Specializzandi in Sanità: la Cassazione apre su pagamenti, rivalutazione degli interessi e borse di studio

Gli avvocati di Consulcesi: «Era il cambiamento in cui abbiamo sempre creduto per rimborsare quell’esercito di specialisti che da oltre 20 anni tuteliamo con forza e determinazione»

ROMA. Sentenza storica per i medici specializzandi: la Corte di Cassazione allontana il rischio prescrizione e crescono le possibilità di avere rimborsi più sostanziosi. Questo grazie soprattutto alla recente pronuncia della Corte di Giustizia europea sulla vertenza dei medici ex specializzandi in tema di rivalutazione degli interessi, prescrizione e adeguatezza delle borse.

La Cassazione con due distinte ordinanze interlocutorie ha ritenuto opportuno rimettere la causa sul ruolo affinché venga discussa in pubblica udienza. Ne dà notizia il pool di legali di Consulcesi, che nell’annunciare le decisioni della Corte e la netta presa di posizione della Commissione Ue aveva già anticipato che la Suprema Corte ne avrebbe necessariamente tenuto conto. Nella sentenza del 3 marzo 2022 la Corte di Giustizia europea infatti aveva confermato il diritto alla remunerazione per i medici iscritti alla scuola di specializzazione prima del 1982. La Cassazione di conseguenza ha rimesso la discussione in pubblica udienza, aprendo di fatto a una rivalutazione del tema.

«La Cassazione sta valutando di rivedere le posizioni che si erano poste in contrasto con le domande dei medici, sia per quelli che non avevano percepito alcuna remunerazione, in quattro iscritti prima del ‘91, sia in favore di quelli che si sono iscritti dopo il 93 e che hanno percepito la borsa di studio, ma che agiscono per un adeguamento di questa borsa. - precisa l’avvocato Tortorella, patrocinante in Cassazione e Corti Europee - In particolar modo, prosegue l’esperto, la Suprema Corte, con due ordinanze interlocutorie, ha rimesso i due giudizi su ruolo perché venga discussa in pubblica udienza la possibilità, sia di rivedere la vecchia giurisprudenza sulla prescrizione, e quindi valutare se posticiparla come noi abbiamo sempre sostenuto, sia per considerare l'impatto che la presa di posizione della Commissione Europea avrà sui ricorsi e sul riconoscimento della rivalutazione e degli interessi, da noi sempre richiesti. In quella sede noi sosterremo le nostre ragioni in favore dei medici e chiederemo che la questione venga rimessa nella sua sede naturale, ovvero la Corte di Giustizia Europea», conclude l’Avvocato.

«Era il cambiamento in cui abbiamo sempre creduto, da noi sempre auspicato – commenta Consulcesi – andremo avanti con coraggio per aiutare l’Italia a rimettersi in pari con l’Europa e finalmente per rimborsare quell’esercito di specialisti che da oltre 20 anni tuteliamo con forza e determinazione».

(fonte: La Stampa)