Gherlone: "Stiamo iscrivendo il Livorno in serie D". Salvetti: "Non gli darò lo stadio"

L'assemblea dei soci ha revocato la messa in liquidazione. Ma c'è il problema dello stadio. Il sindaco: "Non posso dare il campo per legge né voglio farlo"

LIVORNO. L'assemblea dei soci del Livorno Calcio è riuscita a revocare la messa in liquidazione. "Stiamo iscrivendo il Livorno alla serie D", ha annunciato il liquidatore Pier Paolo Gherlone al Tirreno alle ore 15.50 di giovedì 22 luglio. L'unico intoppo potrebbe essere rappresentato dalla disponibilità dello stadio: la convenzione tra As Livorno Calcio e Comune è infatti in corso di decadenza per morosità.

Gherlone spera comunque di avere il sì da parte del Comune entro stasera. "Abbiamo mandato la Pec, ora tocca al sindaco - dice il liquidatore -. Chiunque ci sia noi o altri, il Livorno giocherà li. Questo è  il Livorno non il Borgorosso".

Ma il sindaco Luca Salvetti, contattato dal Tirreno, è stato perentorio: "La situazione non è cambiata rispetto a un mese fa. Il Livorno è moroso. Per legge non posso dare loro lo stadio, né voglio darlo".

"La posizione dell'amministrazione comunale sullo stadio rimane quella che ha portato al procedimento di decadenza - aggiunge il sindaco -. Spinelli e gli altri soci hanno deciso di iscrivere la squadra? E’ nelle loro facoltà e hanno pieno diritto di farlo. Dopo l’iscrizione si vuol riaprire un dialogo con il comune? Ci portino il nuovo assetto societario, il piano economico finanziario, il budget per la parte sportiva e dei giovani, il progetto tecnico e le garanzie per i lavoratori dipendenti, a quel punto ci potremmo sedere al tavolo per riparlare dello stadio".

Salvetti continua: "Al momento attuale l’A.s. Livorno non ha pagato le proprie pendenze, il Comune rientrerà di ciò che deve avere grazie alla fideiussione, che ricordo non è un metodo di pagamento ma una garanzia da utilizzare quando siamo di fronte ad un soggetto debitore che non rispetta gli impegni presi. Il comune, per legge, non può instaurare accordi di nessun tipo con chi è moroso o lo è stato e non è affidabile nell’ambito di convenzioni che instaurano diritti ma anche doveri".

Decine di tifosi hanno contattato nelle ultime ore il primo cittadino che nei giorni scorsi ha avuto contatti continui con la tifoseria. "Tutta la città è su questa lunghezza d’onda - dice Salvetti -, voltare pagina per tornare a vivere la propria passione in tranquillità e con il sorriso sul volto, anche sopportando di ripartire da categorie non consone al blasone del Livorno. Questa posizione dell'amministrazione è nell'interesse di tutti i tifosi amaranto ed ha fondamento anche nelle normative che regolano gli atti di un ente pubblico".

Il Livorno potrebbe tuttavia indicare un campo alternativo provvisorio. E dovrebbe ugualmente riuscire intanto a iscriversi sub iudice in attesa di trovare un campo su cui giocare.