dalle scialuppe o comunque indirizzati verso l' isolotto come punto di raccolta. Siamo riusciti a salvare solo due persone».

21:05 Palombo, 4 inchini al Giglio concordati con azienda Non c'è stato soltanto l'inchino del comandante Schettino: dal 2007 al 2011 i «saluti ravvicinati ad andatura ridotta» al Giglio, come li chiama il comandante Mario Palombo, sono stati quattro, «concordati con la Capitaneria di Porto e la società armatrice». A confermare agli investigatori che l'iniziativa di Schettino non era improvvisata - tanto che il comandante in seconda Bosio dice agli inquirenti che era «programmata» fin dalla partenza da Civitavecchia - è lo stesso Palombo. E dunque gli inchini sono stati almeno «quattro, sempre durante l'estate, uno con la Costa Pacifica e tre con la Costa Concordia». Nessuno di questi saluti «è avvenuto sotto il comando di Schettino» e l'ultimo transito «è stato il 14 agosto 2011 su accordo della Compagnia con il sindaco del Giglio, con la mia intermediazione». Ma non solo: «preciso che - prosegue Palombo - il passaggio ravvicinato davanti a Giglio porto era, negli altri casi, già stato precedentemente inserito nel programma di viaggio messo a disposizione dei passeggeri alla voce 'navigazione turistica'.'

20:50 Palombo: "Dissi a Schettino di girare a largo" «Io non ho mai detto a Schettino di avvicinarsi a 10 metri dalla costa. Lui può dire quello che vuole. Anzi voglio una volta per tutte smentire che quell'inchino fosse rivolto a me. Io vivo 9 mesi all'anno a Grosseto». Dura replica di Mario Palombo, storico comandante della Costa Crociere chiamato in causa come destinatario dell'inchino, al comandante di Costa Concordia Francesco Schettino in un'intervista esclusiva a 'Matrix in onda questa sera.

20:41 Ufficiale, Schettino asciutto sulla scogliera Dimitrios Christidis avrebbe assunto l'incarico di secondo comandante della Costa Concordia il 14 gennaio, all'arrivo nel porto di Savona: la sera del naufragio era dunque «un comune passeggero», ma ha partecipato con gli altri membri dell'equipaggio alle operazioni di soccorso, fino a quando si è gettato in mare a causa dell'inclinazione della nave. Raggiunta a nuoto la scogliera vi ha trovato il comandante Francesco Schettino, «perfettamente asciutto a differenza di me che ho raggiunto a nuoto la scogliera ed ho cercato di aiutare i naufraghi a salire sugli scogli stessi». E' quanto dichiara agli inquirenti lo stesso Christidis, sentito come testimone lo scorso 14 gennaio.

20:40 Domnica, Schettino ha fatto bene il suo mestiere Schettino? «Il comandante migliore della compagnia». Domnica Cemortan, in un'intervista a SkyTg24, continua a difendere con forza il comandante della Costa Concordia. «Lui è il comandante migliore della compagnia. Lo prova il fatto che dopo che la nave si è inclinata, è riuscito comunque a portarla più vicino a riva, per facilitare il lavoro dei soccorsi. L'accusa di essere uscito per primo dalla nave? E' falsa! Io personalmente ho abbandonato la nave alle 23.50-24, e lui era ancora lì», ha affermato Domnica nell'intervista. Dopo l'impatto, «Noi cercavamo di individuare chi era ancora in acqua e aveva bisogno di aiuto, per andare a recuperarlo. C'era moltissima confusione, grida, allarmi. Era impossibile riuscire a sentire chi chiedeva aiuto dall'acqua». Domnica critica in particolare l'atteggiamento dei passeggeri russi: «Tutti i passeggeri di ogni nazionalità sono stati calmi, hanno capito la situazione. I russi invece hanno protestato: ma a che pro protestare? Erano vivi e vegeti. Tutti i russi che erano imbarcati - 63 o 73, non ricordo con esattezza - sono stati salvati».

