“Raccomandate ignorate e niente telefono”: i trucchi dei prof per evitare le sospensioni

Solo il 4% del personale scolastico non è vaccinato ma c’è chi riesce ad aggirare l’obbligo

Il nuovo anno è iniziato e le scuole hanno ripreso la loro attività dopo le vacanze di Natale tra contagi, rischi di Dad e gli stessi trucchi di un mese fa quando è andato in vigore l’obbligo vaccinale per insegnanti e personale Ata. Una percentuale molto bassa di lavoratori non è vaccinata, circa il 4%. Sono pochi ma convinti e sufficienti a mettere in difficoltà gli istituti. Per continuare a avere uno stipendio nell’ultimo mese hanno affinato varie tecniche per aggirare l’obbligo. «Non ritirare avvisi di raccomandata - elenca Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma -, bloccare la propria mail, non rispondere al telefono, far scrivere diffide tremendissime da avvocati che minacciano denunce e tribunali, comunicare malattie, ricorrere alla legge 104 per assistere i parenti, dichiarare appuntamento per il vaccino e poi naturalmente disdirlo. La fantasia sanitaria al potere».

Alcuni dei non vaccinati nelle scuole stanno venendo allo scoperto e colpiti dai provvedimenti. È accaduto ieri a Crema, in Lombardia, dove una docente è stata sospesa perché non vaccinata. Ha scritto una lettera ai suoi alunni denunciando di essere stata «amorevolmente sospesa» per aver «rifiutato la benedizione del sacro siero (l’espressione è del bravissimo Diego Fusaro)». Due giorni fa è stata la volta di una dirigente scolastica toscana che ha però spiegato di avere difficoltà temporanee a vaccinarsi e assicura di aver bisogno soltanto di qualche mese per mettersi in regola.

Per non arrivare alla sospensione uno dei trucchi più diffusi è il mancato ritiro della raccomandata che annuncia il provvedimento. Quando ai controlli non risultano le vaccinazioni la segreteria attiva la procedura di sospensione. La comunicazione viene inviata tramite raccomandata ma finché nessuno la ritira la comunicazione viene considerata non avvenuta. È lo stesso metodo utilizzato da chi non intende pagare multe o avvisi di pagamento. L’insegnante si mette in malattia, continua a ricevere lo stipendio mentre il dirigente deve trovare un sostituto. Non è affatto semplice, come ha raccontato all’Ansa Alessandro Artini, presidente dell’Associazione nazionale presidi della Toscana e dirigente scolastico dell’Itis Galileo Galilei di Arezzo. «Se sono assenti gli Ata - ha precisato - li posso nominare dopo 30 giorni quindi rimango un mese senza, mentre i docenti li posso nominare subito, ma se un docente No Vax si vaccina ha immediatamente il diritto di rientrare in servizio quindi se ho preso un supplente sono costretto a licenziarlo. E questo i supplenti lo sanno quindi non sono invogliati a prendere le supplenze, soprattutto se devono spostarsi da un’altra regione».

(fonte: La Stampa)