Green pass, è battaglia: Salvini attacca, il governo cerca la mediazione

Il leader leghista: «Non roviniamo la vita a milioni di italiani, no all’obbligo per docenti e alunni». Gelmini: «Allargato per incentivare le vaccinazioni»

La battaglia sul green pass infuria all’interno del governo, nel giorno in cui l’esecutivo è chiamato a decidere le nuove misure che regoleranno la vita degli italiani nelle prossime settimane. All’interno della cabina di regia di Draghi la discussione è ancora in corso: si cerca una mediazione, a partire proprio dalle misure dell’estensione del passaporto sanitario, fortemente contestate da Matteo Salvini.

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«A me interessa non rovinare la vita di milioni di italiani che ancora non sono coperti dal vaccino», ha dichiarato il leader della Lega ad Agorà. «Molti non possono farlo, per motivi di salute. Complicare la vita a queste persone con l'obbligo del Green pass? Non scherziamo. Non possiamo fermare a metà luglio una stagione turistica che sta faticosamente ripartendo. Soprattutto in un momento in cui, anche se risalgono i contagi, le terapie intensive restano quasi vuote».

Salvini è andato oltre: «L'obbligo vaccinale per insegnanti e personale scolastico non serve", ha dichiarato. «Oggi l'80% del personale insegnante è vaccinato, a settembre si arriverà al 90%. Quindi la copertura è ampiamente garantita. Io sono per la spiegazione, la convinzione, l'educazione mai per la costrizione, i licenziamenti, le multe».

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La risposta della Gelmini. «L'utilizzo del green pass verrà allargato per conseguire due obiettivi: incentivare le vaccinazioni ed evitare nuove possibili chiusure», ha dichiarato Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, ai microfoni del Tg1. «L'unico modo per sconfiggere il virus è avere fiducia nella scienza».

L’opinione della comunità scientifica. «Il green pass è un'opportunità da sfruttare laddove i contagi raggiungono numeri significativi che possono far introdurre delle restrizioni», ha dichiarato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. «Green pass significa lotta alle restrizioni, va utilizzato in maniera graduale e proporzionata. Se la situazione epidemiologica dovesse portare a un incremento cospicuo dei casi, e secondo me in Italia supereremo i 10mila per fine agosto, le alternative - ha spiegato - sarebbero le restrizioni o il green pass. Allora si può utilizzare il green pass per i luoghi dove c'é maggiore assembramento fino alla piccola cosa quotidiana, come andare al ristorante. Oggi per la piccola cosa quotidiana non serve, ma se arrivassimo a 60mila casi come nel Regno Unito allora sarebbe una misura necessaria per evitare le chiusure. Il green pass scioglierebbe tanti nodi in tante situazioni della quotidianità che oggi sono bloccate. Le discoteche sono chiuse, e' meglio aprirle col green pass o tenerle chiuse? Direi che è meglio che siano aperte col green pass. Negli ospedali ci potranno essere molto più visite ai propri cari grazie al green pass" ha concluso».

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Intanto Coldiretti fa le prime stime i wuanto il Green Pass obbligatorio possa danneggiare le attività di ristorazione. La misura - sottolinea l'organizzazione agricola - interessa circa 360 mila ristoranti, trattorie, pizzerie, agriturismi dei quali solo poco più della metà dispone di spazi all'aperto dove tuttavia sono notevolmente aumentati i coperti grazie alle flessibilità concessa sull'utilizzo degli spazi pubblici. Niente ristorante al chiuso senza tampone per oltre un italiano su quattro (26%) con la possibilità di ingresso solo per le persone che hanno avuto almeno una somministrazione o sono guarite dal Covid. 

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«Il Green Pass è fondamentale per far ripartire il Paese, non possiamo chiedere ai cittadini di rispettare questa regola senza dare noi l'esempio. Ecco perché il certificato deve essere obbligatorio anche per i parlamentari e per i dipendenti delle Camere, per permettere ai lavori di procedere in sicurezza e per dare un segnale al Paese», commenta Emilio Carelli, deputato di Coraggio Italia. «Nessun privilegio per i politici perché il Green Pass è uno strumento indispensabili per tornare alla normalità e garantire la sicurezza di tutti. Se ci aspettiamo che la situazione migliori, dobbiamo essere noi parlamentari per primi a dare l'esempio dimostrandone l'efficacia e fattibilità» conclude Carelli.

(fonte: La Stampa)