Turismo, il report choc: nell’anno della pandemia persi 62 milioni di posti di lavoro

Nella bozza di documento dei ministri del Turismo del G-20 le linee guida per la ripresa economica. Da affrontare crollo del 73% di arrivi turistici

Sono poco meno di 62 milioni i posti di lavoro persi nel settore del turismo a livello globale dallo scoppio della pandemia ad oggi, un calo che corrisponde al 18,5% rispetto al 2019. Questo è solo uno dei dati inseriti nella bozza di documento della riunione dei ministri del Turismo del G20, riuniti sotto la Presidenza italiana e alla presenza del ministro Massimo Garavaglia. A certificare la crisi senza precedenti del settore è anche il dato relativo agli arrivi turistici: a livello internazionale si è infatti registrato un crollo del 73% nel 2020 rispetto all’anno precedente. 
«Le prospettive rimangono incerte – sottolineano i ministri dalla riunione – e gli impatti sono senza precedenti sui gruppi vulnerabili e piccole e medie imprese». Le azioni da intraprendere per la ripresa economica globale sono riassunte in 7 aree chiave da sviluppare nel prossimo futuro: mobilità sicura, gestione delle crisi, resilienza, inclusività, trasformazione verde, transizione digitale e investimenti e infrastrutture.

Un turismo sostenibile
I ministri del Turismo del G20 si dicono impegnati a progettare politiche per un settore turistico sostenibile, inclusivo e resiliente e a promuovere la cooperazione internazionale e pubblico-privato. «Riconosciamo che i governi hanno intrapreso azioni impressionanti per affrontare gli impatti della crisi sul settore del turismo, per supportare le imprese e destinazioni turistiche, minimizzare le perdite di posti di lavoro e per supportare la riprese nel 2021 – si legge nella bozza di documento –. Riaffermiamo il nostro impegno per le azioni concordate durante la presidente del 2020 dell'Arabia Saudita e riconosciamo la necessità di ulteriori sforzi".

Un quadro senza precedenti
I dati rilevati dalla riunione dei ministri G20 vanno a delineare un quadro senza precedenti che era già stato ampiamente profilato dai dati Istat a livello nazionale dell’aprile scorso, quando si era registrato un 44,8% di vacanze in meno in Italia rispetto al 2019 e un -67,9% di viaggi di lavoro, con un crollo dei viaggi verso l’estero pari all’80%. 

Draghi: “Il turismo tornerà più forte”
Anche il premier Mario Draghi è intervenuto sul tema del turismo in conferenza stampa dopo la ministeriale del G20 e ha commentato così l’inflessione del settore: «Le nostre montagne, le nostre spiagge, le nostre città stanno riaprendo. Alcuni settori sono destinati a restringersi ma altri a crescere e io non ho dubbi che il turismo in Italia tornerà più forte di prima. Nel frattempo – prosegue Draghi – il governo intende offrire un aiuto all'industria turistica che ha avuto tanto danno da questa chiusura così prolungata e naturalmente l'industria turistica è figura prominente del nostro Pnrr (Piano Nazionale di ripresa e resilienza, ndr)».

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(fonte: La Stampa)