20:35 Ufficiale, abbandono Concordia dato in ritardo «Il segnale d'abbandono nave, secondo me, è stato dato troppo tardi». A confermare che il comandante Francesco Schettino, la notte del naufragio della 'Concordia', ha ritardato le operazioni di evacuazione della nave, è il primo ufficiale di macchina Peter Petrov. Secondo lui, infatti, l'allarme arrivò quando già la situazione era ingestibile. «C'era una falla molto grande ed entrava molta acqua - mette a verbale - in un primo momento la barca ha incominciato ad inclinarsi molto lentamente, quindi sarebbe stato quello il momento in cui andavano calate le scialuppe». Anche l'assistente direttore dei servizi, Benedetto Minuto, conferma che qualcosa nelle procedure d'allarme non è andato. Dopo l'impatto, racconta agli inquirenti, «mi sono recato in una sala ristorante allo scopo di tranquillizzare i passeggeri, che erano già in panico. Poì c'è stato un black out, mi sono reso conto che la cosa era seria». E invece «a quel punto sono partiti gli annunci dagli altoparlanti che invitavano alla calma». Minuto ci tiene anche a sottolineare che l'equipaggio ha fatto il suo dovere: «tutti i nostri ragazzi hanno dato il massimo, se non fosse per loro tanta gente sarebbe morta».

20:33 Sospese le ricerche per condizioni meteo Sono state sospese le ricerche 'aeree' sulla parte emersa di Costa Concordia per un progressivo peggioramento delle condizioni meteo-marine.

20:31 Difesa: "Non ci risulta che Schettino avesse il pc" «Non ci risulta che il comandante Schettino avesse sulla nave un pc portatile». Lo ha detto l'avvocato Bruno Leporatti, difensore del comandante della Costa Concordia. Una precisazione fatta in relazione alle voci secondo cui lo stesso Schettino si sarebbe preoccupato l'indomani del naufragio di consegnare a una donna una borsa con dentro appunto - stando a quanto detto da alcuni organi di informazione - il pc portatile.

20:22 Ufficiale sala macchine, inchini sempre più vicino Le «accostate» al Giglio erano frequenti e sempre più vicine: ogni volta che accadeva in sala macchine «si vibra». E «ad ogni passaggio vibravamo sempre di piu». A dirlo, ascoltato dagli inquirenti, è Alberto Fiorito, ufficiale di guardia in macchina sulla Costa Concordia. «Negli ultimi quattro passaggi ci siamo 'inchinati' al Giglio per tre volte passando sempre più vicino perchè in sala macchine, più basso è il fondale e più si vibra, e ad ogni passaggio vibravamo sempre di piu».

20:16 Ambrosio: l'urto deriva dalla manovra per evitarlo «La manovra che ho detto venne ordinata» dal comandante «per evitare lo scoglio anche se, a mio avviso, con la prima accostata di 15 avremmo forse evitato di urtarlo». Lo conferma Ciro Ambrosio, primo ufficiale di plancia, in una dichiarazione resa agli investigatori prima che venisse iscritto nel registro degli indagati. Ambrosio ricostruisce le fasi dell'avvicinamento all'Isola: Francesco Schettino «ordinò al timoniere di mettere il timone a 15 a dritta e poi, pochi istanti dopo, tutto dritta».«Per effetto della accostata tutto a dritta - continua Ambrosio - la poppa scadette a sinistra andando a urtare, credo, uno scoglio sommerso. Erano circa le 21.45. Sentimmo una forte vibrazione e fu subito blackout. Non avevamo più motore e la velocità si ridusse».

20:00 Pellegrini, ex safety officer era stato sospeso La Costa Crociere «aveva sospeso per trenta giorni i precedenti Safety e Trainer Officer». Lo ha detto Martino Pellegrini, Safety Officer di Costa Concordia, il responsabile dell'addestramento dell'equipaggio che, imbarcato il 10 ottobre scorso aveva «riscontrato un livello di preparazione non soddisfacente e un livello sufficiente di manutenzione delle dotazioni di sicurezza». Una situazione che Pellegrini dice di aver risolto aumentando «la preparazione alla gestione delle emergenze da parte dell'equipaggio»

19:45 Ambrosio, Palombo disse che potevamo passare vicino «Capii che il comandante Palumbo disse che poteva passare così vicino e quindi» il comandante «proseguì con la rotta che ci portava a 0,3 dallo scoglio». Lo ha detto Ciro Ambrosio, primo ufficiale di plancia, in una dichiarazione resa agli investigatori prima di essere indagato. Mario Palumbo è l'ex comandante della Costa a cui sarebbe stato destinato l'inchino: quella sera parlò al telefono con il comandante. Ambrosio aggiunge a «4.5 miglia dall'isola» Schettino «disse di mettere il timone manuale».

