Il partito del «Bunga bunga»: i racconti dei peones corteggiati al telefono da Berlusconi

LaPresse

Il leader di Forza Italia ha chiamato di persona decine di deputati per convincerli a votarlo

«Ciao Cristian, ti interessa il partito del bunga bunga?». Cristian è Cristian Romaniello, eletto alla Camera con i Cinquestelle, dal 2 marzo 2021 nel gruppo Misto. Lunedì sera è a casa, in provincia di Pavia. Squilla il telefono: «Ero con la mia compagna e i bambini, mi chiama Sgarbi, nulla di strano, ogni tanto ci sentiamo per commentare e interpretare i dati covid. Poi mi dice, “aspetta che ti passo un amico nostro grillino”. Era Berlusconi. Inizialmente pensavo fosse un imitatore o qualcuno che si spacciava per lui, qualcuno del mestiere». Accento svedese alla Fantozzi, come nella celebre telefonata in cui il ragioniere si camuffa con molletta, patata, imbuto, asciugamano e conca di rame? «No, no, dopo un po’ ho capito che era proprio lui. E' stata abbastanza veloce come telefonata, un paio di minuti, ha parlato prevalentemente lui. Di Europa, del quadro internazionale. Ha fatto un paio di battute, l’ho trovato brillante. Una sul partito del bunga bunga. Ma non ha parlato di Quirinale. Io gli ho detto che quando sono arrivato alla Camera mi sono chiesto se avrei mai parlato con lui. Adesso posso dire che mi ha addirittura chiamato». Classe '88, Romaniello è psicologo. Berlusconi, come sempre, ha preso informazioni: «Ha detto che ammira il mio lavoro sul benessere psicologico e sulla prevenzione del suicidio, e che spera di leggere il mio libro appena possibile. Mi ha chiesto anche la dedica».

Di telefonate eleganti, che allungano la vita e la carriera, Berlusconi e Sgarbi quella sera da Arcore ne fanno a decine. Bianca Laura Granato è senatrice del gruppo Misto, ex Cinquestelle. «Lunedì sera ho ricevuto una telefonata di Sgarbi- racconta in radio a “Un giorno da pecora” - che poi mi ha passato Berlusconi. Si è presentato, ha detto “sono il signore del bunga bunga”, poi mi ha ricordato tutto quello che gli è capitato in passato, le sue vicissitudini giudiziarie. Voleva sondare il terreno in vista della candidatura» per il Quirinale, ma «devo essere sincera non mi è stata fatta nessuna proposta o richiesta, né io ho assunto alcun impegno perché siamo su posizioni diametralmente opposte». Il bunga bunga «è una piacevolezza, non c'è nessun reato», spiegava qualche anno fa Berlusconi. Oggi quel piacere corre lungo le linee telefoniche, per sedurre indecisi, curiosi, spericolati. Ad aiutarlo, alla Camera, ci sono il capogruppo Paolo Barelli e Michela Vittoria Brambilla che sondano deputati e deputate. «Mi hanno contattata, ma mi sono subito mostrata indisponibile», giura Gloria Vizzini, ex M5S, oggi nel Misto. Gli ami non vengono lanciati solo ai grandi elettori di quella vasta prateria che sono i gruppi misti di Camera e Senato; ci sono anche i centristi di Azione e Italia Viva da stuzzicare. «Berlusconi ha chiamato tutti i miei- dice Matteo Renzi a Porta a porta- ma non me, l'ultima volta ci sentiamo sentiti ad agosto». Sgarbi, che imperversa un po' dappertutto, dà un’altra versione: «Berlusconi ha parlato con Renzi. Deve parlare anche con Letta e Conte. Lui si occupa dei colloqui con i leader. Io lo aiuto come 'centralinista' nei colloqui con i singoli deputati. E' convinto di avere 70 voti in più rispetto ai numeri del centrodestra», che parte da 450 voti. Quanto basta per superare lo scoglio dei 505 necessari dalla quarta votazione.

«Berlusconi se la gioca in quarta votazione nella modalità che più spesso l’ha premiato- prevede Gianfranco Rotondi- l’azzardo totale». Più lontana dai riflettori si muove Sandra Lonardo. Eletta in Senato alle politiche del 2018 come capolista di Forza Italia nel collegio proporzionale Avellino-Benevento, oggi è nel gruppo Misto. «Io non telefono, preferisco incontrare i miei colleghi, dopo 4 anni ci conosciamo bene. Provo a convincerli della bontà della candidatura di Berlusconi. Ho parlato con un po' di persone e ce ne sono almeno due o tre che mi hanno manifestato una buona predisposizione. Berlusconi è un nome spendibile, credo se la possa giocare».

(fonte: La Stampa)