Livorno, gli imprenditori scendono in piazza contro il decreto anti-virus del Governo

Due manifestanti all'iniziativa organizzata tramite Facebook in piazza della Prefettura

Titolari di bar, ristoranti e palestre chiedono aiuti concreti per non finire schiacciati a causa delle chiusura anticipate ordinate dal presidente del consiglio

LIVORNO. Poco più di un centinaio di persone alla manifestazione organizzata su Facebook contro l’ultimo decreto del Consiglio dei ministri. L’appuntamento alle 15.30 di sabato 31 ottobre davanti alla prefettura, a Livorno. L’afflusso delle persone è stato tranquillo e al momento non si registrano disordini. In piazza molti imprenditori. Fra loro Luca Papaianni, vicepresidente Api Toscana (l’associazione delle Partite Iva) e referente per Livorno: “Con la nostra protesta vogliamo unire tutte le categorie”, dice

Sono arrivate anche persone dal resto della Toscana. Come il ristoratore Raffaele Saviano, proprietario del “Rewind” di via Verdi, a Pontedera: “La richiesta è aiuti concreti - dice - ci vuole l’annullamento di ciò che bisognerebbe pagare quest’anno. C’è bisogno che il Governo si faccia carico dei costi di gestione delle attività. Gli affitti? Il credito di imposta non serve. Se non incasso, non guadagno. Il credito di imposta va dato al proprietario, già penalizzato dal fatto che non gli pago l’affitto deve versare le tasse”.

C’è anche il campione mondiale di kick Boxing Massimo Rizzoli, che ha una palestra in città, il Rendoki:  “Siamo per capire come mai ogni movimento va in una sola direzione - spiega - Si penalizza una sola categoria. Un provvedimento. Normalmente tutto va su due fronti. C’è la pericolosità del virus, ma uno che ha un’associazione o un’attività non puoi dire tu chiudi punto e basta. Devi sostenerlo. Io sono stato sei mesi chiuso. Chiedo di sospendere le utenze e bloccare i mutui. Mentre intervieni sulle spese vive annulli i mutui. Al tempo stesso dai alle persone che hanno vissuto di quel lavoro qualcosa che ti permetta di vivere”, dice.

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