19:20 Indagato, Schettino chiamò subito l'armatore Il comandante della Concordia Francesco Schettino chiamò il responsabile dell'unità di crisi di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, «immediatamente dopo l'urto». Lo conferma Ciro Ambrosio, primo ufficiale di plancia, in una dichiarazione resa agli investigatori prima che venisse iscritto nel registro degli indagati. Ambrosio ricorda che anche dopo aver abbandonato la nave e aver raggiunto gli scogli trovò Schettino «che comunicava con la capitaneria di porto e il Pda», cioè Ferrarini.

18:26 Udienza del riesame su ricorso in procura fissata per il 10 febbraio Il Tribunale del riesame di Firenze ha fissato il prossimo 10 febbraio l'udienza per decidere sulla domanda di riesame presentata dalla Procura di Grosseto contro l'ordinanza del gip che ha fatto scarcerare il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino. Il gip non aveva convalidato il fermo in carcere disposto dalla stessa Procura di Grosseto e aveva invece applicato a Schettino la misura cautelare degli arresti domiciliari. E' quanto si apprende a Grosseto.

18:13 I sommozzatori sequestrano un computer in plancia I  sommozzatori dei Carabinieri hanno sequestrato oggi pomeriggio sulla plancia di comando di Costa Concordia un computer. Il materiale sequestrato verrà consegnato alla Procura di Grosseto titolare delle indagini

17:59 Schettino: "Il mio onore ha salvato vite" «Quello che a me mi fa onore che abbiamo salvato tutti quanti, tranne questi qua [riferito alle vittime] che se non l'avessi fatto....». Lo dice il comandante Francesco Schettino, il giorno dopo il naufragio della nave Costa, parlando al telefono con un amico. La conversazione (le sole parole del comandante) è intercettata dagli investigatori. «Io ho visto che - continua Schettino - so stato in giro a prendere la gente a mare e sono sereno così come un....».

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17:57 Schettino: "La nave si inclinava e sono sceso" «Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso». Lo ha detto il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino mentre veniva intercettato nella caserma dei carabinieri di Orbetello il 14 gennaio scorso, dopo il naufragio all'Isola del Giglio. Schettino ne stava parlando al telefono.

17:46 Schettino intercettato: "Salutato e adesso pago" «Eravamo passati a 0,28 (0,28 miglia - ndr) e lo scoglio l'abbiamo preso lateralmente»; «Tutti i venerdì passavamo a cena, adesso perchè hanno rotto il c..., salutiamo a Palombi, salutiamo o vento, ed ecco qua adesso, ho pagato tutto quello che si sa». Lo ha detto il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, parlando al telefono il 14 gennaio scorso con un amico, al quale comunica che lui è in procura e che forse gli danno un fermo di polizia giudiziaria. E' quanto emerge da un'intercettazione fatta al comandante Schettino prima di essere fermato, mentre si trovava negli uffici della procura di Grosseto la mattina del 14 gennaio scorso, dopo il naufragio della nave Concordia.

17:44 Schettino intercettato: "Ho fatto un'imprudenza" «Non lo so, non lo so, non lo so. Io so che ho la coscienza... ho fatto tra virgolette non so se definirla un'imprudenza, ma comunque nei limiti della mia consapevolezza». Così il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, il 14 gennaio scorso, intercettato in una stanza della caserma dei carabinieri di Orbetello, ammette, mentre parla al telefono con un conoscente, la sua responsabilità nel naufragio della nave Concordia la sera prima. «Lo squarcio è stato immenso - raccontava Schettino - ci stava uno spuntone di roccia, poi tutto quello che è successo da quel momento l'ho fatto nel massimo della mia professionalità e questo potrebbe alleviare o quantomeno dare l'illusione di stare in pace con la coscienza».

