Meteo, estate 2022 torrida come quella record del 2003: cos’è il fenomeno di “retroazione” e quali saranno le zone più calde in Italia

Le proiezioni dei centri di calcolo per giugno, luglio e agosto sono poco confortanti. Ecco le previsioni: la siccità inciderà sulla prossima stagione. I meteorologi: «Premesse pessime, ma ci vuole cautela»

Ricordate i 48,8 gradi centigradi registrati lo scorso anno a Siracusa, in Sicilia? Ecco, quel record di caldo nel capoluogo siciliano potrebbe presentarsi nuovamente quest'estate. L’inverno e l’inizio della primavera sono stati particolarmente caldi e siccitosi (lasciamo stare il “freddo finto” da inversione percepito nelle zone di pianura del Nord Italia questo inverno) e questo potrebbe avere dei riflessi anche sulla stagione più calda per antonomasia e che comincerà, sotto il profilo meteorologico, l’1 giugno. Quindi a breve.
Dicevamo, le premesse ci sono tutte: «La siccità estrema primaverile può favorire l’insorgenza di un’estate calda e secca – spiega Daniele Cat Berro, meterologo della Smi, la Società meteorologica italiana -, con fenomeni di retroazione: dal suolo secco non c’è evaporazione e, di conseguenza, meno evaporazione significa meno rischio pioggia. Tutto ciò incentiva l’aumento della temperatura che, combinato con particolari fattori sinottici a grande scala, può facilitare lo sviluppo di una stagione estiva particolarmente torrida». Ovvio, si parla di tendenze «per cui l’affidabilità è molto bassa» prosegue Cat Berro. Anche perché, se andiamo a guardare un precedente – il 1992 – «dopo un inverno e una primavera particolarmente siccitosi, a giugno piovve per un mese di fila e ci trovammo tutti a mollo». Insomma preoccuparsi sì, ma con le dovute cautele. Preoccupa piuttosto, la situazione dei ghiacciai: a 3 mila metri abbiamo meno di un terzo della neve che solitamente dovrebbe esserci.


Le estati record
In Italia le 5 estati più calde di sempre sono concentrate dal 2003 in avanti. Quello fu, per antonomasia, l’anno horribilis con una lunghissima estate torrida, la peggiore di sempre. Seguono, in classifica, quella del 2012, poi il 2015, il 2017, il 2019 e la scorsa stagione estiva. Annate, come vediamo, molto ravvicinante e che la dicono lunga su come sia cambiato il clima a livello globale.


Le proiezioni
I centri di calcolo internazionali ora hanno elaborato i dati sulla prossima estate. Il centro meteo di Reading (Ecmwf), uno dei più autorevoli in assoluto, ipotizza tre mesi estivi torridi nell’Europa centrale, in particolare sul Mediterraneo (la Pianura Padana e le regioni tirreniche sono quelle messe peggio). Le anomalie termiche, infatti, oscillano tra +1 e +2,5 gradi.


Sarà come il 2003?
Dire adesso se la prossima estate sarà come quella del 2003 è un azzardo, nonostante le premesse e le notizie che giungono dai centri di calcolo. «Ci sono molti siti e i principali organi di informazioni meteorologica – spiegano i meteorologi de Ilmeteo.it – giustamente iniziano ad azzardare una tendenza volta al grande caldo in vista della prossima estate con anomalie a livello continentale». E questo, appunto, è dimostrato anche dalle mappe di ECMWF, vero leader in campo meteo. «Analizzando i dati climatici del passato salta subito all'occhio come l'Estate del 2003 arrivò dopo una primavera estremamente siccitosa e, almeno nella sua parte finale, anche insolitamente calda. Insomma, le stesse condizioni meteo che stiamo vivendo in questi ultimi mesi» dice nel suo editoriale Mattia Gussoni, de IlMeteo.it.


La presenza sempre più ingombrante dell’anticiclone africano
Un elemento da tenere d’occhio e che spiega anche perché le estati degli ultimi anni sono state particolarmente calde, è la presenza ingombrante dell’anticiclone africano (un tempo, invece, nel Mediterraneo dominava quello delle Azzorre). Insomma, sull’Italia, è l’aria calda africana quella che ormai caratterizza le nostre estati. E questa che si aprirà fra poco più di due settimane, ha tutte le premesse per essere da record. 

(fonte: La Stampa)