C’era una volta l’Euro: la Banca centrale europea studia le nuove banconote

Verranno stampate nel 2024, dopo le consultazioni con i cittadini

C’Euro una volta. La moneta unica ha fatto certamente il suo tempo e ancora lo farà, ma ha anche fatto il suo corso (legale), ed è giusto aggiornarla. La Banca centrale lavora alle nuove banconote, che intende realizzare entro il 2024 dopo lavori tematici e consultazioni con i cittadini. Un lavoro con gli europei per una moneta veramente degli europei. «Le banconote in euro sono un simbolo tangibile e visibile che siamo uniti in Europa, ma dopo 20 anni, è tempo di rivederne l’aspetto», sostiene la presidente della Bce, Christine Lagarde. Gli attuali pezzi da 5, 10, 20, 50, 100, 200 euro si rifanno a un’eurozona nel frattempo cambiata. La moneta unico ha fatto il suo ingresso nella vita degli europei a gennaio 2002 (ma esisteva già dal 1999 come valuta virtuale), e da allora l’hanno introdotta altri sette Paesi (Slovenia, Cipro, Malta, Slovacchia, Estonia, Lettonia e Lituania). La Croazia vorrebbe farne la sola valuta nazionale entro il 2023, e allora la creazioni di nuove banconote nel 2024 potrebbe aiutare a tener conto anche di questo ulteriore allargamento della zona euro. O meglio: il 2024 è il limite ultimo per definire i bozzetti, cui seguiranno le date di emissione dei tagli nella loro versione rinnovata.

Le banconote si caratterizzano per ponti e finestre, immagini dominanti dal forte significato simbolico. La moneta unica di un’Europa che unisce i suoi Stati, e i cittadini che possono ammirare un’Europa mai vista prima. Idee che sembrano obsolete, ribadisce anche Fabio Panetta, membro italiano del comitato esecutivo della BCE. «Vogliamo sviluppare banconote in euro con cui i cittadini europei possano identificarsi».

Proprio i cittadini giocheranno un ruolo in quest’opera restyling. Per concepire i nuovi disegni, i nuovi temi, i nuovi colori e mettere tutto questo su carta (moneta) ci si affiderà anche ai cittadini. Ma innanzitutto si formeranno gruppi specifici di lavoro interni. Una volta creati questi gruppi, saranno loro ad avviare le consultazioni pubbliche. Saranno guidati da un da un esperto per ciascun Paese (per l’Italia designato Fabio Beltram, professore di Fisica della materia all’università Normale di Pisa) e raccoglieranno le opinioni delle persone in tutta l’area dell’euro su possibili temi per le future banconote in euro.

Sulla base di queste consultazioni al Consiglio direttivo della BCE, cui comunque spetta la decisione finale, verrà sottoposta una rosa di opzioni tematiche, che vanno dalla storia, alle scienze naturali, dall’arte alle scienze sociali, dall’innovazione alla tecnologia. Nascerà così il nuovo Euro, nella sua nuova veste, che col tempo sostituirà quello attualmente in circolazione. Così, oltre a diversificare il portafoglio si potrà anche diversificare nel portafogli.

(fonte: La Stampa)