17:39 Il governo stanzia 5 milioni per l'emergenza Cinque milioni di euro è la cifra destinata dal Consiglio dei ministri per lo stato di emergenza nazionale dichiarato dal governo dopo il disastro della nave Concordia all'Isola del Giglio. La cifra è indicata nel decreto del presidente del Consiglio Monti con il quale è stato nominato Franco Gabrielli quale commissario straordinario. Il Commissario potrà avvalersi - si legge nel decreto - dell'operato di sei unità tra personale militare e civile (che percepiranno 165 mila euro) a cui si aggiungeranno altre quattro unità con contratto di collaborazione per 126 mila euro di oneri su base annua.

17:35 Rossi: "Il governo doveva proclamare prima lo stato d'emergenza" «Abbiamo fatto richiesta dello stato di emergenza lunedì e il Consiglio dei Ministri si è riunito per dichiarlo venerdì. Avrebbero però fatto bene a riunirsi martedì in via straordinaria». Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in un intervento in Consiglio regionale sul naufragio della nave Costa. «C'è stata una fase in cui non si è perso tempo - ha sottolineato - ma in cui elementi troppo contraddittori si sono sovrapposti».

17:33 Schettino, ho dato retta al manager, passa di lì «Fabri, per dar retta al manager, passa da lì, passa da lì...». Lo dice il comandante della Concordia Francesco Schettino, nell'intercettazione ambientale di una conversazione telefonica del 14 gennaio. «Ma qualcun altro al posto mio non sarebbe stato così benevolo a passare lì sotto - premette Schettino - perchè mi hanno rotto il c..., passa di là, passa di là, la secca c'era ma non era segnalata dagli strumenti che avevo e ci sono passato».

17:15 Rossi, certificata la stabilità della nave "Stamani siamo stati informati che e' stato aperto un nuovo accesso al terzo ponte e presto avremo un quadro completo della situazione" e che "esiste la certificazione che la nave è stabile". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in una comunicazione al Consiglio regionale sul naufragio della nave Costa. Rossi ha spiegato che "la società Rina, il più importante ente di certificazione navale, insieme a progettisti Fincantieri hanno detto che non ci sono problemi di stabilità per la nave e di ingrigliamento. La certificazione arriva fino al punto di considerare che un'onda massima possibile di 2,5 metri non dovrebbe produrre nessun effetto negativo". Stamani, ha aggiunto, "sono poi iniziate le operazione di recupero del carburante e nei prossimi giorni, da domani a sabato, inizieranno anche le operazione di aspirazione dei primi sei serbatoi che costituiscono il 50% parte del carico di carburante. Le operazioni dovrebbero durare 28 giorni, e poi si passerà agli altri sette serbatoi". Altro aspetto, ha ricordato il governatore, è quello dei rifiuti che escono dalla nave. ''La nave è una vera e propria città - ha detto - ed esce di tutto. La Provincia di Grosseto ha dato disponibilità a individuare un sito di stoccaggio. Dopo lo svuotamento ci preoccuperemo come procedere alla rimozione. Insieme a Provincia e enti abbiamo poi avviato una procedura di pianificazione se ci fossero fenomeni di inquinamento e sversamento incontrollato".

17:10 Il ministro Gnudi: "Una ferita e un colpo gr ave al turismo" "Uno schiaffo, una ferita profonda allo scrigno del Giglio, un colpo grave all'industria del turismo e all'immagine dell'Italia": è così che il ministro del Turismo Piero Gnudi definisce il disastro della Costa Concordia, su 'Sette'. Il ministro sottolinea il giro di affari legato al turismo di crociera: "Nel 2010 i porti italiani hanno registrato un movimento di circa dieci milioni di turisti in crociera nel Mediterraneo, per un giro d'affari stimato per il nostro Paese superiore ai 4,5 miliardi di euro, circa un terzo dell'intero fatturato europeo e circa il 10% del business mondiale" e chiede al Paese "di rispondere": "Con i fatti, innanzitutto. Il rispetto inflessibile di leggi, regolamenti, codici di condotta che esistono e sono sufficienti a tutelare vite e territori. E con gli esempi: quello della straordinaria solidarietà della gente del Giglio e delle tante persone che hanno messo a repentaglio le loro vite per soccorrere i passeggeri o il comportamento esemplare del Comandante della Capitaneria di Porto di Livorno". Il ministro si dichiara poi "addolorato dal fatto che la condotta irresponsabile di un uomo possa danneggiare un settore cresciuto del 400% dal 2.000 a oggi e che dà lavoro a migliaia di persone" e lancia un appello: "Non possiamo sprecare questa risorsa che ha tutte le caratteristiche per intercettare una parte significativa dei flussi del nuovo turismo internazionale e che rappresenta un fattore importante del rilancio economico del nostro Paese"

