Quirinale, Berlusconi: “Non mi candido per responsabilità nazionale, i voti li avevo. Draghi resti a Palazzo Chigi”. Salvini: “Ora proposta di alto profilo”

Il Cavaliere ha voluto incontrare prima i leader del suo partito. Poi l’annuncio: «L’Italia ha bisogno di unità»

Silvio Berlusconi non si candiderà al Colle. L’annuncio all’inizio del vertice del centrodestra. Cominciato con tre ore di ritardo, e senza il Cavaliere. Che ha affidato le sue riflessioni a una nota: «Sono grato agli italiani che mi hanno incoraggiato», scrive il Cavaliere. «Ora si proceda nel più breve tempo possibile, spero che ci sia ampia convergenza sul nome del nuovo capo dello stato». E ancora: «Lavorerà con i leader del centrodestra per un nome di vasto consenso».

L’incontro a sorpresa
Questo il punto cruciale della intensa giornata di oggi. Iniziata con l’incontro, convocato a sorpresa da Berlusconi nel primo pomeriggio, con i leader di Forza Italia prima del vertice di centrodestra. Un incontro dal quale erano uscite due novità. La prima: l’appoggio incondizionato di tutti gli alti vertici del partito, dai ministri ai sottosegretari, alla decisione di Berlusconi. E poi una linea precisa, indicata da Antonio Tajani: «La linea di Forza Italia è che Mario Draghi non vada al Quirinale, rimanga a Palazzo Chigi, dove è inamovibile, e che nel governo non ci debbano essere né rimpasti, né nuovi ingressi». Parole ribadite in una nota a firma dello stesso Cavaliere. «Draghi deve completare la sua opera». 


I motivi della rinuncia: «L’Italia ha bisogno di unità»
Berlusconi, nella nota, va oltre e spiega i motivi della sua decisione: «Dopo innumerevoli incontri con parlamentari e delegati regionali, anche e soprattutto appartenenti a schieramenti diversi della coalizione di centro-destra, ho verificato l'esistenza di numeri sufficienti per l'elezione. E' un'indicazione che mi ha onorato e commosso: la Presidenza della Repubblica è la più alta carica delle nostre istituzioni, rappresenta l'Unità della Nazione, del Paese che amo e al servizio del quale mi sono posto da trent'anni, con tutte le mie energie, le mie capacità, le mie competenze. Nello stesso spirito, ponendo sempre l'interesse collettivo al di sopra di qualsiasi considerazione personale, ho riflettuto molto, con i miei familiari ed i dirigenti del mio movimento politico, sulla proposta ricevuta. L'Italia oggi ha bisogno di unità, al di là della distinzione maggioranza-opposizione, intorno allo sforzo per combattere la gravissima emergenza sanitaria, per far uscire il paese dalla crisi».

«Ora un nuovo nome in tempi brevi»
«Da oggi lavoreremo quindi con i leader del centro-destra, che rappresenta la maggioranza nel Paese ed a cui spetta l'onere della proposta», continua la nota, «per concordare un nome in grado di raccogliere un consenso vasto in Parlamento. Occorre individuare una figura capace di rappresentare con la necessaria autorevolezza la Nazione nel mondo e di essere garante delle scelte fondamentali del nostro Paese nello scenario internazionale». 

Le mosse del centrodestra
Ora dunque tocca anche a Salvini e Meloni. Come ha fatto sapere lo stesso leader della Lega. «Berlusconi rende un grande servizio all'Italia e al Centrodestra, che ora avrà l'onore e la responsabilità di avanzare le sue proposte senza più veti dalla sinistra». Alla riunione romana, presenti anche Maurizio Lupi, Lorenzo Cesa e Giovanni Toti, il Cavaliere non si è collegato. In sua vece c’erano Antonio Tajani e Licia Ronzulli. Ma i nodi da sciogliere sono anche altri: la durata della legislatura, per esempio, sulla quale secondo voci vicine ai leader della coalizione sarebbe nata una accesa discussione.

(fonte: La Stampa)