Astrazeneca agli over 65, arriva anche Johnson & Johnson. Speranza: "Entro l'estate tutti vaccinati"

Due novità questa settimana sul fronte vaccini. E una maggiore disponibilità di dosi in arrivo. La promessa del ministro: "Entro l'estate tutti gli italiani che lo vorranno potranno essere vaccinati"

Entro l'estate tutti gli italiani che lo vorranno potranno essere vaccinati. È l'obiettivo, ma anche la promessa, del ministro della Salute Roberto Speranza che, rispetto alla campagna vaccinale anti-Covid in atto, si mostra ottimista: superate le iniziali difficoltà legate al taglio di dosi consegnate, il prossimo trimestre sarà infatti decisivo e le vaccinazioni subiranno una forte accelerazione. Anche perchè in arrivo ci sono altri nuovi vaccini, ed il ministro si dice "aperto"  pure al russo Sputnik a patto che giunga il via libera europeo.

I tempi per le successive fasi delle vaccinazioni si preannunciano dunque serrati poichè il prossimo trimestre, ha spiegato lo stesso Speranza, sarà quello decisivo: "Dal 1° aprile ci aspettiamo l'arrivo di oltre 50 milioni di dosi, e puntiamo a raggiungere almeno metà della popolazione. Quindi alla fine del secondo trimestre dell'anno ci troveremo in una situazione in cui la maggioranza sarà vaccinata ed entro l'estate conto che tutti gli italiani che lo vorranno potranno esserlo".

Nel solo mese di marzo, l'Italia riceverà infatti dalle aziende farmaceutiche più vaccini di quelli ricevuti dal 27 dicembre al 28 di febbraio. Insomma, "siamo in una fase di accelerazione e le vaccinazioni - ha detto Speranza - aumenteranno sempre di più". A fare la differenza sarà anche la prevista disponibilità di nuovi vaccini, oltre a quelli già in uso di Pfizer, Moderna e AstraZeneca.

L'11 marzo dovrebbe infatti arrivare il via libera dall'Agenzia europea dei medicinali Ema al vaccino di Johnson & Johnson, che ha la caratteristica di essere monodose e non richiede un richiamo, ma sotto la lente Ema ci sono anche i vaccini della tedesca Curevac e dell'americana Novavax. Ad allargare la disponibilità di dosi contribuirà, inoltre, l'estensione dell'indicazione d'uso in Italia per il vaccino AstraZeneca, che potrà essere somministrato ai soggetti over-65 e non più limitatamente alla fascia d'età 18-65 anni. Lo stesso Speranza ha annunciato l'arrivo entro i primi giorni della prossima settimana della circolare che darà la nuova indicazione:  "Ci sono nuove evidenze che dimostrano che il vaccino di AstraZeneca può essere usato su tutte le fasce generazionali  - ha chiarito - e già da domani o dopodomani ci sarà una circolare che andrà in questa direzione".

Più dosi disponibili che consentiranno, quindi, di accelerare con la campagna e che dovrebbero segnare anche un cambio nella strategia vaccinale: verrà meno, secondo quanto anticipato dal direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, il criterio delle categorie e si offrirà invece il vaccino alla popolazione intera in modo più flessibile e per fasce d'età.

Quanto allo Sputnik, Speranza sottolinea di non avere preclusioni, purchè le verifiche delle agenzie preposte abbiano buon fine e  quando ciò avverrà, ha assicurato, "siamo pronti a collaborare con le autorità russe per rafforzare la produzione". Da parte sua, il presidente del Fondo russo Rdf, Kirill Dmitriev, ha dichiarato che "c'è un grande dialogo con l'Italia e ci sono regioni che vorrebbero produrre Sputnik: annunceremo 20 collaborazioni, compresa l'Italia, entro fine marzo e la produzione dello Sputnik in Italia - ha detto - può già partire a giugno".

Intanto, cresce la preoccupazione per le varianti del virus SarsCov2, indicate da Speranza come una "nuova sfida rispetto alla quale siamo costretti a tenere misure ancora molto rigorose". Ad allarmare è in particolare l'aumento dei ricoveri nei soggetti più giovani tra 40 e 60 anni, avverte Massimo Andreoni, primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, secondo il quale ciò farebbe temere una maggiore virulenza della variante inglese, la più diffusa. E c'è anche un nuovo elemento da considerare, afferma Corrado Spinella, direttore del Dipartimento di scienze fisiche del Cnr: la diffusione delle varianti impatta sull'indice di trasmissibilità Rt, uno dei parametri chiave per il monitoraggio dell'epidemia ed il cui calcolo va, dunque, urgentemente modificato.