16:48 Domani il procuratore generale Deidda in procura a Grosseto Il procuratore di Grosseto, Francesco Verusio, «in relazione al procedimento penale relativo al naufragio della Costa Concordia ha sollecitato un incontro con il Procuratore generale presso la Corte d'Appello di Firenze, Beniamino Deidda, già opportunamente informato delle attività di indagine in corso. Il Pg ha aderito all'invito e si è dichiarato disponibile a incontrare domani mattina, presso la procura della Repubblica di Grosseto, il procuratore e i sostituti che si occupano dell'indagine». E' quanto rende noto un comunicato diffuso dallo stesso Verusio nel pomeriggio.

16:15 Rossi, Toscana parte civile al processo «Vogliamo affiancare all'opera della magistratura anche il nostro supporto, dichiarandoci parte offesa e quando ci sarà uno sbocco processuale ci costituiremo anche parte civile». Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in una comunicazione al Consiglio regionale sul naufragio della nave Costa. «E' giusto che la Toscana - ha aggiunto - si costituisca al meglio nei vari procedimenti per ottenere risarcimenti a favore del territorio e della popolazione». Secondo Rossi «questa nave risponde a una società americana ed è bene che sia chiamata in causa» e inoltre «non vogliamo lasciare nulla di scontato, perchè questa è una ferita non solo per chi ha perso i loro cari ma anche per la Toscana stessa».

15:50 Maitre: "Né chiacchiericci né donne in plancia" «Non c'erano assolutamente nè chiacchiericci nè donne» sulla plancia di comando della nave Costa Concordia quando si è verificato il naufragio davanti all'Isola del Giglio il 13 gennaio scorso. Lo ha detto, sentito al telefono dal Tg1, il maitre di bordo Antonello Tievoli. In plancia di comando «io c'ero - ha raccontato Tievoli - sono stato invitato in plancia, stavo da una parte in rigoroso silenzio, mio malgrado ero lì, il comandante era al comando della nave, e dava ordini al timoniere». «Lo capisco - ha continuato il suo racconto il maitre - che tutti cercano di scrollarsi di dosso eventuali colpe, ma quando si sentirà, speriamo, la scatola nera, il Vdr, in cui sono registrate le voci, le immagini, tutto quanto, si capirà che sulla plancia c'erano questi ufficiali che facevano, purtroppo non l'hanno fatto bene fino in fondo, il loro dovere e che non c'erano assolutamente nè chiacchiericci nè donne. Non c'era nessuno». Ad una domanda su Schettino, il maitre Tievoli ha risposto che «non mi sembrava assolutamente il guascone come lo dipingono».

15:40 Costa: "Mai offerto sconti agli ospiti della Concordia" Costa Crociere non ha offerto «nessuno sconto per future crociere agli ospiti a bordo della Concordia coinvolti nel tragico incidente» dello scorso 13 gennaio. Lo precisa una nota della compagnia. «La priorità - si legge - è sempre stata quella di fornire la massima assistenza e il massimo conforto alle persone coinvolte».

15:18 Sospesa la pubblicità della Costa in segno di cordoglio In seguito al naufragio della Concordia, Costa Crociere ha «sospeso tutte le iniziative pubblicitarie programmate per cordoglio e rispetto nei confronti di chi è stato colpito da questa tragedia». Lo precisa in una nota la compagnia, precisando che «non è stato possibile bloccare solo una comunicazione postale già partita ad alcuni clienti a fine dicembre».

14:22 Identificata la donna siciliana È stata identificata un’altra vittima del naufragio della Concordia: è Luisa Virzì, 49 anni originaria di Enna, il cui cadavere è stato recuperato nella zona sommersa della nave nei giorni scorsi. La donna era a bordo della Costa Concordia assieme all’amica Maria Grazia Trecarico, che risulta ancora dispersa. Con loro viaggiavano anche la figlia di quest’ultima, Stefania, e il suo fidanzato Andrea Ragusa, che invece si sono salvati.

