Caso camici, prosciolto il governatore della Lombardia Fontana: “Il fatto non sussiste”

MILANO. Il governatore Attilio Fontana è stato prosciolto “perché il fatto non sussiste” dall’accusa di frode nelle pubbliche forniture. E con lui sono stati prosciolti Filippo Bongiovanni e Carmen Schweigl, rispettivamente ex direttore e dirigente di Aria, Pier Attilio Superti, vicesegretario generale della Regione, e Andrea Dini, cognato del governatore e titolare della Dama spa.

Lo ha deciso il giudice Chiara Valori al termine dell’udienza preliminare. Il caso è quello relativo all'affidamento ad aprile 2020, nel periodo più difficile della pandemia, di una fornitura di 75 mila camici da parte della Regione per circa mezzo milione di euro alla Dama spa, società del cognato di Fontana, Andrea Dini. Una fornitura che però fu interrotta (quando ancora non era stato consegnato un terzo del materiale) a maggio 2020, dopo l’interessamento dei giornalisti di Report. Fontana e Dini dissero che in realtà si trattava di "una donazione". E, per risarcire la perdita subita da Dini e dalla sua società, Fontana provò a bonificare 250 mila euro al cognato da un conto svizzero: fatto che portò all’apertura di un'indagine per evasione fiscale e autoriciclaggio che è stata però archiviata.

Fontana prosciolto, "Ricandidarmi in Lombardia nel 2023? La sentenza mi dà più serenità"

L’accusa mossa dai pm Luigi Furno (ora al Tar), Paolo Filippini e Carlo Scalas era proprio relativa alla mancata consegna di parte dei camici alla Regione, in un momento in cui gli ospedali lombardi ne avevano un estremo bisogno.

(fonte: La Stampa)