Afghanistan, l’esercito italiano accelera il ritiro dal Paese. Scoppia il caso sul volo verso Herat: permesso negato sui cieli degli Emirati

Mezzi militari italiani in Afghanistan

Il contingente nazionale al rientro dopo 20 anni. Il ministro della Difesa Guerini: «L’Afghanistan non torni un rifugio per terroristi. Disappunto e stupore per il sorvolo negato»

Si avvia a conclusione la quasi ventennale presenza del contingente italiano in Afghanistan. Ad Herat è arrivato oggi il ministro della Difesa Lorenzo Guerini per il saluto finale ai militari e la cerimonia dell'ammaina-bandiera alla base di Camp Arena, che sarà consegnata alle forze di sicurezza locali. Le operazioni di rimpatrio di uomini (erano 800 a inizio anno) e mezzi, avviate a maggio, si concluderanno a breve, in sintonia con l'accelerazione impressa dagli Usa che intendono lasciare il Paese entro metà luglio, in anticipo sulla data simbolica dell'11 settembre annunciata dal presidente Joe Biden. 

Afghanistan, ammainata la bandiera Italiana a Herat

Il permesso di volo negato

Gli Emirati Arabi negano a un boeing 767 dell'aeronautica militare il sorvolo nei loro cieli, costringendo il comandante Valentina Papa ad atterrare in Arabia Saudita (Dammam) e cambiare il piano di volo. Il velivolo, con a bordo 42 giornalisti e soldati dell'Esercito, era diretto a Herat per assistere alla cerimonia di ammaina bandiera del contingente italiano, un rito simbolico che segna la fine della missione militare alla presenza del ministro, Lorenzo Guerini, del comandante Nato Austin Miller e del generale Enzo Vecciarelli. La cerimonia a causa dell'imprevisto è stata rinviata di circa 4 ore. Nessun problema per il titolare della Difesa che invece ha viaggiato su aereo civili, arrivando come previsto in mattina.

Su istruzione del ministro degli Esteri Luigi Di Maio il segretario generale del ministero degli Esteri ambasciatore Ettore Sequi ha convocato alla Farnesina l'ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti Omar Al Shamsi. Lo rende noto la Farnesina. La decisione dopo che gli Emirati Arabi Uniti hanno negato il passaggio nel loro spazio aereo al C130 dell'aeronautica militare italiana con a bordo giornalisti e militari diretti a Herat in Afghanistan, per la cerimonia dell'ammaina bandiera che segna il ritiro delle truppe italiane dal tormentato Paese. Sequi – aggiunge la nota - ha manifestato all'ambasciatore «la sorpresa e il forte disappunto per un gesto inatteso che si fa fatica a comprendere».

Le parole di Guerini: «L’Afghanistan non torni rifugio di terroristi»
«Non vogliamo che l'Afghanistan torni ad essere un luogo sicuro per i terroristi. Vogliamo continuare a rafforzare questo Paese dando anche continuità all'addestramento delle forze di sicurezza afghane per non disperdere i risultati ottenuti in questi 20 anni». Lo ha detto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ad Herat in occasione dell'ammaina-bandiera per la conclusione della missione Nato nel Paese. La sfida «è ancora aperta, dobbiamo continuare ad essere al fianco degli afghani. I nemici della pacificazione cercheranno di fermare questo processo» e quindi «continueremo a fare la nostra parte».

Sul caso del volo negato dagli Emirati Arabi, ha aggiunto: «La questione non è dipesa da noi, sono state mosse alcune iniziative di carattere diplomatico, è stato convocato l'ambasciatore degli Emirati al ministero degli Esteri per chiedere spiegazioni e per manifestare tutto il disappunto e lo stupore per avere negato il sorvolo rispetto a decisioni che erano già state comunicate, assunte e garantite». 

(fonte: La Stampa)