13:41 Trovato un altro cadavere I sommozzatori dei vigili del fuoco  hanno trovato un altro corpo, nella parte della poppa sommersa, sul ponte tre. Si tratta di una donna. Salgono così a 16 i morti accertati del naufragio della Costa Concordia.

12:52 Il procuratore convoca i pm Il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, ha convocato nel suo ufficio prima di mezzogiorno i tre sostituti che lo affiancano nell’inchiesta sul naufragio della nave
Costa Concordia, i pm Stefano Pizza, Maria Navarro ed Alessandro Leopizzi per una riunione operativa rivolta a definire il proseguimento delle attività di indagine e più segnatamente quello dell’inchiesta in relazione alle nuove fasi procedimentali. Tra questi, secondo quanto si ricava a Grosseto, i prossimi interrogatori, i prossimi testimoni da sentire, lo svolgimento del maxi incidente probatorio, eventuali nuovi indagati.

12:24 Ungheria, si spaccia per madre di una dispersa In Ungheria una donna si è presentata spacciandosi per la madre della cittadina ungherese scomparsa sulla Costa Concordia, mentre la vera madre è deceduta tre anni fa. Lo ha annunciato in un comunicato il ministero degli esteri Budapest. Jozsef Toth, responsabile del servizio stampa del ministero, ha detto all’agenzia Mti che, dopo l’apparizione della donna, le autorità hanno effettuato accertamenti sulla presunta madre, constatando che si è in realtà trattato di una imbrogliona. Il ministero si è rammaricato dello spiacevole episodio, invitando tutti ad astenersi dal cercare di ottenere vantaggi illegali, sfruttando l’incidente della Costa Concordia. Le autorità ungheresi hanno informato anche quelle italiane del caso.

11:50 Costa: mai avuto pc da Schettino La compagnia Costa ribadisce di non aver ricevuto il personal computer nè altro da Francesco Schettino, il comandante (ora sospeso) della nave Costa Concordia. L’azienda prende spunto da quanto riportato oggi da alcuni organi di informazione (specie quotidiani, ndr) circa una persona della stessa azienda che avrebbe ricevuto il pc di Schettino. La compagnia fa sapere di aver sentito la persona indicata - una donna, bionda, immortalata dalle immagini televisive e dalle foto accanto a Schettino la mattina di sabato 14 sul molo dell’Isola del Giglio - e quindi «smentisce categoricamente di aver ricevuto alcunchè dal comandante Schettino».

11:36 Clini: penso eviteremo perdita carburante  Il ministro dell’Ambiente, Ruggero Clini, crede che, considerata la competenza del commissario Franco Gabrielli, e degli esperti dello stesso ministero si eviterà «il rischio più grave» per l’affondamento della nave Concordia, quello della perdita del carburante. «Abbiamo dichiarato lo stato di emergenza -ha spiegato Clini a margine di un convegno sull’auto elettrica a Milano -, il commissario che abbiamo nominato è bravissimo e sta estendo in maniera direi perfetta l’emergenza e noi stiamo aiutando con i nosti esperti e con i nostri mezzi i lavori in corso». «Per questo credo - spero - che si riesca ad evitare il rischio più grande che è quello della perdita del carburante, comunque siamo in buone mani».

11:22 L'Italia non ha ratificato la convenzione danni «Sugli indennizzi, c’è una convenzione che entrerà in vigore dall’1 gennaio 2013, ma molti stati membri, come l’ Italia, non l’hanno ancora ratificata». Lo ha detto il commissario europeo ai Trasporti Siim Kallas, nel corso di un intervento sulla tragedia dellaCosta Concordia in Commissione Trasporti del Parlamento europeo.

11:20 Gabrielli: pompaggio da sabato L’inizio delle operazioni di trasferimento del carburante dalla Concordia prenderanno il via sabato. Lo ha detto il prefetto Franco Gabrielli parlando durante il briefIng quotidiano. Da quel momento le operazioni proseguiranno h24.

