Torna l’interesse dei piccoli investitori per il Btp Italia

Il collocamento della 15esima edizione del titolo tricolore con scadenza ottobre 2027, che si è concluso oggi, ha raggiunto quota 6,75 miliardi di euro. Un livello sicuramente positivo soprattutto se confrontato con l’ultima emissione, quella del novembre scorso, che aveva visto sottoscrizioni molto inferiori, per 2,2 miliardi di euro. Secondo i dati del Tesoro, gli ordini per il Btp Italia in collocamento sono arrivati da 47.395 account retail, vale a dire prevalentemente piccoli risparmiatori, e da 318 istituzionali. Al segmento retail sono andati quasi 3 miliardi di sottoscrizioni (2,99 miliardi). A queste si sono aggiunti 3,76 miliardi assegnati agli istituzionali, a fronte di richieste ben più consistenti: per 9,85 miliardi.

Le date dedicate ai piccoli per sottoscrivere il bond legato all’inflazione italiana erano state ridotte a due giorni. Il tasso cedolare, comunicato questa volta prima dell’avvio dell’offerta agli istituzionali, è stato fissato allo 0,65%. La precedente edizione, aveva invece visto una cedola definitiva all’1,45% in un contesto però in cui lo spread era più elevato e quotava in area 300 punti base (oggi è sui 130 punti base).

Il nuovo Btp si colloca in un contesto favorevole per l’obbligazionario governativo dei Paesi periferici. «Restiamo positivi sugli spread periferici, poiché il Qe della Bce è destinato a continuare nel prossimo futuro e questi Paesi offrono ancora un certo rendimento e un certo valore per gli investitori – dice Mohammed Kazmi, portfolio manager e macro strategist di Union Bancaire Privée (UBP) -. Nell'ultimo trimestre abbiamo realizzato profitti sull'Italia, siamo in attesa di un livello interessante per rientrare».

Per l’esperto, sull’Italia le preoccupazioni dell’Ue per la Legge di Bilancio dovrebbero essere molto meno un focus di mercato rispetto al governo precedente, con cui i rapporti erano molto più conflittuali. «In realtà abbiamo visto gli spread del Btp contrarsi il giorno in cui l'Ue ha chiesto chiarimenti sul bilancio italiano di quest'anno, il che è un esempio calzante. La questione della Legge di Bilancio si inserisce nel contesto di graduale allontanamento del governo da politiche di austerità, con le ultime bozze di bilancio di tutti i Paesi dell’Eurozona che risultano solo marginalmente di supporto alla crescita. Si tratta di qualcosa che l'UE potrebbe dover accettare a ragione, dato che abbiamo visto la Francia fare aggiustamenti simili, ad esempio. Il caso italiano non dovrebbe apparire così negativo se anche tutti gli altri Paesi adottano provvedimenti simili».

(fonte: La Stampa)