Attenti a non sbagliare la tosatura

Eleonora Bertoli che gestisce il nuovo Vanity Dog a Colline

Bertoli (Vanity Dog): in estate meglio una lavata al mese

 LIVORNO. A pelo lungo, arricciato, corto, rasato. Cani e gatti domestici si preparano all'estate e, per scrollarsi di dosso la polvere della cattiva stagione, ma anche per allontanare pulci e zecche, vanno nei loro "saloni di bellezza".  «Pulizia sì ma nel rispetto delle regole», dice Eleonora Bertoli, 22 anni, livornese, addestratrice di cani, dogsitter e toelettatrice di cani e gatti che ha rilevato da pochi giorni Vanity Dog a Colline. «Non tutte le razze si possono tosare: per il pastore tedesco, il labrador, il maremmano, che nella stagione calda fanno la muta, per esempio, la tosatura può essere addirittura un rischio, perché privando la loro pelle di pelo toglie anche la protezione dai raggi solari».  Cosa si deve fare allora per mantenere freschi e puliti i nostri "amici" anche quando il termometro sale?  «E' consigliabile lavarli periodicamente: in estate una volta al mese, a meno che sopraggiunga un'emergenza. E spazzolarli tutti i giorni, due o tre volte, per evitare i nodi e il deposito di polvere».  Quali sono i cani più complicati da trattare?  «I barboni. Di tutte le taglie: la loro toelettatura comprende sei tipologie e per ognuna bisogna agire in modo diverso».  Eleonora, quando è nata la sua passione per gli animali?  «Ho cominciato a camminare attaccata alla coda di un cane e ai cani, mi sono dedicata con passione fin da piccola, complice l'allevamento familiare di setter irlandesi e il nonno che mi ha portato con lui alle mostre».  Setter a parte, qual è la sua razza canina preferita?  «Amo molto i cocker. Ne ho uno di dodici anni che mi segue ovunque e soffre di malinconia quando mi allontano da lui».  Come si chiama?  «Pony Express: l'ho preso nell'allevamento di una signora che mette ai suoi cuccioli solo nomi di film».  Torniamo al suo lavoro. E' facile o difficile?  «Molti pensano che sia semplice e qualcuno si improvvisa toelettatore, pensando che basti saper lavare cani e gatti, ma non lo è affatto. Io ho dovuto studiare a lungo e fare molta pratica. Bisogna avere prontezza di riflessi, equilibrio, pazienza. Nel mio negozio arrivano animali di tutte le taglie, dal più piccolo al gigante. C'è il cane pauroso, quello aggressivo, il gatto isterico quello sornione e affettuoso. Per ognuno bisogna usare un metodo diverso, capire come acquistare la fiducia. Ed è vietato assolutamente aver paura: se si temono morsi o graffi è meglio cambiare mestiere. Ma anche se si è schizzinosi perché occuparsi dell'igiene degli animali, dalle operazioni più semplici ai trattamenti antiparassitari, non è cosa da gente con la classica "puzza sotto il naso"».  La sua esperienza le fa pensare che gli umani amino davvero gli animali?  «In linea di massima sì, ma ci sono tante incoerenze e le regole non vengono quasi mai rispettate. Non capisco per esempio perché si pongano divieti dappertutto e poi si permetta cani, gatti, uccellini, pesci, criceti, in condizioni pietose e antigieniche nei mercati e nelle fiere, senza che nessuno fermi gli abusi».  

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