Draghi: “Lo Stato è pronto a aiutare le imprese per affrontare i costi della transizione tecnologica”

Il premier: «Abbiamo l’obbligo morale di aiutare l’Afghanistan». E sui vaccini dice: «La campagna proceda spedita ovunque»

«Lo Stato deve essere pronto ad aiutare cittadini e imprese nell’affrontare i costi di questa complessa trasformazione» legata al Next Generation Ue. Lo ha detto il premier Mario Draghi al Forum economico italo-tedesco. «Almeno un quinto dei fondi del programma Next Generation Ue è destinato alla transizione digitale. Intendiamo aiutare le imprese a innovare e rendere più facile la vita ai cittadini. Puntiamo a modernizzare il settore pubblico, a partire da scuole e ospedali nelle aree depresse. A diffondere le conoscenze digitali, perché siano strumento di mobilità sociale e di superamento delle diseguaglianze», ha aggiunto.

Poi, nel videomessaggio con cui è intervenuto al 15esimo Forum economico Italo-Tedesco «Ripartiamo con l’Europa!» organizzato dalla Camera di Commercio italo-germanica a Cernobbio, il premier ha detto: «I rapporti tra Italia e Germania sono saldi e profondi: i due paesi condividono lo stesso obiettivo strategico, il completamento del percorso d'integrazione europea». «Trovo molto appropriato il motto che la Camera di Commercio ha scelto per festeggiare il suo centenario: "Crescere Insieme”. Dopo i drammi della pandemia, vogliamo procedere uniti su un percorso di sviluppo rapido, inclusivo e sostenibile».

Afghanistan.

Spostandosi, nel pomeriggio, al G20 Interfaith Forum, Draghi ha poi parlato dell’Afghanistan: «Negli ultimi giorni, stiamo assistendo a immagini che ci riportano agli anni più bui nella storia del Paese. In particolare, alle donne, che negli scorsi venti anni avevano riacquistato diritti basilari, come quello all'istruzione, oggi rischia di essere vietato persino di praticare sport, reprimendo altresì la loro rappresentanza nel governo. Come comunità internazionale abbiamo un obbligo morale verso un Paese in cui siamo stati per venti anni. Un obbligo di aiuto umanitario, di prevenzione del terrorismo, di sostegno alla tutela dei diritti umani». 

Vaccini. 

«Per sconfiggere la pandemia, la campagna di vaccinazione deve procedere spedita ovunque» a livello globale. «Solo così potremo salvare vite, frenare il contagio, evitare l’emergere di pericolose varianti». Per Draghi, «dopo il trauma della pandemia, l’economia mondiale è di nuovo in crescita. Tuttavia, la ripresa non coinvolge tutti allo stesso modo. Secondo le previsioni più recenti, la maggior parte dei Paesi del G20 recupererà il terreno perduto durante la crisi sanitaria entro il 2022. Questo non avverrà per due terzi degli Stati più fragili. Le conseguenze per i più poveri rischiano di essere drammatiche» ha proseguito Draghi. D’altra parte, secondo la Fao, a causa la pandemia ci sono oltre 150 milioni di persone denutrite in più, motivo per cui - ha aggiunto Draghi - «il G20 ha promosso un pacchetto di misure per sostenere le economie in via di sviluppo, che coinvolge il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. Abbiamo raggiunto un accordo per facilitare la ristrutturazione del debito per i Paesi eccessivamente indebitati. C’è ancora molto lavoro da fare per aumentare le risorse, per coinvolgere i creditori privati che non partecipano a questa intesa, la quale per ora ha beneficiato un numero esiguo di Paesi. Occorre vigilare sugli impegni già presi ed essere pronti a prenderne di più coraggiosi».

Europa. 

«Un'Europa più forte dal punto di vista economico, diplomatico e militare è il solo modo per avere un'Italia più forte e una Germania più forte», ha proseguito Draghi. «Germania e Italia sono il motore manifatturiero dell'Unione europea. Dalle nostre fabbriche proviene circa metà della sua produzione industriale. Dalla meccanica ai mezzi di trasporto, siamo spesso un'unica catena del valore - segno tangibile dei vantaggi del mercato unico e dell'unione monetaria».

Italia-Germania.

«Nel 2020, gli scambi tra i due Paesi ammontavano a 116 miliardi, più di quanto valessero gli scambi dell'Italia con Stati Uniti e Cina messi insieme», ha spiegato il premier. «La Germania commercia più con la Lombardia che con la Turchia. E l'Italia commercia più con la Baviera che con l'intera Polonia. La nostra prosperità e il nostro benessere dipendono in larga parte dall'essere uniti».

«Il forum di quest'anno», ha concluso Draghi, «ha al centro i temi della sostenibilità, della digitalizzazione e dell'interconnessione tra le nostre economie. Sono sfide che l'Unione europea ha deciso di affrontare con uno strumento innovativo: il Next Generation EU. Un programma che rappresenta un'opportunità unica per lo sviluppo dei nostri Paesi e per il rafforzamento dell'Unione. Entrambi abbiamo destinato circa il 40% delle risorse alla transizione ecologica. Vogliamo accelerare l'impegno di decarbonizzazione, ridurre le emissioni e puntare su tecnologie all'avanguardia come l'idrogeno, su cui c'è una collaborazione strutturata a livello europeo. I tempi di questo processo devono essere ambiziosi, ma compatibili con le capacità di adattamento delle nostre economie».

Prima di quello del premier italiano, il video messaggio della cancelliera Angela Merkel: «La Camera di commercio italo-tedesca ha fatto tanto affinché i nostri due Paesi crescessero assieme», ha dichiarato. «Oggi per continuare a farlo puntiamo a sostenibilità e digitalizzazione».

Ad aprire i lavori, insieme all’intervento della Presidente AHK Italien Monica Poggio: «Nel 1921», ha dichiarato, «Italia e Germania hanno scelto la collaborazione per vincere le sfide del futuro, dopo un passato tremendo. Oggi, nel 2021, nel nostro centenario, proviamo a lasciarsi alle spalle una pandemia che ha messo a dura prova i nostri sistemi economici». Ad approfondire i temi chiave della ripartenza del Vecchio Continente, sul palco del forum anche il presidente di Confindustria Bonomi,

(fonte: La Stampa)