Coronavirus, Conte: “Stiamo lavorando per maggiori cautele a Natale. La scuola va riaperta il prima possibile”

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il suo omologo spagnolo Pedro Sanchez durante il vertice intergovernativo tra Italia e Spagna a Palma di Maiorca

«Stiamo lavorando per maggiori cautele a Natale». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte durante la conferenza stampa a Palma di Maiorca dove si è recato per il vertice italo-spagnolo con Pedro Sanchez. «Ho avuto dei colloqui con i rappresentanti delle istituzioni Ue - ha proseguito il premier - per cercare di promuovere e ottenere un coordinamento in particolare per gli impianti sciistici e le vacanze di Natale. Non possiamo di poter vivere delle vacanze natalizie in montagna come negli altri anni, se c'è una risposta Ue io la auspico e credo sia opportuna».

Le restrizioni anti-Covid del Natale e per scongiurare il timore di una terza ondata saranno il tema di due incontri previsti per oggi: alle 18 con il Cts e il ministro Speranza, alle 19 nel vertice di Conte con i capi delegazione dei partiti di  maggioranza.

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«La scuola per la didattica in presenza va riaperta il prima possibile». E l’altro tema forte su cui è intervenuto il Presidente del Consiglio indicando con chiarezza la priorità dell'esecutivo non sono i campi da sci, ma la scuola. Quando verranno riaperte tutte le aule? «Non appena la curva dell'epidemia lo consentirà». E le vacanze sulla neve? Sarà possibile sciare in Austria e non in Italia? «Ho parlato con Michel e Von der Leyen. Serve una risposta coordinata Ue sui campi di sci. Non possiamo pensare di poter vivere delle vacanze natalizie in montagna come negli altri anni».

Conte disincentiverà il turismo degli sciatori italiani all'estero: «Ci stiamo premurando di evitare trasferimenti transfrontalieri. Non vogliamo limitarli, ma evitare che se si va all'estero per le vacanze si possa rientrare senza nessun controllo sanitario». Per quanto riguarda il Natale il Governo emanera' presto direttive: «Possiamo definire già nei prossimi giorni delle misure che, al di là della colorazione delle regioni, siano adatte a intervenire su occasioni molto intense di socialità, caratteristiche del periodo natalizio. Ci rendiamo conto che i cittadini hanno bisogno di sapere per programmare gli spostamenti. Pensiamo si debbano introdurre maggiori cautele per prevenire un'impennata nei contagi, che dobbiamo evitare».

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Sulla Ue Conte ritiene che il prossimo Consiglio Europeo sarà decisivo per il Recovery Fund, nonostante i veti posti da Polonia e Ungheria. «Il prossimo Consiglio europeo sarà risolutivo per rendere operativi gli impegni presi, ma siamo fiduciosi, che continuando a lavorare insieme con coraggio e determinazione, anche Paesi che esprimono posizioni che portano a una frenata si convinceranno che tutti i cittadini europei non possono aspettare». Anche sui migranti Contesensibilizza quei Paesi della Ue che si sentono lontani dall'emergenza. «Dobbiamo lavorare su meccanismi efficaci di redistribuzione nella Ue. Ci sono Paesi nella Ue che si sentono ai margini dei problemi derivanti dalla questione migratoria. Ma un domani la migrazione potrebbe arrivare dall'est e i problemi sarebbero gli stessi».

Sulla sanità Conte rassicura Speranza: «Le risorse sono adeguate grazie alla legge di bilancio e ai fondi che arriveranno dal Recovery». Con i capidelegazione di maggioranza ieri Conte non ha approfondito il tema del Mes, ma quello dell'Unione bancaria. L'Italia accetterà i fondi del Mes? «L'importante - conclude il premier - è che la sanità abbia risorse adeguate. Non conta lo strumento».

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(fonte: La Stampa)