Allarme Confcommercio: “Rischiano di chiudere 300 mila imprese”

L’Associazione di categoria: «Servono ristori più adeguati e sono urgenti moratorie fiscali più ampie e la proroga della moratoria sui prestiti bancari. Occorre un nuovo e robusto scostamento di bilancio

«Servono ristori più adeguati, più inclusivi e più tempestivi e sono urgenti moratorie fiscali più ampie e la proroga della moratoria sui prestiti bancari. Occorre un nuovo e robusto scostamento di bilancio». Non ha dubbi sulla ricetta per la ripartenza Enrico Postacchini, membro di giunta con incarico commercio e città che in audizione davanti alle commissioni Bilancio e Finanze del Senato sul Dl Sostegni ha illustrato i rischi della recessione per Cvid. «Un crollo dei consumi pari, nel 2020, a 128 miliardi di euro; un rischio chiusura di circa 300 mila imprese del commercio al dettaglio non alimentare e del terziario di mercato, delle quali 240 mila in diretta conseguenza della crisi di reddito e di liquidità, cui occorre sommare una stima di riduzione del lavoro autonomo, ordinistico e non ordinistico, di circa 200 mila unità», ha detto sintetizzando l'impatto economico e sociale dell'emergenza Covid-19 in occasione dell'audizione di Confcommercio sul decreto Sostegni. 

(fonte: La Stampa)