Livorno, tassisti infuriati sotto al Comune: «Da mesi non lavoriamo più, aiutateci»

Un taxi in sciopero (Foto d'archivio)

La protesta organizzata a livello nazionale per chiedere supporto e tutele al governo

LIVORNO. Decine di taxi sotto al Palazzo comunale. Anche a Livorno le “auto bianche” hanno scioperato, nella mattina di venerdì 6 novembre, seguendo la linea nazionale dettata dalla categoria, che chiede al governo sostegno per il crollo degli affari in seguito all’esplosione della pandemia di coronavirus. Alcuni tassisti hanno esposto anche cartelli sulle auto per manifestare tutta la loro amarezza. I lavoratori denunciano un calo del lavoro di circa l’80-90%. Nonostante lo sciopero, nella giornata di venerdì sono stati garantiti – da parte dei taxi – i servizi ospedalieri. «Siamo costretti a fermarci perché non abbiamo neanche più i soldi per il carburante – spiega Alessandro Genovese, responsabile Ugl taxi a livello nazionale– abbiamo trasportato per mesi medici e pazienti, abbiamo adeguato le nostre auto con paratie per il Covid, ci siamo comprati mascherine, guanti e gel a spese nostre dandole anche agli utenti sprovvisti, ma ad oggi gli aiuti che ci sono arrivati sono davvero minimi. E in più lo Stato continua a chiederci le tasse». Poi, ieri, è arrivata la risposta della viceministra dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli: «La settimana scorsa abbiamo incontrato una delegazione di organizzazioni di rappresentanza dei tassisti, ci hanno chiesto di velocizzare il decreto interministeriale sul “Buono Viaggio”. È stato firmato, e sblocca così i 35 milioni del fondo, previsto dal decreto “Agosto”, finalizzato all’erogazione di un buono utilizzabile da persone con disabilità, ovvero appartenenti ai nuclei familiari più esposti agli effetti economici della crisi pandemica o in stato di bisogno, residenti nei comuni capoluogo di città metropolitana o capoluoghi di provincia». —