Sfuma il blitz di centrodestra, ora Salvini studia un nome condiviso

Prevale la prudenza: il leader evita la spallata. Ma Forza Italia vuole Casellati 

Incontri a notte fonda e vertici al mattino. All’improvviso tutti hanno fretta, nessun dorma. Matteo Salvini riunisce le truppe varie volte durante la giornata, i grandi elettori alternano eccitazione, poca, a stanchezza, molta. I riti bizantini e soprattutto romani dell’elezione del presidente della Repubblica sono faticosi. Siamo però nelle ore decisive, bisogna scegliere la strategia senza rompere i molti equilibri da cui dipende il destino del segretario: partito, coalizione, governo. Fare quadrare tutto è complicatissimo. Il dilemma di Salvini resta in piedi: cercare un candidato di consenso o tentare la prova di forza? Non c’è più tempo per la melina. Per tutto il giorno le due ipotesi vengono prese in considerazione, e a tarda sera sembra prevalere la linea della prudenza: niente colpi di mano e negoziato a oltranza (nei limiti) con il centrosinistra.

Fin dove si può spingere Salvini per arrivare al risultato ancora non è chiaro, «il punto di caduta è Casini», spiega una fonte di Forza Italia. L’ex presidente della Camera non è di certo il candidato che il centrodestra sperava di poter eleggere, «è la prima volta negli ultimi 30 anni che possiamo mandare al Colle uno dei nostri», si ripete da settimane nella coalizione. Ma i numeri non sono solidi, le defezioni quasi certe di molti parlamentari di Toti e Brugnaro, le fragilità di Forza Italia e le rivalità tra Meloni e Salvini suggeriscono cautela nelle prove di forza. La riserva non è sciolta, oggi il centrodestra si riunirà alle 8.30 del mattino per cercare una linea comune da seguire in aula. E soprattutto per decidere la posizione da portare al tavolo dei negoziati. Salvini pensa a diverse ipotesi, l’ultima è quella di Sabino Cassese, il costituzionalista è la carta a sorpresa. Il leader della Lega sarebbe andato a trovarlo nella sua abitazione ai Parioli, secondo quanto riportato da Il Foglio, una circostanza smentita da Salvini «mai stato lì oggi». Ma il nome fa parte di una nuova lista ancora da definire con l’obiettivo di fare breccia nel fronte rivale. Forza Italia insiste su Maria Elisabetta Casellati. Dall’ospedale San Raffaele Silvio Berlusconi ha dato il mandato a Antonio Tajani e Licia Ronzulli, che gli hanno fatto visita ieri, di portare il nome della presidente del Senato al vertice del centrodestra. La sua però è una candidatura che ha perso molto peso nella giornata di ieri. Il Cavaliere, che sarà dimesso forse tra oggi e domani, non ha cambiato linea su Mario Draghi, «il no al trasloco del premier è molto netto», dicono i suoi. Paola Severino, invece, «sarebbe una provocazione», dice un fedelissimo. Nemmeno Casini è una scelta del leader di Forza Italia, ma gli azzurri potrebbero convergere su di lui nel caso di un accordo largo, se la Lega ci sta, gli azzurri non faranno storie.

Per tutto il giorno è stata in piedi l’ipotesi di tentare una forzatura, votando uno dei nomi della terna proposta martedì, Marcello Pera, Letizia Moratti o Carlo Nordio. L’alternativa era scoprire una delle carte lasciate nel taschino, Casellati, o dello stesso Guido Crosetto, candidato di bandiera di Fratelli d’Italia che ieri ha preso quasi il doppio dei voti rispetto a quelli del partito della Meloni. Oggi il quorum si abbassa, bastano 505 voti, nessuno però nel Carroccio si illude di potercela fare, visto anche il forte rischio di franchi tiratori all’interno di Forza Italia. Un dirigente di primo piano insiste con il leader: «Dobbiamo votare un nome nostro, serve per contarci e poi andare a negoziare con più peso». Ma la reazione dura del Pd a questa ipotesi, con la minaccia di crisi di governo, unita a qualche incertezza sulla tenuta della coalizione ha fatto propendere per la linea morbida. Ma le strategia cambiano di continuo e non ci si può distrarre: «Tenetevi pronti, anche alle 3 di notte», dice Salvini ai suoi.

(fonte: La Stampa)