11:14 Esami tossicologici su Schettino dal 26 gennaio Si svolgeranno a partire dalle ore 9 del 26 gennaio, all’Istituto di medicina legale dell’ Università Cattolica di Roma, gli esami tossicologici sui campioni biologici prelevati al comandante della Concordia, Francesco Schettino, il 17 gennaio scorso. È quanto stabilito, ricevendo stamani il conferimento dell’incarico, il consulente tecnico d’ufficio della Procura di Grosseto, professor Marcello Chiarotti. La Procura ha chiesto a Chiarotti di accertare se Schettino abbia preso stupefacenti prima del naufragio.

11:11 Gabrielli: sei persone ancora da identificare Le persone da identificare sono sei, tre uomini e tre donne. Lo ha detto Franco Gabrielli, commissario delegato all’emergenza all’Isola del Giglio, chiarendo i dati della struttura commissariale sulla questione dei dispersi. «I dispersi sono 23 - ha detto Gabrielli -. Quindici sono i corpi recuperati, 9 sono stati identificati e 6 sono ancora da identificare. È in atto da parte del pool di polizia scientifica un esame autoptico di alcuni di questi».

11:10 La comunità di Sant'Egidio aiuta i lavoratori stranieri La Comunità di Sant’Egidio ha aiutato i lavoratori stranieri che si trovavano sulla Costa Concordia. Si tratta - precisa un comunicato - di 350 persone (180 cittadini filippini e 170 indonesiani) rimasti senza nulla, lontani dal loro Paese e dalle loro famiglie. «Si è parlato di loro come degli "angeli" - osserva l’ organizzazione - che hanno aiutato e portato in salvo centinaia di persone. Lavoratori provenienti da pesi lontani, erano sbarcati completamente bagnati, infreddoliti e quasi tutti a piedi nudi. Nessuno di loro aveva abiti di ricambio, nè una famiglia o una casa a cui chiederli. Si sono rivolti alla Comunità  di Sant’Egidio che, dal Centro di raccolta e smistamento di Roma ha inviato in poche ore ai naufraghi giacconi, scarpe, generi di prima necessit… e indumenti pesanti con cui potersi coprire».

10:45 Chiazza d'olio, già iniziata la bonifica Mezzi della Castalia, le unità antinquinamento del Ministero dell’ambiente, stanno procedendo alla bonifica della chiazza d’olio avvistata a nord del luogo in cui è naufragata Costa Concordia. La chiazza, composta da oli lubrificanti e alimentari, tensioattivi e detergenti, è stata circondata con le panne assorbenti. Secondo le prime analisi non si tratterebbe di uno sversamento di carburante dalla Concordia.

10:24 Kallas: "Non aspettiamo incidenti per muoverci" «Siamo molto attivi nel voler introdurre delle norme più severe e complete riguarda la sicurezza (delle navi passeggeri): noi non aspettiamo certo un incidente per farlo». Lo ha detto oggi il commissario europeo ai trasporti Siim Kallas, nel corso di un intervento davanti alla commissione trasporti del Parlamento europeo.  Il commissario ha quindi raccontato che proprio lo scorso 13 gennaio, giorno in cui vi è stato l’incidente della Costa Concordia, la Commissione Europea ha «tenuto una riunione di lavoro per considerare eventuali proposte per migliorare la sicurezza delle navi passeggeri». «Abbiamo avuto dei noti esperti - ha spiegato Kallas -, e anche loro hanno detto ’bisogna fare qualcosa prima che qualcosa succedà».

8:19 Iniziati i lavori di bonifica. Sono cominciate le operazioni di avvicinamento al relitto di Costa Concordia da parte della Smit Salvage, che stamani eseguirà la prima ispezione sul relitto. Il pontone principale viene allestito con i materiali e nelle prossime ore saranno eseguite le operazioni di ispezione dello scafo. Intanto, due unità di palombari della Marina Militare apriranno un varco sul ponte 3 per consentire la prosecuzione dei lavori di ispezione e ricerca dispersi.  I sommozzatori della Smit eseguiranno delle ispezioni dello scafo a circa 18-20 metri di profondità. Secondo quanto appreso, è necessario vedere le condizioni dello scafo della Concordia prima di ’attaccarè la prima cassa di carburante in sicurezza. Intanto i palombari della Marina hanno fatto saltare l’acciaio a poppa della nave all’altezza del ponte 3. Il varco aperto dall’esplosivo consentirà nuove ricerche di dispersi da parte dei sommozzatori dei vigili del fuoco.