Aste immobiliari, il settore riprende le attività

Il calo è del 45 per cento rispetto all’anno scorso. Attese 6mila esecuzioni entro fina anno. Raddoppiate le richieste di aiuto di chi teme di perdere la proprietà

Anche il mondo delle aste immobiliari aveva rallentato. A pesare era stata la fase di lockdown e l’incertezza scatenata dalla pandemia. Via via si vede però una ripresa del settore: a settembre 2020 sono state messe all’asta 1.134 case e 6.085 verranno bandite nel prossimi mesi fino a fine anno. È quanto emerge da un’analisi di Case Italia, azienda che offre servizi a utenti che si trovano nella condizione di avere una casa pignorata e/o in vendita all’asta. Nello studio sono stati monitorati i database degli annunci pubblicati dai principali portali italiani specializzati nelle aste giudiziarie immobiliari residenziali.

I dati, se confrontati con quelli dello stesso periodo del 2019, evidenziano un calo delle aste di circa il 45%, presumibilmente correlato agli effetti del Coronavirus sul settore, da una parte per via della sospensione delle esecuzioni immobiliari fino al 30 ottobre e dall’altra per via dell’accavallarsi delle pratiche sospese dall’interruzione delle attività dei tribunali in Italia, dal 9 marzo al 31 maggio 2020. Scenario, quest’ultimo, già descritto dal sesto report del Tavolo di studio sulle esecuzioni T6 che parla di oltre 30 mila aste rimandate nel primo semestre dell’anno, per un valore di quasi 3,7 miliardi di euro e di una diminuzione del 40% (sullo stesso periodo del 2019) delle procedure di esecuzione.«Questo non significa che gli immobili all’asta sono inferiori al passato  – dichiara Lucijana Lozancic, CEO di Case Italia - ma solo che al momento c'è una difficoltà oggettiva a bandire le aste, che probabilmente riprenderà a pieno ritmo solo nel tardo 2021, con un più alto numero progressivo di esecuzioni, le cui stime parlano che dalle attuali 250 mila esecuzioni, si passi nel medio periodo a oltre 500 mila».

Nella ricerca di Case Italia affiora, infatti, un altro aspetto importante: la crescente preoccupazione, di famiglie e imprenditori, che la propria abitazione venga messa all’asta per rientrare da debiti che risultano sempre più gravosi, a causa della diminuzione delle entrate economiche, in particolare nei mesi della quarantena, che oggi non sono state ancora colmate. «Noi operiamo in tutte le zone d’Italia attraverso una rete selezionata di professionisti che vivono il territorio - afferma Lozancic - e da marzo a oggi abbiamo avuto oltre il doppio di contatti, rispetto allo scorso anno, da parte di famiglie, ma anche di titolari di piccole e medie attività commerciali, come bar e negozi, costretti alla chiusura forzata di questa primavera, che sono allarmati dalla loro situazione finanziaria e temono di perdere la casa».La mancanza della possibilità di rientrare dai prestiti contratti, che significa mancanza di liquidità da rimettere nel sistema economico globale, è anche alla base del crescente fenomeno degli NPL (non performing loans), o crediti in stato di insolvenza, che rappresentano sempre più un problema per il nostro sistema edilizio e bancario. E proprio agli NPL, alla loro gestione ottimale, al fine di trasformare una seria difficoltà, in un’opportunità per il creditore, per il debitore e per gli operatori del settore, sarà dedicata la quattordicesima edizione del corso “Guadagnare con le Case”, ideato e diretto dall’imprenditore Andrea Maurizio Gilardoni, che si prefigura di preparare i professionisti dell’immobiliare del futuro. Il corso, già in sold out, si terrà al Palacongressi di Rimini dal 30 Ottobre al 1 Novembre, e negli ultimi cinque anni ha formato oltre 7.000 addetti ai lavori, inserendone professionalmente più di 2.500.

(fonte: La Stampa)