Il ministro Speranza: “Natale, il 26 e il 1° gennaio spostamenti vietati anche tra Comuni. Prime dosi di vaccino a gennaio”

Le prima fiale contro il virus andranno agli operatori socio-sanitari, e agli anziani delle Rsa. Per la distribuzione sarà coinvolto l’esercito. Campagna vaccinale tra la primavera e l’estate

La sintesi è questa: la terza ondata è dietro l’angolo, ci vuole rigore. La riassume così il ministro Roberto Speranza nelle sue comunicazioni a Palazzo Madama. Del resto, spiega, «siamo consapevoli dei sacrifici» chiesti con le misure del governo «ma senza sarebbe stato difficile tenere la curva sotto controllo e il servizio sanitario non reggerebbe». L'Rt è sceso da 1,7 a 1,08 in 4 settimane e tutto dovrebbe confermare che continuerà a scendere. «Sono fiducioso – aggiunge il ministro – che a breve l'indice possa scendere sotto 1 e questo è essenziale per portare il contagio sotto controllo». Ma sin quando ciò non accade, resta necessario il rigore per fronteggiare l’emergenza. Certo, i primi segni di «stabilizzazione ci sono», chiarisce ma sono necessari sacrifici per il mantenimento. «L'onda – ammette il ministro – è ancora molto alta quindi attenzione a non scambiare un primo raggio di sole con scampato pericolo. Non facciamoci illusioni, se abbassiamo la guardia la terza ondata è dietro l'angolo». Proprio per queste ragioni, specifica, Roberto Speranza «è necessario il più possibile limitare i contatti non indispensabili tra le persone».

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Durante le feste natalizie, dunque, «vanno disincentivati gli spostamenti interregionali e limitati anche gli spostamenti tra i Comuni». Una misura severe, «per non disperdere il “patrimonio” conquistato sino ad oggi». L'obiettivo del governo, infatti, è piegare la curva senza un lockdown generalizzato. «L'esperienza di queste settimane – aggiunge il ministro – ci dice che la scelta di un modello su gradi di rischio appare essere in grado di appiattire la curva del contagio senza un lockdown. La situazione pero è seria e non può essere sottovalutata».

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Quindi, il nodo dei vaccini. La leva più forte che la comunità internazionale aspetta per arginare il coronavirus. Una prospettiva sempre più alla portata, tant’è che dice il ministro Speranza, «che le prime fiale del siero arriveranno a gennaio. L’acquisto sarà centralizzato centralizzato, e la distribuzione avverrà con il coinvolgimento dell’esercito. Il siero anti Covid sarà somministrato gratuitamente a tutti gli italiani. 

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E’ probabile che saranno necessarie due dosi per ogni vaccinazione, l'Italia ha opzionato 202 milioni di dosi». Il vaccino, come già anticipato nei giorni scorsi dal premier Giuseppe Conte non sarà obbligatorio ma l’obiettivo resta quello di raggiungere al più presto l'immunità di gregge.

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I primi a riceverlo saranno gli operatori socio-sanitari, i residenti delle Rsa e gli anziani. Ad oggi, comunque, sono state indicate due date da Ema: fine dicembre per il vaccino Pfizer e 12 gennaio per quello di Moderna: il nostro Paese avrà 8 milioni di dosi da Pfizer e 1,346 mila dosi da Moderna. Cuore della campagna vaccinale secondo le previsioni sarà tra la prossima primavera e l'estate. I primi mesi dell’anno nuiovo, dunque, saranno cruciali. Non a caso saranno chiamate in campo anche le forze armate che stanno già costituendo – come spiega il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini – Uno speciale gruppo di pianificazione, denominato Joint Operations Planning Group, proprio per la distribuzione dei vaccini alla popolazione italiana, sulla base delle necessità individuate dagli Enti responsabili del Piano complessivo». «La Difesa – chiarisce il ministro – partecipa, infatti, fin dalla sua costituzione, al Gruppo di lavoro intersettoriale del Ministero della Salute su “Vaccini e vaccinazioni anti Covid-19”. E, come avvenuto fin dall’inizio della pandemia, le Forze Armate resteranno costantemente impegnate in aiuto al Sistema Sanitario Nazionale e ai cittadini».  

(fonte: La Stampa)