Caso Report, Matteo Renzi presenta denuncia sull’incontro in autogrill: possibile grave violazione della riservatezza

Chiesta l’acquisizione del video della donna e delle telecamere fisse

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, e il suo avvocato Lorenzo Pellegrini, hanno consegnato alla Digos di Firenze l'esposto-denuncia, annunciato due giorni fa dall'ufficio stampa di Renzi, sul colloquio da lui avuto con il dirigente del Dis Marco Mancini nell'autogrill di Fiano Romano il 23 dicembre 2020, episodio di cui ha dato conto la trasmissione Report. Nell'esposto - di cinque pagine - si ipotizza che lo stesso Renzi sia stato seguito e intercettato.

La circostanza che la ripresa video sia stata girata fortuitamente da una professoressa di passaggio, in sosta nella stazione di servizio, la quale poi l'abbia inviata alla redazione di Report, è un racconto che per Renzi e il suo legale appare "alquanto contradditorio", invece «è possibile che Matteo Renzi sia stato seguito e/o che qualcuno abbia violato la Costituzione e la Legge intercettando e riprendendo in modo illegittimo un parlamentare».

Più che una ripresa fortuita, si legge, «una vicenda accuratamente orchestrata». Nella denuncia Renzi si dice non convinto che sia stato possibile captare parole sue e di Mancini a distanza solo con un finestrino dell'auto, della professoressa, tenuto abbassato, anche perché il personale delle scorte di entrambi non avrebbero notato «alcun mezzo privato fermo per 40 minuti» nei pressi del colloquio. «Con quale mezzo», riporta la denuncia, sarebbe stata ascoltata la conversazione? Per il leader di Iv le «circostanze potrebbero essere verificate agevolmente dall'autorità giudiziaria attraverso acquisizione ed analisi delle video riprese del 23 dicembre 2020 nell'autogrill» e pure «del video e delle foto girato dalla donna per capire se vi siano state manipolazioni o alterazioni che risultano possibili da una prima analisi superficiale».

«I mezzi con cui la captazione è avvenuta - ancora l'esposto - destano preoccupazione non solo per il senatore Matteo Renzi ma per un'attività illecita condotta ai danni di un membro del Parlamento e dunque in violazione della Costituzione».

(fonte: La Stampa)