Matanodotti e impianti a gas nell’antica Cina

L’uso del metano potrebbe risalire al 960 d.C., quando in Italia si scriveva “Sao ko kelle terre...”

Ma i cinesi sono arrivati prima di noi in tutto? Hanno anticipato l’Occidente in tutte le sue invenzioni? Lasciamo perdere gli spaghetti (vecchia questione e potenziale ferita all’orgoglio italico). Su un piano più strettamente tecnologico sappiamo che la Cina ha fatto da battistrada a livello mondiale nell’utilizzo della polvere da sparo. A volte si cita anche il caso della macchina a vapore, re-inventata in Europa nel Settecento ma già nota ai cinesi (come semplice giocattolo) uno o due secoli prima; però si può andare ancora più indietro e allora le cose cambiano: c’è un testo latino (cioè euro-mediterraneo) del IV secolo in cui viene descritto un progetto di macchina a vapore che sembra in grado di funzionare (poi non si sa se il congegno sia mai stato realizzato davvero).

Un altro primato cinese riguarda l’uso del metano. È accertato che in Cina già nel Cinque-Seicento non solo si bruciava il gas naturale per ricavarne calore ma lo si andava a cercare sottoterra trivellando pozzi fino a 100 metri di profondità e oltre, ed esistevano addirittura gasdotti (costruiti con il bambù!) per trasportare queste preziosa fonte di energia sulla distanza di qualche chilometro - più di così non si poteva pretendere, dato il materiale utilizzato.

La pratica però non era nuova in quei secoli; si trattava di una tecnologia che fra il Cinque e il Seicento risultava già ben collaudata. Ci sono testimonianze scritte, ma che si fanno via via più vaghe man mano che si risale nel tempo, secondo cui il metano veniva usato dai cinesi come fonte di energia anche molto prima; sì, ma quanto prima? A prendere per buone certe fonti scritte, di non sicurissima interpretazione, potrebbe trattarsi persino di un’epoca antecedente l’anno Mille.

Un manoscritto cinese che ci racconta (a quanto sembra) dell’uso industriale del metano risale più o meno al 960 d.C. Per fissare dei parametri: in Italia allora si vivevano i Secoli Bui e in quello stesso 960 veniva vergato il cosiddetto Placito di Capua, il più antico documento pervenutoci in volgare («Sao ko kelle terre…»). In Cina veniva invece redatto, fra tanti altri documenti, il «Resoconto illustrato del distretto industriale di Lingjing». Vi figura un paragrafo che non si propone tanto di descriverci il funzionamento dell’apparato a gas, quanto di raccontarci i vividi dettagli di un incidente in cui morirono parecchie persone (succedeva anche questo).

Il fattaccio è narrato così: «La porta di questo pozzo marcì e si sfaldò. Il vapore velenoso ne uscì, risalendo come foschia, e uccise tutti gli operai che si erano calati con le corde nel pozzo per lavorare». A meno che non ci fosse di mezzo il classico Dragone cinese, qui si parla di metano.

(fonte: La Stampa)