Picchiato a morte per aver difeso l’amica da uno stalker

Dopo due settimane di coma non ce l’ha fatta Cosimo Damiano Bologna, 50 anni. L’uomo era stato aggredito a Canosa di Puglia per aver tentato di proteggere una donna 

Morto dopo quindici giorni di coma solo per aver difeso l’amica da uno stalker. Cosimo Damiano Bologna, 50enne di Canosa di Puglia, non ce l’ha fatta. Troppo gravi quelle ferite inferte dall’uomo che, da tempo, perseguitava la donna. Un pestaggio violento. Tutto nel centro del paese: prima la discussione all’interno di un locale, poi fuori. Era accaduto la notte del 13 novembre scorso, dopo l’una, nella cittadina della BAT.

I due erano insieme, nei pressi di piazza Terme, quando la donna venne raggiunta dallo stalker, un 36enne che la molestava da tempo. Parole inequivocabili, secondo l’accusa, volte ad umiliarla e importunarla. E non sarebbe stata la prima volta. Damiano decise di intervenire, difendendo la donna. Conosceva bene la situazione della vittima. A quel punto venne aggredito con violenza, riportando ferite al cranio e il volto tumefatto. Cadde a terra sanguinante, perdendo i sensi. A lanciare l’allarme furono alcuni testimoni. Immediato l’arrivo dei poliziotti per rintracciare l’aggressore e del 118 per prestare i primi soccorsi. Bologna venne trasportato nel vicino ospedale Bonomo di Andria, dove fu anche sottoposto a un delicato intervento chirurgico e ricoverato in Rianimazione, in prognosi riservata. Nelle ultime ore la notizia del decesso, a due settimane dalla brutale aggressione.

A far scattare la violenza dell’uomo sarebbe stato proprio il tentativo di difesa della donna da parte del suo amico. Lo stalker riuscì a fuggire poco dopo l’accaduto a bordo di un’auto di colore bianco, ma venne rintracciato dalla polizia alcuni giorni dopo e posto ai domiciliari con l’accusa di condotta persecutoria e lesioni gravi. Ad incastrarlo, il racconto di alcuni testimoni e i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Adesso è in carcere: la sua posizione si aggrava e dovrà rispondere di omicidio preterintenzionale. Sul corpo della vittima è stata disposta l’autopsia, su richiesta della Procura di Trani che coordina l’indagine.

Sul tragico episodio, le parole del sindaco di Canosa di Puglia, Roberto Morra, che parla di «gesto di brutale violenza» da «condannare». E poi di Damiano e dell’«esempio di coraggio di chi è intervenuto in difesa di una donna». Nel giorno del funerale, sarà lutto cittadino. «È necessario che la città - dice ancora- si fermi a riflettere sull’accaduto, un atto lontano dalla cultura e dal vivere civile della nostra comunità»

(fonte: La Stampa)